Economia

Samsung Galaxy X, un’altra invenzione della ruota?

Marco Lombardo 08/11/2018

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Si piega ma non è un foglio, è di vetro ma non si spezza, è uno smartphone ma non è più un telefono. È qualcosa che non abbiamo mai visto, ma che presto avremo in mano per entrare nella nuova rivoluzione tecnologica: quella in cui l’hardware è a disposizione del software e non più viceversa. L’era in cui noi e le macchine lavoreremo insieme grazie all’invenzione più rivoluzionaria della storia digitale: lo schermo pieghevole. Esageriamo? Noi di Indiscreto Tech abbiamo sempre l’aria di quelli che hanno sempre qualcosa da criticare, ma in questo caso l’operazione è difficile. Atteso, annunciato, pronosticato, lo schermo che si piega ma non si spezza è apparso nelle mani del vicepresidente di Samsung Justin Denison davanti agli sviluppatori di app e servizi chiamati alla conferenza mondiale di San Francisco, ed è significativo il silenzio calato al Moscone Center mentre il manager capo del mobile marketing misurava i gesti per mettere il punto esclamativo.

Eccolo insomma: l’evoluzione degli Amoled che abbiamo nelle nostre tasche oggi. Sarà il prossimo Galaxy X, come forse si chiamerà il dispositivo che celebrerà a febbraio il decimo anno degli “S”. Ma, appunto, a cosa servirà? Ci sono centinai e centinaia di nerd pronti ad affrontare la nuova sfida e farci capire che non si tratta solo di aggiungere uno schermo ad un altro, oppure due, tre o quattro (si può fare). A San Francisco si è potuto vedere poco e niente di come funzionerà il nuovo dispositivo, ma si è compreso come l’era del mutitasking verrà sostituita da quella multifuzione, perché l’interconnessione tra applicazioni, funzioni e servizi verrà alimentata da un’intelligenza artificiale evoluta. Samsung ha infatti annunciato che il suo assistente Bixby (tra poco in italiano ed entro il 2020 su tutti i device della casa) non sarà più solo una fredda voce digitale in un dispositivo ma una scatola virtuale che si adatterà alle nostre esigenze. E dunque farà cose al posto nostro, mentre noi ci occupiamo lavorare (questo è l’intento, ma esisterà ancora un lavoro?) oppure ci spiaggiamo sul divano.

Solita domanda: al di là della scomparsa dei confini fra smartphone e tablet che sarà il primo risultato concreto dello smartphone pieghevole, avevamo bisogno di tutto questo? Risposta: una volta no di certo. Ma essendo ormai schiavi (felici) dei nostri smartphone, da queste parti dicono che il momento è paragonabile a quando l’uomo inventò la ruota. Rotolando siamo finiti fino a qui: tra pochi mesi scopriremo come andare avanti.

Marco Lombardo, da San Francisco

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