Calcio

L’Inter è in vendita?

Indiscreto 28/12/2020

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L’Inter è in vendita? Nel senso: di fronte ad una offerta congrua gli Zhang sarebbero disponibili ad abbandonare il club nerazzurro? La nostra risposta da bar è no: nel 2019 il gruppo Suning ha fatturato circa 35 miliardi di euro, il che significa che nei pensieri del vecchio Zhang l’Inter pesa per non più dell’1%. In altre parole, con la proprietà cinese l’Inter potrebbe andare avanti per secoli a non vincere e a perdere soldi, senza fallire. Non c’è insomma alcuna fretta di svendere l’Inter in un momento storico-economico come quello attuale. Però troviamo interessante l’analisi fatta da Tuttosport, a firma Stefano Scacchi, sulla nuova linea del governo cinese.

In sintesi: non solo stop alle spese folli, con tetti agli ingaggi nel campionato cinese, ma anche basta con le squadre che si legano troppo alle aziende. In altre parole, lo Jiangsu Suning dovrebbe in futuro chiamarsi Jiangsu e basta, ma l’idea di base di Xi Jinping è che il calcio di club (altra cosa la Nazionale, che ha l’obbiettivo del Mondiale 2030, magari proprio in Cina con tanti saluti all’Uruguay) debba rimanere separato dalle aziende vere e produttive.

Certo questo non riguarda le proprietà all’estero, e meno che mai l’Inter, ma il segnale in una certa direzione è l’ennesimo: il calcio di club è una cazzata da occidentali sdraiati di fronte al televisore, un imprenditore cinese serio (in particolare un membro del partito unico, come Zhang) dovrebbe tenere un profilo basso. Che poi queste siano solo indicazioni di massima, difficili da valutare a novemila chilometri di distanza, e che tutto venga rigirato ad arte per spiegare al popolo bue, in questo caso italiano-interista, perché non si spende sul mercato di gennaio fa parte del gioco.

Certo è che gliene importa relativamente di vincere, del resto anche in Cina ci sono riusciti dopo 5 anni dall’acquisto del club, gliene importa zero di guadagnare con il calcio, gliene importa sottozero di entrare nella storia di uno sport che non conoscono (a richiesta facciamo cover con Elliott, Friedkin, eccetera). L’Inter è un biglietto da visita, come lo sono il PSG e il Manchester City per altri, e come per altri versi era Eriksen (la Premier League è sempre un mito, e pazienza se Eriksen vale mezzo Beccalossi) per non avere l’immagine troppo da cinesi. Perché nessun italiano sano di mente sogna di essere cinese o arabo, mentre molti cinesi o arabi sognano di essere italiani. Merito della nostra storia, non certo di Conte e Arcuri, ma questa è la realtà.

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