Discottanta

Si Savage chi può

Stefano Troilo 09/01/2008

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Zeljko Vujkovic ha vissuto i dies horribiles di guerre che negli anni Novanta frantumarono la Repubblica Socialista Federale Jugoslava di Ribar e Tito nelle repubbliche di Croazia, Slovenia, Macedonia, Serbia-Montenegro e Bosnia-Erzegovina. Albe tragiche come quelle tra agosto e novembre 1991, con l’assedio di Vukovar da parte dei serbi e i crimini di guerra del generale Arkan. Per guadagnarsi l’alba successiva Zeljko s’è aggrappato alla musica: “Quando le granate cadevano sulla città, indossavo le cuffie del mio walkman e cominciavo ad ascoltare canzoni italodisco. Fu un’esperienza terribile, ma posso dire di essere sopravvissuto anche grazie a quei brani”, testimonia il croato sul suo sito internet dedicato alle star dell’epoca, mentre introduce un’intervista a Roberto Zanetti in arte Savage. Proprio lui, quello che nella decade “da bere” frequentava i piani alti delle hit parade sfornando lenti da discoteca come le memorabili “Don’t cry tonight” e “Only you”, con cui l’artista di Massa raccoglieva applausi a “Superclassifica Show”. Paladino della romantic-dance e futuro pigmalione di gente come Alexia, Ice Mc e Double You, Zanetti godeva della stima incondizionata dei Pet Shop Boys. In un’intervista rilasciata al settimanale “Record Mirror” nel 1985, Neil Tennant dei Pet Shop Boys affermò infatti che “il ‘boom clap boom clap boom clap clap clap’ è ciò che apprezzo maggiormente dell’eurodisco, molto malinconica e dalle melodie dolcissime, come ‘Don’t cry’ di Savage. Del resto, la maggior parte dei dischi che ci piacciono è italiana”. L’elogio del toscano s’accompagnava alle sviolinate pro-Raf e Baltimora. “Attualmente funziona un motivetto che fa ‘oh woah oh’ – presente sia in “Self control” del primo che in “Tarzan boy” del secondo – e molti non crederanno che a noi piaccia, ma il bello di questa faccenda è apprezzare qualcosa di oscuro, che è oscuro per il gusto di esserlo”. “Self control” fu pubblicato dalla Carrere in Inghilterra e poi in Italia dalla Cgd. “Tarzan boy”, che porta la firma del maestro Maurizio Bassi, divenne invece il jingle ufficiale degli spot Coca-Cola. Simili testimonianze d’affetto nei confronti dei quarantacinque giri nostrani fanno pensare. Perché se c’è un posto in cui l’italodisco è stata messa da parte, quel posto è l’Italia. Dove molti deejay, troppi, “bucano” su Lee Marrow e Albert One. Per loro gli anni Ottanta sembrano essere cominciati dalla fine, all’indomani di “Pump up the volume” dei Mars ed alla vigilia dei deliri techno di “James Brown is dead”. Quanto sarebbe credibile un pianista che ignora Chopin?

Stefano Troilo
www.myspace.com/stefanotroilo

Link1 (Savage canta ‘Don’t cry tonight’ a Sperclassifica Show 1984): http://www.youtube.com/watch?v=MMjpqGnhT4Y&feature=related
Link2 (Savage canta ‘Only you’ a Superclassifica Show 1984): http://www.youtube.com/watch?v=gGwLObOLvWI&feature=related
Link3 (Raf canta ‘Self Control’): http://www.youtube.com/watch?v=ifZtphTvDLA
Lin4: (Baltimora canta ‘Tarzan Boy’): http://www.youtube.com/watch?v=_r0n9Dv6XnYInvia per e-mail –>

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