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Pennetta meglio di prima

Stefano Olivari 17/03/2014

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Flavia Pennetta è stata la prima tennista italiana della storia ad entrare nelle prime dieci del mondo. Quattro anni e mezzo fa, dopo la vittoria in un torneo di Los Angeles che al di là del nome ‘Los Angeles’ non è paragonabile per importanza e qualità a quello appena vinto a Indian Wells che la porterà nella posizione numero 12. A quella vetta seguirono problemi fisici, cambiamenti di vita (ma il traumatico addio a Moya era già avvenuto nel 2007) e soprattutto, a voler essere cattivi, la vittoria della Schiavone al Roland Garros 2010 seguita dalla finale 2011. Migliori risultati ogni epoca del tennis femminile italiano, con tutto il rispetto per le Fed Cup che hanno comunque dato alle ragazze una visibilità, sia pure minima, presso il pubblico generalista. Dopo la forzata rinuncia allo US Open 2012 l’operazione al polso, che tutti pensavano a 30 anni sarebbe stata il preludio di un ritiro fra gli applausi mentre emergeva prepotente Sara Errani e la quasi coetanea (di Flavia) Roberta Vinci saliva di livello. Invece la brindisina si è reiventata, cambiando anche il suo gioco (è cambiato anche l’allenatore: da Urpi a Navarro, ex guida tecnica di Ferrer) e prendendo più rischi, con una quasi ossessione per l’anticipo che adesso le permette di stare in partita con le primissime del mondo. Un ottimo Wimbledon, dove arriva agli ottavi con la Flipkens, uno strepitoso US Open dove raggiunge le prime semifinali Slam della vita battendo nei quarti la Vinci e arrendendosi solo al carro armato Azarenka. Approdo brillante nei quarti anche agli ultimi Australian Open, perdendo dalla Li Na che invece in California è stata battuta in semifinale, prima della passerella contro una Radwanska tanto infortunata quanto sportiva nel non ritirarsi (una delle poche eccezioni in situazioni simili, fra le donne). E quindi? La situazione del tennis femminile è così incerta, diciamo pure modesta, che anche a 32 anni sarebbe un delitto ritenere Indian Wells un punto di arrivo. La storia di questo sport è piena di grandi (e soprattutto di meno grandi) ritorni, ma nessuno pur tornando vincente ha mai giocato meglio di ‘prima’. Flavia Pennetta c’è riuscita.

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