La resurrezione della Smart non elettrica

Smart solo elettrica? Pare che la Mercedes abbia cambiato idea. Pentimenti e rimpianti sono sentimenti che non appartengono certo allo show business del mondo dell’auto moderna. Anzi. La corsa verso novità, volumi, fatturati, fusioni (anche quelle flop come Renault-Fiat) sembra incessante. Eppure talvolta ci può essere un’eccezione.

Infatti nelle segrete stanze dei bottoni della Mercedes Benz pare si stia discutendo di riattivare, in tempi brevi, la produzione della «sorellina» Smart con motore termico dopo la chiusura (il primo maggio) delle linee di produzione per lasciare campo libero solo alla versione elettrica. Un cambio di rotta che sarebbe clamoroso.

Cosa sta succedendo? In realtà un fenomeno previsto dagli esperti, ma imprevedibile dal punto di vista temporale. Le concessionarie più ricche e importanti (su tutte, in Italia, la Merbag di Milano) hanno subito fatto incetta di Smart nuove e usate (aziendali e chilometri zero) ForTwo e ForFour immaginando, giustamente, che si sarebbe scatenata la fobia degli smartisti non ancora del tutto convinti della affidabilità (leggere ‘autonomia’) dell’elettrica contrassegnata dal marchio EQ.

Un’autonomia ancora oggi troppo limitata (160 chilometri), che non dà sufficienti garanzie a chi considera la Smart un’auto di vitale importanza per lavorare e spostarsi velocemente sul breve-medio raggio. Le conseguenze di questo «assalto» sono facili da immaginare e da spiegare. Già oggi non sono più disponibili vetture nuove di zecca. E anche sul fronte di Smart chilometro zero e aziendali si sta riducendo l’offerta, con la domanda sempre crescente.

In pratica si assiste a un boom-bis della Smart per quanto riguarda non solo i modelli più recenti (quelli della terza generazione), mentre anche le «veterane» (le prime vendute in Italia hanno ormai oltre vent’anni di età) vantano quotazioni importanti. Un fenomeno che mantiene alti i prezzi di tutta la vasta gamma di un’auto che in pratica non ha rivali. Infatti dopo che la Toyota ha smesso di produrre la IQ, la Smart è rimasta l’unica city-car degna di questo nome.

La…carestia di ForTwo disponibili ha addirittura rivalutato anche la ForFour che, ripresentata dopo il flop della prima versione (2004-2006), è nel mirino di una nuova utenza che sta apprezzando anche la campagna di valorizzazione imposta da Mercedes Benz. Infatti le «aziendali» che provengono direttamente dalla parco auto dei funzionari di Stoccarda vengono promozionate a 10.000 euro (il modello meno costoso, la Youngster, nuovo costa 15-16.000 euro) con un chilometraggio effettivo che varia da 4.500 a 20.000.

Come spesso accade, soprattutto in Italia, la necessità aguzza l’ingegno. Stanno proliferando veri e propri specialisti nel restauro e nel ricondizionamento di Smart «vintage» ma che, con motore cambio revisionato, possono ancora essere molto utili e altrettanto utilizzabili. Le vetture che fanno parte della scuderia Car2Go (l’antesignana delle società di car-sharing in Italia e in Europa) vengono vendute all’asta quando c’è il cambio di…stagione. Con il vantaggio che, per scelta aziendale, non vengono «spremute» oltre un certo limite (55-60.000 chilometri) cercando di mantenere un valore commerciale che possa, almeno parzialmente, contribuire a investimenti su nuovi mezzi. Anche se, almeno in questo momento, si può usufruire solo di Smart elettriche. C’è da dire che Mercedes Benz garantisce ricariche-lampo (40′) sfruttando le colonnine fornite (2.500-3.000 euro compresi di accessori) dalla stessa Casa tedesca. Ma, anche in questo caso, la copertura capillare del territorio è ancora insufficiente.   

Quindi nell’aria si respira un’atmosfera di revival, alimentata dalle richieste di una clientela sempre più affezionata e in costante aumento non solo nelle grandi città. La «singlitudine» e la necessità di disporre di un’auto tanto comoda e confortevole quanto parsimoniosa nei costi di gestione sta generando una situazione che, forse, neppure a Stoccarda il management aveva previsto di dimensioni così importanti.

Ovviamente alleati degli utenti pro-Smart sono le stesse concessionarie che, dati alla mano, testimoniano come lo «smartismo» non preveda, in tempi brevi, un numero di affiliazioni importanti alla EQ. Bella da vedere, non ci sono dubbi, eccellente da guidare ma poco pratica da gestire con l’ansia da…ricarica che genera giustificati stress facilmente comprensibili e condivisibili.  

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16 commenti

  1. r

    ennesima conferma che sull’elettrico siano in una fase di puro battage pubblicitario perchè in realtà le persone “reali” adesso non sanno che farsene.
    Tra 5-6 anni può essere un altro discorso…

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  2. K

    Un auto dentro la quale è impossibile trombare (e sfido l’amatore più focoso a riuscire a trombare in una Smart) è un auto inutile.

