Videogiochi anni 80 : tra le caverne con Bubble Bobble

Un altro titolo di culto con musica memorabile, prodotto dalla Taito nel 1986. Con cento livelli di purissimo divertimento arcade...

14 Febbraio 2021 di Paolo Morati

Bubble Bobble è un altro titolo di culto dei videogiochi anni Ottanta, soprattutto per chi ha iniziato a giocare dopo la metà del decennio e per chi ritiene fondamentale la musica. Quello della musica è secondo noi un elemento fondamentale di un videogioco, in particolare quando si tratta di accompagnare l’azione. Nel caso di Bubble Bobble, vero classico arcade uscito nel 1986 a firma Taito, lo score composto da Tadashi Kimijima si dimostrava fondamentale per mettere il giocatore a suo agio mentre, sotto le sembianze di un draghetto, sparava bolle contro mostriciattoli di vario genere.

Conoscere la trama di Bubble Bobble, quella dei due ragazzi a cui sono state rapite le rispettive fidanzate, impegnati nella loro liberazione attraverso 100 livelli, risultava in realtà ininfluente (quanti la conoscevano?) in un contesto di elevata giocabilità, tipico esempio di mix tra design carino e meccanismi immediati, già all’epoca classica ricetta dei platform nipponici. Evidentemente rimpianti anche da chi è nato dopo il 2000 e quindi non li ha vissuti in ‘diretta’, vista la loro presenza nelle classifiche all time compilate da giovanissimi.

Per giocare bene a Bubble Bobble e fare più punti possibili nella realtà bisognava (e bisogna ancora oggi, vista la sua inespugnabile popolarità) avere prontezza di riflessi nello spostarsi tra i vari piani delle caverne ma anche padronanza delle diverse combinazioni a disposizione nell’uso delle bolle e nella raccolta dei diversi bonus, nonché degli innumerevoli oggetti capaci di dare una spinta in più ai propri poteri. Fra i tanti particolari significativi, il fatto che chi riusciva a finire il centesimo livello aveva più finali possibili: oggi una sceneggiatura diffusa, ai tempi invece quasi per niente. E comunque nessuno ci giocava per questo motivo.

In tutto questo emerge, come detto, la musica di sottofondo che dopo ogni partita era impossibile togliersi dalla mente. Così come le eventuali accelerate, che spingevano ad agire prima che fosse troppo tardi. Tante le conversioni di Bubble Bobble per piattaforme di ogni tipo con risultati molto spesso sopra la media, mantenendo di fatto la qualità inalterata pur con le inevitabili limitazioni di ogni singolo sistema. Dallo ZX Spectrum, con tanto di ottima colonna sonora, all’Amiga, fino alla versione 2016 del NES. 

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