Calcio

La bocca del nonno

Marco Lombardo 08/01/2010

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di Marco Lombardo
Pensieri da ex sulle ragioni di Balotelli, il diverso buu a Luciano,  un tranquillo signore e il paese del tifo contro.


1. Noi grandi e meno grandi ex abbiamo da dire su tutto, figurarci se potevamo stare zitti sul caso Balotelli. Intendiamoci: Mario, come dice il suo allenatore, spesso fa cose che non deve fare e dice cose che non dovrebbe dire, Però: se per questa volta avesse ragione? Certo, non su tutto il pubblico di Verona, generalizzare è sempre sbagliato. E dunque diciamolo: è il calcio italiano che fa schifo. In genere. O no?
2. In questi giorni il giocatore dell’Inter è stato unanimemente condannato, tanto che perfino il giudice sportivo si è convinto che un applauso ironico valga settemila euro in più di un insulto. Anzi: valga settemila a zero. Così come vale di più il “buu” cretino e meschino contro Luciano, giustamente sanzionato peraltro: i tifosi (si chiamano così nel calcio) dell’Inter insomma questa volta sono stati più razzisti di quelli di Verona. Eppure…
3. Eppure s’è vista una foto in questi giorni molto esemplificativa: Balotelli che esce dal campo e sullo sfondo un signore sulla sessantina, tipico padre di famiglia e fors’anche nonno, con la bocca spalancata, la lingua fino a metà campo, gli occhi iniettati di sangue. Urlava, e non importa cosa: forse “negro”, magari “bastardo”, può darsi “maiale”, ma – ci chiediamo noi ex – fa differenza? E poi, soprattutto: perché? Ovvio, perché Mario è Mario, perché il pubblico di Verona è civilissimo ma davanti a uno così perde la pazienza, mentre quello dell’Inter è un po’ bauscia. Questo ovviamente secondo il politicamente corretto tanto in voga. 
4. Se invece rovesciassimo il problema scorpiremmo che il fatto che stiamo qui a parlare ancora di una cosa del genere vuol dire che Mario è Mario, ma che nel calcio italiano non esiste solo Balotelli: ci sono Balotelli dappertutto. Ci sono Balotelli in Parlamento, dove a seconda del tifo o del bacino d’utenza, parte subito un’indignata interrogazione parlamentare. Ci sono sugli spalti, dove non si tifa mai a favore ma c’è sempre qualcuno che deve morire. Ci sono in campo, dove un giocatore su cento non protesta contro l’arbitro dopo aver falciato l’avversario con la gamba ad altezza d’uomo. E ci sono anche davanti a un ristorante a prendere a schiaffi la squadra che perde. Che schifo.
Vabbè, adesso però rassicuriamo tutti: stavamo scherzando. Tutta colpa di Balotelli, è lui che è Mario, non gli altri. E allora viva il nostro calcio, godiamoci lo spettacolo. Tanto questo weekend Balotelli non gioca.
Marco Lombardo

(in esclusiva per Indiscreto)

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