La grande scommessa, mutui subprime e diversificazione

La gente è psicologicamente poco propensa ad accettare che si possa guadagnare molto anche in periodi di crisi finanziaria, non per gli strumenti usati da chi indovina (o manovra) una tendenza ma perché i cali, i crolli, le bolle hanno sempre in sé qualcosa di destabilizzante. È questo il cuore di La grande scommessa, più tecnico con il titolo originale (The Big Short), il film diretto da Adam McKay che ha schierato un supercast:  Christian Bale nei panni di Michael Burry (gestore di un hedge fund, capace di andare contro il senso comune chiedendo alle banche la creazione di credit default swap sui mutui subprime), Ryan Gosling in quelli di Jared Vennett (funzionario di Deutsche Bank che è fra i primi a capire la portata dell’intuizione di Burry), Steve Carell in quelli di Mark Baum (tormentato trader di Morgan Stanley), Brad Pitt in quelli di Ben Rickert, trader indipendente e ormai ritiratosi nella sua fattoria, un Brad Pitt per scelta delle parti ormai sempre più Robert Redford 2.0.

Ma i personaggi sono tantissimi e tutti hanno un ruolo nello spiegare allo spettatore che ha dimenticato o rimosso i fatti del 2008 che cosa sia esattamente successo. In estrema sintesi semplificatoria, da web: mutui immobiliari concessi anche a gente con pochissime probabilità di onorarli, che verso la metà degli anni zero avevano raggiunto quasi il 20% del mercato finanziario ed un valore imprecisabile ma senz’altro superiore ai 500 miliardi di dollari. A loro volta questi mutui ad altissimo rischio di insolvenza venivano dalle banche cialtrone inseriti all’interno di prodotti finanziari più complessi, come i CDO, che con la connivenza delle agenzie di rating (parte trattata molto bene) si guadagnavano tre A sulla fiducia e venivano piazzati a fondi o singoli investitori.

Il castello non poteva stare in piedi a lungo, perché alla prima ondata di crisi del debito sottostante (traduzione: i privati non più in grado di pagare le rate del mutuo, osservati con una istruttiva indagine sul campo) sarebbero crollati i piani superiori. E i primi a capirlo, usando varie leve per scommettere sul crollo (fra queste appunto i CDS, null’altro che un’assicurazione o una copertura: in pratica Tizio paga alla banca Caia un premio che lo ‘garantisca’ contro il crollo di un titolo Sempronio o del prezzo di un bene), sono anche quelli che possono trarre i profitti più alti dalla situazione.

Il film, basato su un libro di Michael Lewis (autore di The Blind Side: a detta di chi lo ha letto, non nostra, uno dei più bei libri recenti sul football… in pratica la storia di Michael Oher, attuale offensive tackle dei Carolina Panthers) non si dilunga in tecnicismi e ha davvero molto ritmo, senza la retorica del film di denuncia contro le banche cattive e tutto il mondo connivente (giornali, agenzie di rating, politici, investitori che hanno accesso a strumenti più sofisticati, bene informati vari). Proprio per questo, perché è martellante sul meccanismo, è un grandissimo film di denuncia: tutto quanto accaduto lo scorso decennio può tornare senza problemi visto che nessuno ha pagato per i fallimenti a catena e i milioni di disoccupati. Lehman Brothers e AIG alla fine sono saltate, ma senza le cannonate con soldi pubblici del governo americano sarebbe saltato davvero tutto il sistema finanziario. Il messaggio è molto forte: se siete una persona di media intelligenza e cultura e nemmeno applicandovi molto riuscite a capire la composizione del prodotto che il vostro consulente finanziario vi propone, è quasi certo che vi stia proponendo della spazzatura. Mascherata da ‘diversificazione del rischio’.

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La grande scommessa, mutui subprime e diversificazione, 9.7 out of 10 based on 6 ratings

30 commenti

  1. s

    lo consigliai nel muro del cinema. filmone per come tratta la tematica (fantastici gli intermezzi di spiegazione affidati a personaggi famosi che non c’entrano nulla) e per la recitazione con bale che emerge ma bravi tutti.

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    1. Muro assolutamente da rilanciare, forse l’unico davvero utile… Fra i personaggi-spiegatori anche Selena Gomez, che oltre a far venire in mente un vecchio proverbio è attualmente in giro anche con il video di ‘Hands to myself’ di cui ci sentiamo di consigliare la visione… https://www.youtube.com/watch?v=FMlcn-_jpWY

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  2. b

    Qualche spiegone di troppo, qualche eccessiva confidenza data dalla regia agli attori, qualche tentativo di richiamo di cose già viste (hai detto Scorsese?).
    E però, gran ritmo, verissimo.
    La controprova – per me – sta nel fatto che per ho visto Steve Carell e per la prima volta non mi è venuto da ridere ripensando a quella sua faccia un pò così in Una settimana da Dio.
    Da vedere.

