Agnelli segreti, la storia d’Italia mai raccontata

Gli Agnelli sono stati la vera famiglia regnante del Novecento italiano, con buona pace dei Savoia e della Repubblica, ma raramente nel nostro paese si è scritto di loro con schemi diversi da quelli dell’agiografia lecchina. Del resto il mito piccolo borghese dell’Avvocato era troppo evidente per essere ignorato da giornalisti in fondo alla caccia soltanto di una battuta da titolo, se non di una FIAT in comodato d’uso. Di qui milioni di articoli e servizi su Ferrari, Juventus, nuovi straordinari modelli di auto, quadri, tendenze della moda, eccetera, e un po’ meno sull’onnipresenza di Agnelli nel mondo finanziario e politico. In altre parole, per decenni invece di parlare del principale gruppo finanziario italiano e della principale industria si è trovato più facile parlare della figura di Gianni Agnelli. Gigi Moncalvo nel suo Agnelli segreti, uscito nel 2012 per Vallecchi e omaggiato di poche recensioni (leggendolo si capisce anche il perché), prova ad andare oltre i simboli esteriori del potere o le storie da copertina, per condurci attraverso una grande inchiesta nei meandri del potere vero. Quello che non viene mai fotografato allo stadio, in barca, alle mostre.

Il libro è apparentemente una storia della famiglia, con qualche incursione nel gossip pesante (gli amori lesbici di Susanna Agnelli, i veri compiti di Montezemolo, eccetera), ma in realtà pur essendo abbastanza lungo (più di 500 pagine) compie scelte molto precise mettendo fatti e personaggi collaterali al servizio delle storie principali. Che sono fondamentalmente quattro.

La prima è quella della relazione fra Virginia Agnelli, fresca vedova di Edoardo e madre di Gianni, Susanna, Umberto, eccetera, con Curzio Malaparte. I dettagli da cronaca rosa sono incredibilmente messi in fila dall’OVRA, la polizia segreta fascista, che appare quasi al servizio di Giovanni Agnelli. Cioè il fondatore, il rigidissimo e sabaudo (ma all’occorrenza levantino) Senatore. Con funzionari pubblici che pedinano Virginia allo scopo di trovare particolari e prove che consentano di toglierle l’affidamento dei figli (a beneficio del nonno, chiaramente). Si arriva al paradosso di Virginia che chiede a Mussolini di essere difesa dal suocero di lei e dalla polizia di lui… Malaparte non è certo un comprimario, ma un ex direttore della Stampa agnelliana che ha vissuto diverse fasi del fascismo e che si atteggia a suo oppositore più per posa intellettuale che per istinto democratico. E la sua storia con Virginia, ma soprattutto il modo in cui viene osteggiata, dice molto del potere FIAT nell’Italia fascista, nonostante il Senatore a Torino provi a smarcarsi perché nella vita non si sa mai.

La seconda macrostoria all’interno del libro è quella riguardante Gianni Agnelli, il nipote del senatore, non dal lato del cazzeggio mondano ma da quello della presa del potere nei confronti di fratelli e altri parenti, per precisa volontà del nonno. Impressionante è la valutazione del gruppo FIAT subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, pur con tutte le cautele del caso: circa 64 miliardi di euro, ai valori attuali. La costruzione di ‘Agnelli’ passa attraverso vent’anni di mondanità ma anche di rapporti internazionali coltivati ai massimi livelli fra una donna e l’altra (Pamela Churchill, nuora di Winston, e Anita Ekberg su tutte le altre, per motivi diversi), mentre la FIAT veniva mandata avanti con intelligenza, ma anche con metodi oltre l’autoritarismo, dal professor Valletta fino ai 45 anni dell’Avvocato.

