Calcio

La panchina del Virdis greco

Stefano Micolitti 28/03/2009

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di Stefano Olivari

1. Il Virdis greco: così alcuni giornali italiani del genere ‘Niente male questo Giggs‘ avevano ribattezzato a metà anni Ottanta Nikos Anastopoulos, curiosità di Mat. Anastopoulos arrivò all’Avellino nel 1987, dall’Olympiacos dove era considerato quasi un mito, a 29 anni suonati. La squadra non era un granché: un Franco Colomba in declino, un Walter Schachner con meno velocità di qualche anno prima, difensori da lotta per la salvezza (Amodio, Colantuono, Ferroni), l’ex speranza viola Alessandro Bertoni e poco altro. A causa anche di vari infortuni Anastopoulos fece comunque pochissimo, giocando a malapena mezzo campionato, e poi tornò in Grecia. Dell’Italia conserva tuttora un però un buon ricordo, anche se il merito è dell’Europeo 1980 che lo rivelò a livello internazionale: nella squadra di Alketas Panagoulias, qualificatasi eroicamente (i posti a disposizione erano solo 7, altro che l’Europeo a 24 squadre del 2016) superando un girone con l’Urss e l’ottima Ungheria di quell’epoca, il futuro Virdis greco (non dimenticheremo mai quel titolo della defunta Notte in cui Mike Bantom veniva definito senza un vero perché ‘Il Meneghin nero’) giocò bene segnando anche un gol alla Cecoslovacchia campione in carica. Ma dove è finito oggi? Facile, allena. Mai però si è seduto su una grossa panchina: l’ultima destinazione conosciuta è quella del Pas Giannina (Giannina è la capitale dell’Epiro), l’anno scorso. Presa la squadra in corsa e sfiorata la promozione nella massima serie, Anastopoulos è stato premiato con l’esonero. Al momento fa il commentatore tivù.
2. E Florin Raducioiu? Ropesce si chiede dove sia finito l’attaccante di Bari, Verona, Brescia e Milan di inizio anni Novanta, con ritorno italiano a cavallo di fine millennio (ancora Brescia) e chiusura in tono minore in Francia. Nel 2005, a 35 anni, Raducioiu ha provato un ritorno agonistico nel Como post-Preziosi, ma senza molta convinzione. Ha una casa in Franciacorta, la cittadinanza italiana come la moglie e i figli. Ha iniziato anche ad allenare, da qualche mese. Per la precisione collabora con l’Aldini: una società a Milano molto nota, il cui settore giovanile è nell’orbita Milan ed ha come responsabile tecnico Piero Frosio.
3. Hytok vorrebbe sapere del presente di Gilberto D’Ignazio (Vicenza e Udinese anni Novanta, limitandosi alla serie A). I più se lo ricordano (traduzione: noi ce lo ricordiamo) soprattutto sulla fascia sinistra del Vicenza di Guidolin, che nel 1997 vinse la coppa Italia battendo in finale il Napoli. In estate passò all’Udinese e così non visse l’epopea della Coppa Coppe, quando solo il Chelsea di Vialli e Zola riuscì a negare la finale ai biancorossi (incredibile la partita di ritorno, fra l’altro). Nato in provincia di Bari ma cresciuto ed esploso nel Taranto, dopo la fine della carriera professionistica D’Ignazio si è concesso qualche stagione vicino a casa, ai confini del dilettantismo: prima nello Squinzano e poi nel Tricase (Eccellenza). A 40 anni aveva iniziato bene anche questa stagione, poi in ottobre si è infortunato e a dicembre ha rescisso il contratto.
stefano@indiscreto.it
(prossima puntata sabato 4 aprile)
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