Attualità

Il tasso del Btp Futura

Stefano Olivari 03/07/2020

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Quali saranno i tassi di interesse del BTP Futura? Finalmente il Ministero dell’Economia lo ha comunicato. Per i primi 4 anni la cedola di questo nuovo titolo di Stato italiano sarà minimo dell’1,15% annuo. Per il quinto, sesto e settimo anno la cedola minima garantita sarà dell’1,30%. Per gli anni dall’ottavo al decimo invece il tasso sarà dell’1,45%. Se preferite, visto che le cedole sono a salire, parliamo di cedole step up. Il collocamento inizia lunedì 6 luglio e soltanto alla fine, venerdì 10, saranno comunicati i tassi definitivi.

I BTP Futura sono da comprare? Tanto per essere concreti… I tassi del BTP Futura sono meno importanti della sua logica, come già scritto qualche settimana fa (questa è una cover), visto che l’obbiettivo politico è quello di sterilizzare l’ormai fuori controllo debito pubblico, fra mancia per i nonni baby-sitter e i navigator che avrebbero a loro volta bisogno di un navigator. Il titolo è infatti pensato per un clientela privata, retail in banchese, che in cambio di una modesta sicurezza si tenga il BTP 10 anni incassando le cedole e anche il premio fedeltà alla scadenza, minimo l’1% del totale.

Il confronto più semplice da fare è quello con un BTP decennale, in questo momento all’1,21% annuo. Chi è interessato a una cosa del genere troverà nel BTP Futura qualcosa di meglio. Tutti gli altri dovrebbero guardare alla propria situazione personale: se abbiamo 200.000 da proteggere in attesa di investirli nei prossimi anni su una casa o su un’attività, allora compriamo il BTP Futura. Se i soldi sono 1.000 euro, troviamo molto più intelligente fare 5 scommesse da 200 euro a 1,20 (in 90 minuti, non 10 anni) su partite già scritte come Juventus-Genoa o Inter-Brescia.

In attesa di considerazioni definitive, citiamo una statistica della Banca d’Italia riportata dal Corriere della Sera: nel 2000 le famiglie detenevano il 19,41% del totale del debito pubblico italiano, nel 2010 questa percentuale era diventata del 14% mentre a fine marzo 2020 solo il 3,09% del debito pubblico italiano risultava detenuto direttamente dai privati. Che in realtà, fra fondi di investimento e altri prodotti strutturati, ne detengono indirettamente e spesso inconsapevolmente (‘Bond area euro’ suona meglio, ma ci possono essere anche Cipro e l’Italia) molti di più.

E quindi? Vediamo il BTP Futura come un parcheggio di medio periodo (visto anche che i tassi dovrebbero rimanere bassi per qualche anno) per grosse cifre migliore del conto corrente, ma non molto di più. Il suo pregio è quello di un meccanismo comprensibile a tutti. Senza andare troppo lontani, le banche collocatrici del BTP Futura, cioè Intesa San Paolo e Unicredit, a volte propongono alla clientela certificates che per calcolarne la cedola occorre un computer quantistico. Comprare solo ciò che si pensa di capire (in realtà il BTP sarebbe ristrutturabile unilateralmente dell’emittente, ma non divaghiamo), senza paura di sembrare ignoranti.

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