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Economia

De Benedetti o Berlusconi?

Stefano Olivari 15/12/2023

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De Benedetti o Berlusconi? Ci eravamo proposti di rinunciare a Di qua o di là con una divisione scontata sinistra-destra, non  perché ci dispiaccia essere divisivi (siamo per i muri, non per i ponti), ma perché non ci piacciono i voti scontati, di solo tifo, come potrebbe essere per Materazzi o Chiellini. L’intervista a De Benedetti pubblicata dal Foglio ci costringe a fare un’eccezione visto che fra i tanti bersagli dell’Ingegnere italo-svizzero (durissime le parole su Elkann, Conte e anche Schlein) l’unico a reagire, per interposta figlia Marina visto che lui ci ha lasciato lo scorso 12 giugno, è stato proprio Berlusconi. Riproponendo una grande rivalità umana e imprenditoriale, oltre che politica visto che De Benedetti si è sempre ritenuto una specie di kingmaker della sinistra e Berlusconi il padre della destra italiana attuale.

Il nostro Di qua o di là vuole però essere centrato sulla loro vera natura, quella di imprenditori della stessa generazione (De Benedetti è del 1935, Berlusconi era del 1936) anche se non proprio della stessa estrazione sociale: la torinese ed ebraica famiglia De Benedetti, per l’esattezza Debenedetti) era piena di finanzieri e anche industriali di notevole levatura come il padre di Carlo, Rodolfo, mentre il milanese padre di Berlusconi era un funzionario di banca in grado di far studiare i figli ma poco di più. Inutile ripercorrere tutta la loro storia, conosciuta da chiunque, e improponibile il confronto come imprenditori, al di là dei guadagni: Berlusconi ha creato tantissimo, De Benedetti si è limitato a cogliere buone occasioni.

Ad unirli l’avere Gianni Agnelli come punto di riferimento, come qualunque personaggio di Yuppies. Nel caso di De Benedetti anche con intrecci personali (da bambino aveva vissuto in una casa degli Agnelli ed era stato compagno di scuola di Umberto, da adulto sarebbe stato molto sponsorizzato da Gianni per varie cariche e addirittura per qualche mese sarebbe diventato amministratore delegato della FIAT, oltre che azionista di minoranza), nel caso di Berlusconi con una venerazione piccolo borghese che oggi è difficile anche soltanto da spiegare ma che in Italia fino agli Novanta è stata molto diffusa. La nostra domanda riguarda la legacy, cioè cosa resterà di loro e dei modelli che hanno rappresentato. Fra 100 anni si parlerà più di De Benedetti o di Berlusconi? La nostra personalissima risposta, in attesa delle vostre, è che De Benedetti sta ad Agnelli come Cairo sta a Berlusconi.

stefano@indiscreto.net

 

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