Basket

Vivere con Jordan

Daniele Vecchi 17/10/2007

article-post

Il tempo di lettura delle 120 pagine di questo ottimo cidilibro di Max Tozzi è molto facile da calcolare: New York-Philadelphia andata e ritorno, comprensivo di subway Arancio Broad Line fino al Wachovia Center e di ritorno a Chinatown per il pullman, una lettura fluida e super scorrevole, intervallata solamente da un altrettanto piacevole passatempo, la partita Philadelphia 76ers-New Jersey Nets, 90-91 dopo un tempo supplementare. Smetti di Essere Felice, cidilibro con romanzo e cd annesso, con brani suonati dai Cinemavolta, la ottima band dell’autore Max Tozzi, è una produzione NoReply, casa editrice dedita a crossover e contaminazioni artistiche di interessante fattura.
Il romanzo racconta la vita di un ragazzo come tutti, grande appassionato di basket che cerca di sopravvivere nella giungla della propria vita divisa tra campagna e metropoli, sempre alla ricerca di qualcosa e allo stesso tempo sempre in fuga da se stesso. Premesso che il modo di scrivere e l’esprimere i sentimenti e gli stati d’animo dei personaggi sono ultrafrizzanti e molto divertenti, le entusiasmanti particolarità di ‘Smetti di Essere Felice’ sono due: l’epoca, gli anni novanta, ovvero anni che sono corsi via senza salutare e che ci hanno abbandonato alla definitiva era della tecnologia e della velocità della comunicazione, ma che ci hanno lasciato una miriade di sensazioni e ricordi impossibili da cancellare. L’altra esaltante caratteristica del romanzo è la tempistica di quegli anni scanditi con il basket, con un folle amore per la palla a spicchi arancio.
Il personaggio Rico Manenti (e sicuramente anche l’autore…) trasuda passione per il basket, sia nostrano, con le Red Shoes della Olimpia Milano sempre nel cuore del protagonista e anche di chi scrive, sia oltre oceano, con spezzoni di racconti di vari Anelli NBA vinti dai Chicago Bulls di Michael Jordan, e con la minuziosa descrizione di ogni dettaglio della vita di Rico intrisa di basket fino al midollo: John Stockton, Jerry Reinsdorf, Ugo Francica Nava e Nba Action, Dennis Rodman, Spud Webb, il sorriso di Magic, e altre decine di piccoli elementi che fanno capire, nel modo più profondo e sensibile possibile l’amore del protagonista per il gioco. Non per nulla le prefazioni del romanzo, molto ben fatte, sono di Sasha Djordjevic e di Davide Pessina, due personaggi chiave della storia del basket europeo degli anni Novanta, mentre il cd dei Cinemavolta in contaminazione allegata si presenta chiaramente come un pallone da basket. Più chiaro di così…
Sicuramente da lodare la bravura di Max Tozzi e dei Cinemavolta nel fotografare alla perfezione, con musica e parole, un pezzo del nostro tempo passato e molto più presente di quanto ci rendiamo conto, e atrettanto da lodare sono le produzioni editoriali della NoReply, capace di proporre prodotti di alta qualità con originalità, esulando (finalmente!) dai soliti clichè della nostra editoria che, in qualsiasi campo, influenzano e soffocano sempre più la sperimentazione e la creatività.

Daniele Vecchi
pedrovecchi@libero.it

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    Lo spirito dell’Ottantadue

    Oscar Eleni nei boschi d’Edimburgo con la tribù del tenore dimenticato che cerca di riconquistare terre perdute. tenendo lontano il drago blu, mollusco velenoso visto anche sui tavoli della finta pace e della politica, che terrorizza i bagnanti sulla sabbia di Alicante, senza provare emozione per le squadre di calcio che benedette nel fantacampionato e nelle […]

  • preview

    Il Muro della Pallacanestro 2025

    Lo spazio per commenti e interventi riguardanti lo sport più bello del mondo…

  • preview

    Quelli che dicono Bro a Pozzecco

    Dell’imbarazzata e imbarazzante (l’applauso solitario dell’addetto stampa al video dall’America è già culto) conferenza stampa in cui Pozzecco e Datome hanno spiegato il mancato arrivo in Nazionale di Donte DiVincenzo abbiamo già scritto a caldo sul Guerin Sportivo, non stiamo qui a riciclare. Ribadiamo soltanto che nel momento in cui la convocazione era diventata ‘invito a […]