La vicenda forse più appassionante è quella di Edoardo Agnelli, della sua infelice vita (a 40 anni e passa era di fatto sotto tutela, controllato anche nella quotidianità minima) e della sua stranissima morte avvenuta nel 2000, a 46 anni, seguita da un’inchiesta imbarazzante per le lacune della magistratura e i tentativi di insabbiamento di parte della famiglia o forse di qualcuno che in quei frangenti già controllava la famiglia. Una storia che ha avuto un’appendice dopo la morte di Gianni Agnelli, con tanto di tentativi della sorella di Edoardo (Margherita, madre fra gli altri di John e Lapo Elkann) per conoscere la verità. Impressionante in generale, non tanto in relazione alla storia di Edoardo, la freddezza di Marella, la madre, in contrapposizione al crollo anche fisico dell’Avvocato. Ben raccontato è il modo astuto in cui possibili successori di Gianni Agnelli venivano dati in pasto ai media, da Giovanni (figlio di Umberto e fratello dell’attuale presidente della Juventus) allo stesso John Elkann, ritenuto più plasmabile dell’idealista Edoardo e ovviamente anche dell’estroso Lapo.

La quarta storia, che avvolge tutte le altre, è vero giornalismo investigativo e riguarda il reale controllo del gruppo dagli anni Novanta ai giorni nostri. Attraverso la costituzione di società più o meno schermate, in Italia e in Lichtenstein, Agnelli voleva occultare gran parte del suo patrimonio, ‘allontanare’ la sua figura dalla realtà operativa delle società italiane (si era in piena Tangentopoli, si era quasi arrivati a Romiti…), ma soprattutto assicurare al gruppo una unitarietà di gestione che il diritto di famiglia dopo la sua morte non avrebbe permesso: Edoardo era ancora vivo e desideroso di occuparsi degli affari della sua famiglia. Attraverso documenti riservati e pubblici Moncalvo dimostra che di fatto il controllo del gruppo ad un certo punto è stato nelle mani di due avvocati (uno svizzero, René Merkt, e uno del Liechtenstein, Herbert Batliner), ma che nell’ultimo ventennio è stato sostanzialmente di Gianluigi Gabetti (ora 91enne) e di Franzo Grande Stevens (ora 87 anni), cioè due fra i più stretti collaboratori di Agnelli. Con il rapporto di sudditanza che ad un certo punto si è ribaltato, grazie a statuti societari con articoli ai confini della realtà, sottoscritti con superficialità dall’Avvocato. In copertina ci vanno Briatore e al limite Berlusconi, ci sono quasi funerali di Stato per Michele Ferrero, ma non è sbagliato dire che l’uomo più potente d’Italia negli ultimi decenni sia stato e tuttora sia Gabetti.

Un lettura appassionante, per chi fosse interessato a capire chi ha comandato e comanda in Italia al di là dei segni esteriori del potere. Fra questi segni anche la Juventus, finita nel 2006 in una guerra molto più grande di lei e dell’intero calcio italiano e da qualche anno tornata ai massimi livelli sotto la gestione della parte ‘perdente’ del gruppo, una sorta di premio di consolazione pronto comunque ad essere cancellato in presenza di certe situazioni. Un libro di giornalismo investigativo, quello di Moncalvo (una ottima carriera nei giornali e anche in televisione, molti ragazzi anni Ottanta lo ricordano come volto dell’informazione di Canale 5 prima dell’arrivo di Mentana), che in molti capitoli restituisce dinamiche umane terribili ma anche commoventi, ben lontane dai servizi di Capital e dalle interviste in ginocchio di tante prime firme. Inutile sottolineare che i giornalisti escono a pezzi da molte situazioni, per il modo in cui i loro servizi vengono concordati con l’ufficio stampa FIAT, ma non mancano neppure esempi di grande valore.

Non si possono scrivere biografie senza essere appassionati al soggetto, quindi anche questo libro in fondo (ma proprio in fondo) contribuisce al mito di Agnelli. Ma lo fa con un’inchiesta vera, che mette in luce tutte le contraddizioni del personaggio: un patriottismo poco retorico insieme a un cosmopolitismo cinico, la coscienza dell’importanza sociale della FIAT insieme all’evasione fiscale, le follie da jet set e i bei gesti sconosciuti ai più, la noia mortale per qualsiasi argomento e allo stesso tempo la curiosità vampiresca. C’è ancora tanto da scrivere sugli Agnelli, il tempo non mancherà. Sarebbe adesso più urgente, non soltanto per i mitici ‘mercati’, rispondere alla domanda: chi c’è dietro a John Elkann?