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  3. e

    Michael Lewis tralaltro autore di “Moneyball”, un libro spettacolare
    Ovviamente non c’è la versione italiana…

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  4. T

    film che visto e che naturalmente anche io consiglio di vedere. sono entrato scettico in sala perchè il film tratta una materia per me incomprensibile, sono uscito con la consapevolezza di aver appreso qualcosa in più e con un’incazzatura maggiore verso banche&affini. approvo in pieno il rilancio del muro del cinema; tempo fa quando il direttore chiese cosa si sarebbe voluto cambiare e/o migliorare di indiscreto scrissi di ampliare il discorso sul muro del cinema: recensioni fisse (2 o 3 a settimana) su film nuovi e vecchi. da quello che leggo indiscreto è frequentato da parecchi cinefili non cazzeggiatori ma molto colti: fatevi avanti e scrivete!!! 🙂

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  5. G

    Non posso che raccomandare sia film che libro (un po’ piu’ duro da leggere per chi non ha almeno un infarinatura di finanza). Per me la parte di piu’ impatto del film è il viaggio in Florida di Carrell &Soci, fra estate agents fuori dalla realta’, lap dancers, case sfitte e yuppies senza scrupoli.

    Di Lewis raccomando anche Liars Poker, in parte autobiografico, che parla delle origini della securitisation dei mutui. Nel film ce’ una scena, quella sulla Salomon Brothers, che lo riprende.

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  6. A

    The Blind Side, il film, è carino.
    In Italia poco noto anche perché uscì direttamente sul mercato home video e perché da noi Sandra Bullock (che vinse l’Oscar) non è così mitizzata come negli USA.
    Visto La Grande Scommessa appena uscito al cinema, mi è piaciuto ma non nego di essere uscito dal cinema con un enorme mal di testa.
    Gli spiegoni estemporanei hanno il merito di alleggerire una materia altrimenti troppo complessa tra strumenti finanziari poco chiari perfino agli investitori e sigle che non spiegano nulla.
    Amica direttrice di banca mi ha detto che alcune sequenze di Moneyball, quelle di Brad Pitt che redarguisce e gestisce lo staff di scout, le usano durante gli incontri di formazione; non sarebbe male regalare un DVD di questo film a tutti i correntisti

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  7. G

    Appropostio di finanza. Leonto, questa mi sa che ti riguarda.

    http://www.corriere.it/economia/16_marzo_03/questa-banca-porto-sicuro-ora-azioni-valgono-decimo-17e87e56-e108-11e5-86bb-b40835b4a5ca.shtml

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      1. G

        Ho visto cose sui fondi comuni (quotati e non)…. 😉

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  8. Film bellissimo, per quanto la materia sia per me ostica. Avrei una decina di domande di chiarimento da fare al Muro degli Economisti ma poi MV mi accuserebbe di volerlo far lavorare gratis, Spike mi chiederebbe come faccio a non capire e Calvin mi darebbe del cretino antipatico.
    Il Muro del Cinema è un mistero, tutti che lo rimpaingono e ne aprlano nei vari post, ma quando posti lì un commento non se lo fila nessuno e non scatirisce mai nessuna discussione.
    Roba da Voyager…..

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    1. G

      Penso che se ci fosse una recensione ogni settimana, o ogni due aiuterebbe a tenere vivo il Muro.

      nel frattempo, potremmo riavviare il Muro discutendo degli Oscars e dell stagione degli awards (inclusoBerlino). Commenti?

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    2. C

      Tranquillo del cretino antipatico te lo posso dare anche senza domande quindi chiedi pure 😀

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  9. s

    chiarimenti?

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  10. s

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    1. Mamma che brutta quella zoommata scivolata, manco me la ricordavo…..

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  11. G

    Devo dire che le parti con i chiarimenti, come nella scena postata da Spike, li ho trovati la parte meno interessante del film, ed anche poco utili per spiegare certe dinamiche, che gia’ vengono ben spiegate dai protagonsiti principali. Ad esempio nella scena in cui Ryan Gosling spiega al team di Sorrell come i CDOs perderanno valore man mano che si accumulano i defaults, e lo fa usando il jenga (quello con i blocchetti di legno).

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    1. Però come idea registica è geniale! 😀

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      1. G

        Non sono un tecnico, ma mi pare di capire che la regia del film sia sta notevole. L’Oscarcar pero’ e’ andato ad Inarritu, che si e’ pappato pure il BAFTAcome miglior film e regia. Purtroppo Revenant non l’ho ancora visto. Di Inarritu ho visto Birdman l’altr’anno e mi era piaciuto proprio la regia.

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        1. Inarritu è bravo ma è l’Hiddink dei registi, un po’ tipo Campanella….