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  3. r

    nella for four ce la puoi fare 🙂

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  4. U

    “Un auto dentro la quale è impossibile trombare”

    alla tua età manco in limousine se è per questo..

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    1. K

      Il tuo difetto è che misuri tutto a tuo braccio…

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  5. c

    Per la percorrenza media giornaliera di chi guida, qualsiasi auto elettrica ha una autonomia infinitamente sufficiente. Pertanto, l’unico non problema è certamente quello delle ricariche.

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  6. D

    Il 40% degli spostamenti cittadini in Italia è sotto i 3km, il 60% sotto i 5.

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    1. c

      Appunto, quindi anche l’eventuale tempo di ricarica sarebbe di qualche minuto, tempo di andare al cesso e la macchina è già nuovamente carica.

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      1. D

        Non dirlo a me…

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  7. r

    Cyd, sei al ribaltamento della realtà

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    1. c

      Primo articolo che mi è capitato sotto mano: in Lombardia manco 60 km/giorno e la media italiana è 44. Non ti seguo: ribaltamento riferito a cosa?

      https://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/quanto-tempo-passate-in-autola-ricerca-1-ora-e-23-minuti-al-giorno_1149350_11/

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  8. r

    Cyd perchè perchè tutta la letteratura esistente sull’elettrico converge – che si sia favorevoli o meno – sul fatto che uno dei più grossi problemi è proprio l’assenza di un’infrastruttura di ricarica adeguata.
    Ci sono ancora troppe poche colonnine, possono già essere occupate da altri (spesso da chi neanche ne ha bisogno..) e ci mettono molto tempo per ricaricarla.
    Quelle più veloci (le super charger a corrente continua) ci mettono 40-50 minuti per ricaricarti (massimo) l’80% delle batterie.
    Le altre ci mettono ore, da 6-8 ore fino anche 12-15 ore quelle di casa.
    I consumi effettivi sono ancora troppo alti (per farle durare devi andare piano, a velocità più o meno costante, usando poco radio o aria condizionata) e non è che ti può bastare tenerla attaccata 10 minuti, perchè dopo mezz’ora ne hai di nuovo bisogno.
    Sul discorso della media di utilizzo, dimentichi:
    a) il fatto che mediamente le persone non comprano una macchina – nel caso delle elettriche a caro prezzo – per usarle tassativamente solo nei brevi spostamenti in città. Anche chi la usa prevalentemente in quel contesto, può comunque averne bisogno anche per uscire fuori città (lavoro, gita, viaggio, svago ecc.ecc.).
    b) non tutte le città sono comunque così dotate di colonnine.

    Insomma, ce le spenderesti 20 (per una yaris), 40 (per una golf) mila euro con l’incubo di uscire dalla città?
    Non è un caso che tutti, dai costruttori di auto, ai Comuni ecc.ecc. annuncino che vogliono costruire migliaia di colonnine nei prossimi 5-6 anni.
    Ce n’è bisogno, come c’è bisogno che diminuiscano i tempi di ricarica, come c’è bisogno che aumenti l’autonomia effettiva delle auto elettriche, come c’è bisogno che diminuisca sensibilmente il prezzo d’acquisto
    Il mercato elettrico è uno 0,qualcosa che forse con gli incentivi arriverà ad 1-2 % non perchè sono tutti trogloditi…

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  9. c

    Io ho parlato solo dei tempi di ricarica, che per il cittadino sono più che sufficienti in base al suo kilometraggio medio giornaliero.
    Tutti annunciano la costruzione di colonnine perché vi è la fobia di rimanere a piedi e il “rischio” non viene pagato dal risparmio, anzi i costi sono maggiori. La macchina elettrica non può fare tutto come il benzina, vero, peccato che al 99% della popolazione non serve. Basterebbe che l’elettrico non lo usasse solo chi fa realmente 200 km al giorno.
    Dove lavoro, vari mezzi della nettezza urbana e tutte le macchine della distribuzione sono elettriche: fatti i loro 80 km, il doppio della media nazionale, tornano in sede, attaccano la macchina al 3 kW e mai nessuno è rimasto a piedi.
    In conclusione, a parte i costi, mi pare la fobia di non voler togliere la linea di casa, caso mai che il cellulare non funzioni.

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  10. M

    Cyd, ricordati che in città come Milano non tutti hanno il garage e per ricaricare avrebbero bisogno delle colonnine per strada.

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    1. c

      Concordo, ma a parte chi non ha il garage nelle metropoli, il restante 90% degli italiani potrebbe usarla da domani mattina, al netto delle pippe mentali su problematiche inesistenti.
      Se non costasse 30k, comprerei immediatamente la Smart e, le 2 volte all’anno che mi serve la macchina per lunghi chilometraggi, la noleggio. Il problema è economico, mica logistico.

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