Storia

L’ultimo tuffo di Greg Louganis

Stefano Olivari 16/12/2010

article-post
Nel marzo 1988 Greg Louganis è il più forte tuffatore del mondo, forse già il più grande di sempre, quando a sei mesi dalla sua ultima Olimpiade si sottopone al test per l’Aids spinto dal fidanzato. Positivo, nel senso che il test dà il responso peggiore che ci si possa attendere. L’allenatore Ron O’Brien lo rincuora e lo invita a mantenere il segreto: andrà a Seul il solito Louganis pubblico, il dio dei tuffi, mentre quello privato si imbottirà di farmaci e e soffrirà in silenzio.

Arrivano i Giochi. Al trampolino nelle qualificazioni non è il miglior Louganis, al nono tuffo quasi si spacca la testa contro il trampolino: inevitabile che gli venga in mente l’amico Shalibashvili, il sovietico che cinque anni prima alle Universiadi di Edmonton è morto in un incidente analogo (alla piattaforma, però). Greg sanguina, quasi nessuno conosce il suo segreto e per lui è un bene. Gli applicano 4 punti al viso, lo fa un medico senza guanti: sta rischiando di infettare avversari e collaboratori, è il momento peggiore di una vita che di momenti difficili ne ha avuti tanti (soprattutto lontano dalla vasca, fra riformatorio e tentativi di suicidio). Louganis si fa forza e porta a casa il passaggio in una finale, che il giorno dopo stravincerà.

Altro dramma, ma solo sportivo, alla piattaforma. Prima dell’ultimo tuffo il baby-fenomeno (14 anni) Xiong Ni lo precede di 3 punti, anche l’ultima esecuzione del cinese è perfetta. Anche per il miglior Louganis sarebbe argento, ma per l’ultimo tuffo della sua carriera c’è un ‘miglior Louganis’ ancora più forte e determinato. Sorpassa Xiong Ni per 1.14 punti, praticamente niente. Poi scompare, per combattere la sua battaglia e dedicarsi al cinema (poche cose) e agli amati cani: solo nel 1995 racconterà in pubblico della sua malattia, solo con sette anni di ritardo tante persone capiranno il rischio che hanno corso quel giorno a Seul. Grande campione, Louganis, ma in quell’occasione uomo a metà: con l’interesse personale anteposto alla salute del prossimo.

Stefano Olivari
(pubblicato sul Guerin Sportivo)

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Hitler è vivo?

    Fra tutti questi anniversari per gli 80 anni della fine della Seconda Guerra Mondiale il più controverso è proprio quello riguardante la morte di Hitler, di cui di recente si è parlato dopo la desecretazione di molti file della CIA voluta da Trump. In realtà questi nuovi file della CIA hanno rivelato poco, se non […]

  • preview

    L’Europeo di Orlandini

    Quante difese eroiche di una squadra italiana abbiamo visto? Quella del 20 aprile 1994 a Montpellier, esattamente 30 anni fa, diede alla Under 21 di Cesare Maldini il secondo dei suoi tre titoli europei consecutivi, grazie al gol nei supplementari di Pierluigi Orlandini, ai tempi all’Atalanta. Davanti a Matarrese e ad un Sacchi schifato gli […]

  • preview

    Trapattoni al Bayern

    Trapattoni al Bayern Monaco. Che un allenatore italiano di primo piano vada ad allenare all’estero oggi non è una notizia ma il 19 aprile 1994, esattamente 30 anni fa, lo era. Un annuncio fatto da Trapattoni stesso quasi al termine della sua seconda vita juventina, meno fortunata della precedente e comunque con meno risultati di […]