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          1. A

            Più Guardiola post Barcellona 😉

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            1. No, no, è Hiddink: un tattico pazzesco che studia ogni dettaglio per impacchettare l’Academy, che infatti ci casca…

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              1. A

                Guardiola,:una bella cornice, grandi interpreti a disposizione, ma in sostanza anche tanto fumo!
                (Però Biutiful è molto bello, non per niente è ambientato a Barcellona, durante il miglior periodo di Guardiola)

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          2. C

            Concordo. Bravo ma deve essere uno che passa due ore al giorno a guardarsi allo specchio e a dirsi “quanto sono bello.”

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  12. M

    Dane
    E’ possibile esplicitare maggiormente?
    E del compare arriaga che ne pensi?

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  13. P

    A me è piaciuto, meno del libro ma devo dire che l’ho trovato abbastanza tecnico e ammiro chi pur non essendo avvezzo alla materia ha capito tutto…. Ho organizzato una seconda proiezione con “pausa” di spiegazione a mia moglie ogni volta che c era necessità… Mi ha odiato e il film è durato 4 ore…
    Comunque di Lewis Liar’s Poker è nettamente il libro che consiglio.
    Tra i film “economici” nel mio personale cartellino questo va ad occupare un ruolo di rilievo per la fedeltà alla vicenda, ricorda TOO BIG TO FAIL di Hanson, magari meno drammatico e appassionante di film più romanzati (tipo il meraviglioso MARGIN CALL) o dove l’elemento biografico sfocia nel grottesco (WOLF OF WALL STREET). Sempre in tema documentaristico direi che THE SMARTEST GUYS IN THE ROOM (Enron Economia della truffa) è molto ben fatto
    Comunque se piace il genere direi che il film di culto da vedere è DEALERS del 1989 con una Rebecca de Mornay in stato di grazia, meglio se in inglese perchè la RdM “capo scambista sul dollaro” non si può sentire nella versione italiana

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    1. @Mauro: semplice, Inarritu è uno di quelli che fa film per vincere l’Oscar, mettendo in piedi tutte quelle peculiarità che sa che solleticano il gusto degli ammeregani, che dai cineasti stranieri si aspettano certe cose (vedi Sorrentino e “La grande bellezza”).
      Un po’ come per il discorso sulla musica leggera, dall’italiano ci si aspetta la terronata da trattoria (aaaaahhhhhh, quanto vendono Il Volo in Ammerega!…), dall’inglese il brit-pop , dagli slavi il turbofolk con le biondone scosciate, etc.
      La stessa cosa succede per il cinema da parte degli americani, ci sono alcuni registi che l’hanno capito (Inarritu, Sorrentino, Campanella, etc…) e costruiscono i film non per mettere in piedi un’opera d’arte, non per esprimere qualcosa, ma per vincere l’Oscar ed entrare nella storia.

      p.s.: Arriaga fa parte dello staff quindi della truffa, personalmente non mi arriva. Mi riferisco allo sceneggiatore, il regista non lo considero nemmeno….

      @Paolo: quoto tutto! Ottima la citazione di “Too big to fail” (storico) e “Margin Call” (grazie di avermi detto da tecnico, presumo, che è romanzato: io guardandolo mi chiedevo appunto come potesse certa gente essere così cretina….), ed ottimo anche il giudizio su Wolf of wall street (“grottesco”) che condividerei con “1 km da wall street” che trovo semplicemente geniale proprio nel suo essere grottesco: la scena dove gli aspiranti brokers vengono presi in giro da veri brokers per il loro abbigliamento che vorrebbe farli smebrare brokers ma ottiene solo il risultato di farli smebrare picciotti di gangsters è meravigliosa! Ci penso tutte le volte che su Indiscreto partono discussioni su borsa ed economia.

      p.s.: tua moglie dovrebbe ringraziarti, il film con consulenza tecnica è il mio sogno da sempre….

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      1. Meno Uno, tu guardati Segreto e Centrovetrine….

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      2. P

        @ Dandy, si Boiler Room è bello proprio per quello, descrive quelle società marginali che a furia di penny stocks e junk bonds creavano mostri (di fatto sono le stesse descritte con molta indulgenza in Wolf of Wall Street che operavano dal garage dove trova rifugio Jordan Belfort dopo il primo crack del mercato).
        Wolf of Wall Street grottesco ma su you tube ci sono filmati originali delle feste della Stratton Oakmont che quelle del film sembrano barzellette
        Di Margin Call direi che resta in mente soprattutto l’interpretazione di Jeremy Irons “io sono seduto su questa sedia per dirvi che musica verrà suonata tra una settimana, un mese.. e vi assicuro che al momento sento solo silenzio” (nel film si chiama Tuld, strizzando l’occhio a Dick Fuld di Lehman anche se “The Gorilla” dal vero era molto meno sofisticato e molto più diretto). Il “vero” Dick Fuld è quello interpretato in Too BIg to Fail da James Woods
        Un altro paio di film da vedere sono ROGUE TRADER (la vera storia di NIck Leeson, l’uomo che ha affossato Barings Bank) e THE BANK, romanzo semigiallo ma che tratta il tema dei sistemi di trading automatico

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