Attualità

Mike Pompeo e la Madonna di Pacentro

Indiscreto 02/10/2019

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Mike Pompeo è in Italia per qualche giorno e in mezzo ai vari incontri istituzionali (Conte, Mattarella, Di Maio, Bergoglio) il segretario di stato statunitense troverà il tempo per visitare Pacentro, il paese in provincia de L’Aquila da cui tanti anni fa emigrarono i suoi bisnonni e che fino ad oggi, senza offesa, era famoso soprattutto per essere il paese di origine dei nonni di Madonna.

Cioè Madonna Louise Veronica Ciccone, che nel 1987 ebbe proprio da Pacentro la cittadinanza onoraria, quando era all’apice della popolarità mondiale e alla vigilia di uno storico concerto italiano di cui fummo spettatori, il 4 settembre al Comunale di Torino. Era una tappa del Who’s that Girl Tour (ci sarebbe poi stata quella di Firenze) e l’attesa era tale che Rai Uno si assicurò la diretta televisiva dell’evento.

Cosa che oggi non farebbe nessun canale, nemmeno se John Lennon e George Harrison uscissero dalla bara riunendosi a Paul e Ringo. Non è colpa di nessuno ma solo del fatto che la musica e la società sono diventate più frammentate, anche se qualcuno (di solito una vecchia gloria) che riempie gli stadi c’è ancora.

A Pacentro invitarono Madonna, ma lei e soprattutto l’allora marito Sean Penn risposero in maniera poco entusiasta. Così poche ore prima del concerto una delegazione del paese, in gran parte composta di parenti alla lontanissima della Ciccone, riuscì ad incontrare la cantante.

Concerto bellissimo per sessantamila persone, era una Madonna in guêpière già proiettata verso i suoi anni Novanta ma che aveva ancora, a maggior ragione in Italia, un pubblico anni Ottanta con ragazze vestite in nero, pizzi e fiocchi vari. Memorabili le migliaia di articoli, con le migliori firme del giornalismo italiano ad esercitarsi sulla vacuità della musica di Madonna e del suo personaggio. Per non parlare dei critici musicali, schiavi della retorica cantautorale o dei bolsi rituali del rock.

Il segreto di Madonna non è mai stato la musica, nemmeno quando aveva successo, ma l’ambizione e una voglia di arrivare quasi disumane. Improponibili i paragoni, che pure qualcuno fa, con il (grande) talento di Lady Gaga o le provocazioni della Britney Spears della situazione. Madonna era il popolo che diventava élite senza saper fare davvero bene niente, ma lavorando durissimo in un mondo duro che lei trattava con durezza.

Un po’ del suo spirito imprenditoriale contagiò comunque Pacentro, dove venne progettata una statua in suo onore alta quattro metri, che fece litigare il sindaco socialista (evidentemente craxiano, cosa che per noi è un complimento) e il prete, fiancheggiato dagli intellettuali del luogo. Alla fine la statua rimase sulla carta, ma la questione si è trascinata fino a una decina di anni fa. Di sicuro, al di là di un legame che per ovvie ragioni non ci poteva essere (come si può amare un paese in cui i tuoi nonni morivano di fame?), Madonna avrebbe contribuito con mezzo milione di dollari alla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.

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