Attualità

Perché usare Telegram

Stefano Olivari 27/08/2024

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Lo stranissimo arresto del fondatore di Telegram, Pavel Durov, avvenuto a Parigi, si presta a tanti discorsi pesanti, che vanno dalla libertà di espressione alla necessità di impedire certi crimini, ma siamo persone leggere e non li faremo. Troviamo però interessante capire il perché dell’unicità di Telegram, in mezzo a una marea di social network che conoscono tutti, come Facebook, di mode fighette del momento, stile Clubhouse, e di circuiti per smanettoni che si dicono bravi da soli, tipo Signal. Noi a Telegram siamo iscritti da anni, come del resto siamo iscritti a 200 altre cose (anche OnlyFans!), con 195 che non apriamo letteralmente mai.

Perché usare Telegram? A noi personalmente piacciono la sua messaggistica e la verticalità dei suoi canali: su Telegram seguiamo solo chi vogliamo seguire, non è un social network che scrolliamo quando siamo annoiati cercando stimoli come le frasi di un terzino del Cesena anni Settanta, le anticipazioni sulla reunion di qualche drogato, i consigli per fare bene la carbonara , eccetera. Da tanto tempo troviamo irritanti Facebook e X, anche quando ci imponiamo di seguire quella ventina di account e basta. Per altri, più evoluti, ci sono anche ragioni tecniche per usare Telegram, come una presunta maggiore sicurezza, la possibilità di creare chat segrete, l’invio di file anche molto pesanti.

Chiediamo ai competenti, noi di nostro aggiungiamo che di Telegram ci piace l’immagine vagamente peccaminosa, anche se come social network è tutt’altro che esclusivo visto che a luglio aveva 950 milioni di utenti attivi (Facebook ne ha 3 miliardi, per dire, ma X circa 550 milioni). Su Telegram siamo poco portati a chattare in gruppo, preferendo scrivere e soprattutto leggere: per certi aspetti si può dire che Telegram sia il social network più giornalistico di tutti: seguo uno perché mi interessa ciò che scrive, non per insultarlo. Poi è chiaro che viene usato anche da trafficanti di droga e terroristi, ma nel caso Durov (ovviamente a noi anime semplici viene naturale pensare a Pavel Bure) la materia del contendere non è questa bensì il fatto che secondo certe tesi un social network non possa essere neutro e/o neutrale.

E lo si è visto anche con la recente goffa (fintamente goffa) ammissione di Zuckerberg sulla censura su Facebook nel periodo Covid o in casi particolari come quello del figlio di Biden. Nessuna azienda, per grande che sia, può essere apolide o di nazionalità incerta come nel caso di Telegram. Tutti superfighi che pretendono di fare riunioni su Slack, se no cessi di esistere, per poi precipitare nel tremendo ‘A chi appartieni?’ che molti da Vipiteno a Roma non comprendono. Detto questo, la nostra domanda non è fantapolitica ma di validità quotidiana: usate Telegram?

stefano@indiscreto.net

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