Cinema

Maestro, fra Bernstein e Povia

Stefano Olivari 07/02/2024

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Chi vincerà l’Oscar 2024 per il miglior film? Quasi certamente Oppenheimer, con qualche minima possibilità per Poor Things e The Holdovers. Per una congiunzione astrale a questo giro abbiamo visto 8 dei 10 finalisti, a partire dal moraleggiante Barbie, ed eravamo convinti che potesse avere qualche chance Maestro, da qualche settimana disponibile su Netflix, con Bradley Cooper ovunque: produttore (insieme a Spielberg, Scorsese e altri), sceneggiatore, regista e anche protagonista, nei panni di Leonard Bernstein. È ovvio che noi della periferia ovest lo preferivamo American Sniper invece che direttore d’orchestra dalle preferenze sessuali ondivaghe, ma più tendenti al gay: è comunque un film interessante, per quanto abbastanza pesante, che potrebbe dare a Cooper l’Oscar come attore protagonista.

Maestro non è incentrato tanto sulla carriera artistica di Bernstein, secondo i competenti fra i più grandi direttori d’orchestra di sempre (e comunque il primo non europeo), quanto sul suo matrimonio con l’attrice Felicia Montealegre. Non proprio un’unione di copertura, perché Bernstein non aveva mai fatto mistero della sua doppia vita, ma un matrimonio basato su affinità diverse da quelle sessuali. In questo senso la grave mancanza del film è quella di evitare quasi totalmente la politica, che invece fu alla base del loro rapporto visto che a Bernstein e signora, marxisti immaginari, si deve l’espressione ‘Radical chic’ coniata dall’immenso Tom Wolfe, quando descrisse una loro festa in onore delle Pantere Nere.

Il film, girato per metà in bianco e nero perché le buone critiche si costruiscono spesso a tavolino, è comunque centrato sugli aspetti personali e sessuali, con la parte gay di Bernstein che prende il sopravvento con il passare degli anni. Cosa che ha fatto sorgere in noi una domanda mediatica: perché per la quasi totalità di film, libri e canzoni il percorso è unidirezionale? Nel senso: l’etero può diventare gay, o scoprire di esserlo sempre stato, ma quasi mai avviene il contrario. Unico esempio mondiale la Luca era gay di Povia, non a caso contestata più per il contenuto che per la musica. Un fenomeno che ci ha sempre incuriosito, un dubbio che appena viene sollevato scatena reazioni stizzite.

stefano@indiscreto.net

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