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 7.6/10 (21 votes cast)
Agnelli segreti, la storia d'Italia mai raccontata, 7.6 out of 10 based on 21 ratings

34 commenti

  1. z

    Lo leggerò sicuramente! Vado subito su Amazon.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  2. C

    La versione cartacea su Amazon è esaurita!!!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  3. N

    Segnalo il padre putativo di questo “Agnelli segreti” ( che ovviamente leggeró ), ossia “I lupi & gli Agnelli”, sempre firmato Moncalvo.

    Gabetti e Grande Stevens sono tuttora i tutori di John Elkann, grande cruccio di Gianni quest’ultimo, perché senza un briciolo di competenza e con la personalità di un Escherichia Colii, come dimostrano i milioni gettati nel progetto fallimentare Ciao Web a inizio millennio ( molti non lo ricorderanno, era teoricamente un portale pubblicitario \ motore di ricerca ).

    Se non Gabetti e Grande Stevens ( ad oggi se non erro ancora sub judice per l’Equity Swap con cui salvarono illecitamente la Fiat alle banche, soluzione non sgradita dalla fronda umbertiana ) per sopraggiunti limiti d’età, qualche loro chierico.

    Gabetti uomo più potente d’Italia negli ultimi 25 anni, ci sta tutto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  4. f

    @Nicol Pozzi: Grande Stevens fu condannato in primo grado per l’equity swap, ma la cassazione decreto’ la prescrizione, se ricordo bene

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  5. N

    @furio:

    Io ricordo assoluzione in primo grado e condanna in appello, in attesa della cassazione

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  6. B

    sarà sicuramente una lettura interessante, spero di trovare il tempo per prenderlo e leggerlo tutto.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  7. Chissà se ha messo l’appartenenza al gruppo bildy insieme all’amico kissinger, inventore della trilateral.
    Due felici massoni anche i due simpaticoni citati, franzo and friend

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
  8. z

    Non disponibile né su Amazon in versione cartacea, né su ibs. Si deve pensar male?

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  9. Pensar male è un dovere

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 8 votes)
  10. K

    La entry di Gabetti su Wikipedia e’ eccezionale. Complimenti all’ufficio stampa per un lavoro ben fatto!

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  11. L

    @KBLondon: poi provi tu a scrivere un’entry il piu’ asettico e NON COMMERCIAL possibile e te la cassano continuamente..

    L’enciclopedia “libera”.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  12. @KBLondon: Interessante argomento. Da tempo vorrei intervenire sulla voce che mi riguarda (non scritta da me!), per fare pubblicità ai libri, ma poi per pigrizia lascio perdere… proviamo a modificare Gabetti? Soltanto con cose oggettive, tipo ‘In seconde nozze si è sposato con…’…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 4 votes)
  13. @Stefano Olivari: “Nel 2008 Olivari ha lasciato La Settimana Sportiva ed ha rilanciato Indiscreto sotto forma di blog, aggregando una piccola tribù di appassionati e vergini vestali dalla spiccata verve polemica.”

    Sono cose che ti mettono orgoglio, dentro, a mesi di distanza…..

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  14. @jérémy#noallegri: Vergini vestali è bellissimo, per me una medaglia…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  15. I@Stefano Olivari: la prossima è la mia autocelebrazione….

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 2 votes)
  16. @jérémy#noallegri: noi cazzeggiatori colti, figli di pupazzo gnappo

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 1 vote)
  17. l

    Praticamente un misto tra una fortuna pericolosa e uomini che odiano le donne, ma vero!
    Forse lo potranno leggere i nostri nipoti… 😉

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  18. non è proprio disponibile sul web.
    eh ma l’inganno della prospettiva…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  19. Dalla pag. Facebook di Agnelli Segreti:

    Ora finalmente c’è il modo per avere questo libro che la FIAT ha fatto scomparire dalle librerie perchè non vuole assolutamente che lo leggiate e possiate sapere. Per averlo clicca qui

    http://www.gigimoncalvo.com/agnelli-segreti/

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  20. V

    @Panjisao: ci vorrebbe un bel “FATE GIRARE!11!1”

