Cinema

Trolls 3 – Tutti insieme

Stefano Olivari 17/11/2023

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Con Trolls 3 iniziamo una serie di recensioni su cartoni animati moderni, film ma anche serie, magari in futuro rimettendoci in pari con il buco avuto dal 1990-2005, 15 anni in cui non abbiamo avuto fratelli-cugini-figli-figli di amici-nipoti che giustificassero socialmente la nostra visione. Eravamo rimasti a Holly e Benji e siamo ripartiti a metà degli anni Zero da Peppa Pig, per arrivare qualche giorno fa al cinema, il sempre eccellente Orfeo di viale Coni Zugna, in una Milano rimasta uguale all’epoca dei poliziotteschi (i caratteri dell’insegna sono di culto) a vedere Trolls 3 – Tutti insieme. Terzo capitolo della saga della Dreamworks incentrata su queste piccole creature e soprattutto sulla musica. Secondo noi il migliore dei tre, quello che più strizza l’occhio agli adulti, mentre le due serie televisive le abbiamo praticate poco.

In pratica è la storia, con inizio in flashback, di una boyband, i BroZone, formata da cinque fratelli troll, John Dory, Spruce, Clay, Floyd e il piccolo e poco considerato Branch, protagonista dei primi due film insieme a Poppy. All’apice del successo i quattro fratelli maggiori perdono l’armonia fra di loro, quella che nel film chiamano La Perfetta Armonia Familiare, che poi è il segreto del loro successo, e sciolgono la band lasciando il fratellino al suo destino. Diventato grande, Branch viene ritrovato da John Dory, che chiede aiuto a lui e ai fratelli per liberare Floyd, tenuto prigioniero da due pop star, Velvet e il fratello Veneer. Floyd è chiuso in una bottiglia di diamanti ed in pratica i due impostori succhiano (non sapremmo come spiegarlo) il suo profumo, metafora del talento, per avere un po’ del talento dei BroZone.

Vi risparmiamo il resto, è un film per bambini e da soli non lo avremmo mai guardato, e andiamo direttamente al messaggio che è quello che ci interessa perché è interessante come Hollywood (in senso lato) voglia modellare le menti dei giovanissimi. Non è un inno alla famiglia, come si potrebbe pensare visto il lieto fine, anzi la famiglia è rappresentata come una somma di egoismi e di rancori. E La Perfetta Armonia Familiare si raggiunge non fra uguali ma fra diversi (la diversità tema anche di Trolls World Tour, il secondo della serie) con ognuno potenzialmente in grado di prendere la sua strada. Chiaramente tutto è trascinato dalla colonna sonora e dalle citazioni, dagli NSYNC (Branch, il protagonista, è nell’originale doppiato da Justin Timberlake) a tanti altri, con evidenti ed amari rimandi ai Jackson 5. Anche in quel caso Branch fu abbandonato e poi cercato. In chiave ideologica il messaggio è ambiguo: è bello rimanere diversi senza che qualcuno ti cambi o anche fra diversi bisogna cercare l’armonia? Insomma, intercettiamo i genitori di destra e quelli di sinistra, tanto al bambino importa giustamente soltanto della canzoni e dei popcorn.

stefano@indiscreto.net

 

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