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 7 votes)
  21. @Vi:
    La battuta è simpatica, semplicemente volevo aiutare gli utenti del sito che hanno cercato, senza trovarlo, questo libro.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  22. B

    comunque, fatto il patto col Diavolo, questi poi ha preteso la sua parte.
    mi chiedo se tanto potere e tanti soldi valgano la pena di perdere un figlio. io non lo farei mai.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 8 votes)
  23. Quindi alla fine il cazzaro incapace non deteneva nemmeno il potere di cui veniva accreditato, ahpperò…
    In ogni caso interessante, spero di trovare il libro, meglio se in formato ebook. Mai avuta grande simpatia per Moncalvo, però la recensione ingolosisce.
    Poi tanto fra un po’ arriva Marcopress e vi fa a tutti un culo così!…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -3 (from 9 votes)
  24. p.s.: non mi torna solamente quel Edoardo ansioso di occuparsi degli affari di famiglia, io lo sapevo piuttosto disinteressato, con addirittura abdicazione via media a favore del cugino Giovanni…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -5 (from 7 votes)
  25. @Dane: prima fu mandato alla juve, e dopo un paio di esternazioni, fu destinato ad altro incarico. non gli fu mai perdonato di essere omosessuale. il bisex da orgia vip era ammesso, molto chic, il resto no.
    e sulla morte, meglio stendere un velo pietoso

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 10 votes)
  26. @Dane: Al contrario, con lettere private e pubbliche (anche ai giornali, soprattutto Repubblica che era posseduta dallo zio Carlo Caracciolo) Edoardo aveva sempre ribadito la volontà di non rinunciare alle sue prerogative dinastiche, pur riconoscendo di non essere un manager né di poterlo diventare. Di certo l’investitura di Giovanni figlio di Umberto era stata solo mediatica, perché mai l’Avvocato si era espresso in tal senso e meno che mai questa era l’idea di Gabetti. Poi le morti più o meno accidentali hanno facilitato il disegno.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +1 (from 5 votes)
  27. @Stefano Olivari: credo che veramente la tragica morte di Giovannino Agnelli sia la classica punizione divina per la Real Real Casa. Anche se molti che erano dispiaciuti magari umanamente non lo sono stati professionalmente. Giovannino era un uomo internazionale, con idee imprenditoriali un po’ più lontane rispetto a mettere in CIG gli operai. Oltre a non essere un pupazzo come il fratello e i cuginetti.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +7 (from 7 votes)
  28. Meno Uno dev’essere uno di quegli sfigati che girava col Casio sul polsino…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 3 votes)
  29. @Stefano Olivari: bèh, che non rinunciasse alle prerogative dinastiche non lo metto in dubbio, è che come dice Lei riconosceva “di non essere un manager né di poterlo diventare” il che mi aveva fatto pensare (magari erroneamente) che non gli interessasse dirigere la baracca (a partire appunto da quel “mio cugino credo possa essere la persona giusta…”).
    A differenza di Giovanni figlio di Umberto, che invece mi pareva più manager rampante come citato da Jeremy…

    p.s.: non a caso calabrese come Sergio Vastano… 😛

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 2 votes)
  30. G

    http://www.ft.com/cms/s/0/9150e59c-bcd0-11e4-a917-00144feab7de.html#axzz3Skh1BWBs

    “Italy’s Agnelli family, the dynasty behind Fiat, has put global property adviser Cushman & Wakefield up for sale.

    Exor, the family’s investment company, approved the appointment by Cushman’s management of Goldman Sachs and Morgan Stanley to advise on the process, according to people familiar with the situation.

    In a statement, Cushman said: “As is the normal course of business, both Cushman & Wakefield and Exor continually seek ways to further enhance their businesses, create value and further accelerate their plans. There is currently no transaction to disclose, nor guarantee that such a review may result in any transaction.”

    A sale of Cushman and Wakefield will raise expectations that the Agnelli family may be building a war chest for acquisitions, especially in the context of comments made by Fiat Chrysler chief executive Sergio Marchionne that the auto industry is in need of more consolidation.”

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  31. C

    “chi c’è dietro a John Elkann?”

    Non lo so ma chi c’è dietro Lapo posso immaginarlo 😉

    A parte la battuta pecoreccia di cui mi scuso – ma era servita su un piatto di argento – ho letto il libro per curiosità e per poter intervenire almeno informato.

    La parte relativa alla relazione Virginia-Malaparte è IMHO illeggibile, di una noia mortale e non aggiunge nulla a quanto già detto e ridetto. Anche l’intervento dell’OVRA è ai limiti di un episodio di Stanlio e Ollio. Facile parlare 80 anni dopo dalla sedia dell’ufficio ma mi sarei aspettato qualcosa di più dalla polizia segreta di un regime. Vero che pure i rapporti della Stasi sulle prestazioni sessuali degli “osservati” erano risibili…

    La parte dedicata ad Edoardo è decisamente triste e dimostra l’incapacità in un ulteriore campo del gran cazzaro. Di culto la discussione del budget annuale con Gabetti.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  32. C

    Più interessante la ricostruzione delle schermature studiate dai consulenti del gran cazzaro.

    Se non ricattato, appare umanamente incomprensibile come abbia potuto accettare certe clausole. Quasi come il marito che si evira per far dispetto alla moglie.

    Come diceva John Kenneth Galbraith i soldi si separano velocemente dagli sciocchi. In questo caso magari non velocemente ma…era successo con il nonno nei confronti dei soci (storia di suddivisione di azioni, liquidazione della Fiat nel 1906 per poi essere ricostituita l’anno successivo alterando la compagine azionaria) forse ora è il turno di Gabetti-Grande nei confronti della famiglia.

    L’orologio sul polsino, la cravatta sul pullover, le car shoes o i desert boots: il niente per nascondere altro niente.

    Una carrellata di donne eccezionali per il cazzaro, con alcuni vezzi di altri tempi come fare il padrino del figlio dell'”amica”. Tralasciando gli agiografi però pure in questo campo non è stato imbattibile (esempio a Sankt Moritz) anche se di indubbio successo.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  33. @Carlos Carlos: Tutti quegli statuti delle società-schermo hanno clausole oltre l’incredibile, ma non è incredibile che Agnelli abbia trovato troppo noioso leggerle e soppesarle nel dettaglio. Non sono d’accordo sulla parte Virginia-Malaparte, secondo me molto istruttiva sull’Italia di quegli anni ben al di là del solito pippotto antifascista (a fascismo morto, naturalmente). Un punto debole del libro è secondo me avere lasciato troppo sullo sfondo la figura di Romiti: chiamato da Agnelli alla Fiat su indicazione di Cuccia, è strano che non abbia messo in guardia l’Avvocato dai problemi che avrebbero creato questi casini in Svizzera e Liechtenstein… Di sicuro c’è ancora molto che non sappiamo, perché non è che nessuno ami regalare il proprio potere…

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)
  34. C

    @Stefano Olivari:

    “Romiti: chiamato da Agnelli alla Fiat su indicazione di Cuccia, è strano che non abbia messo in guardia l’Avvocato dai problemi che avrebbero creato questi casini in Svizzera e Liechtenstein…”

    Nel 1998 Cesare Romiti ebbe una liquidazione di 105 miliardi, ai quali furono aggiunti 99 miliardi a titolo di patto di non concorrenza…quando il silenzio è d’oro 😉

    “non è incredibile che Agnelli abbia trovato troppo noioso leggerle e soppesarle nel dettaglio”

    Capisco documenti di 200 pagine piene di clausole, rimandi a regolamenti, leggi, etc ma qui si trattava di circa 10/12 punti abbastanza semplici. Poi se “tutto il resto è noia” allora se lo è meritato dimostrandosi meno furbo anche del vituperato figlio.

    Sulla parte Virginia-Malaparte sarei curioso di sapere cosa l’ha colpita.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un Commento

Close
Ti piace Indiscreto?
Seguici anche sui Social Network per essere sempre aggiornato sui nuovi contenuti
Social PopUP by SumoMe

Questo sito utilizza cookie tecnici per consentire la fruizione ottimale del sito e cookie di profilazione di terze parti per mostrare pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all'uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi