Economia

Investire sui semiconduttori

Stefano Olivari 03/11/2021

article-post

Da qualche mese siamo fissati sui semiconduttori, non soltanto a livello di bar dell’economia: non mi parlare ma dimmi come investi, per citare male il grande Nassim Nicholas Taleb. Non è ovviamente una fissazione soltanto nostra, perché nella realtà c’è una enorme scarsità di microchip rispetto alla domanda e già se ne vedono gli effetti sui prezzi dei prodotti finali e soprattutto sui tempi di consegna. Non occorre essere grandi analisti finanziari, ci riusciamo anche noi mentre stiamo studiando le formazioni di Sheriff-Inter, per notare come il cosiddetto Occidente si sia ancora una volta fregato da solo, visto che Europa ed USA non arrivano messi insieme nemmeno al 25% della produzione mondiale.

Veniamo al punto, sognando il ritorno di auto con meno elettronica o almeno che si aprano con una cara vecchia chiave per non rimanere bloccati nello sperduto agriturismo bio. Come cavalcare l’aumento di prezzo dei semiconduttori? Nel solito modo, o comprando i titoli in cui crediamo o un ETF di settore, magari senza leva perché non è che viviamo attaccati al computer (anzi sì, ma non è che vogliamo stare 24 ore attaccati ad un grafico). Avevamo quindi senza troppa fantasia selezionato Applied Materials, ASML, Lam Research, KLA e Tokyo Electron. Letto sul sito di Forbes che si tratta dei primi cinque fornitori mondiali, che contano per il 70% del mercato e in questa fase hanno un potere contrattuale enorme sui produttori di microchip propriamente detti (su tutti la taiwanese TSMC, azienda dominante) e su aziende ancora più a valle.

Per farla breve, abbiamo comprato ASML e Applied Materials, dopo avere valutato come miglior ETF l’IShares Semiconductor (ce ne sono anche altri, anche a leva, non ne abbiamo però preso nessuno), contiamo di recuperare da questa parte cioè che pagheremo in più dall’altra, come acquirenti di qualsiasi stupidaggine elettronica. E per fortuna non dobbiamo comprare auto: nel 2018 per il T-Roc della Volkswagen abbiamo dovuto aspettare cinque mesi, oggi probabilmente il tempo sarebbe molto più lungo. E quindi? Azioni ed ETF di settore sono in molti casi vicini ai massimi, ma il futuro almeno in questo campo ci sembra chiaro. Come per le scommesse, solo che qui mettiamo soldi veri e non il centello messo stamattina su Duckworth (da ultras di Musetti speravamo di perderlo), sono bene accetti suggerimenti e segnalazioni visto che nessuno ha la verità in tasca e le idee arrivano addirittura anche da un post su Indiscreto.

Potrebbe interessarti anche

  • preview

    I camerieri di Elkann

    La recente notizia della vendita di Iveco agli indiani di Tata, un’operazione che segna un ulteriore ridimensionamento dell’industria italiana, ha avuto in generale commenti soft e non soltanto dai media controllati dagli Elkann-Agnelli. Una delle poche voci fuori dal coro è stata quella di Giorgio Garuzzo, uno dei massimi dirigenti della FIAT fra il 1976 e […]

  • preview

    Gli Agnelli-Elkann vendono Iveco

    In un’operazione di portata storica, il gruppo Exor, guidato dalla famiglia Agnelli-Elkann, ha finalizzato la vendita di Iveco. Tata Motors, colosso indiano dell’automotive, ha acquisito Iveco (esclusa la divisione Difesa) per 3,8 miliardi di euro, in quella che si configura come la seconda maggiore acquisizione nella storia del gruppo, dopo l’operazione Corus del 2007. Parallelamente, […]

  • preview

    Il crollo di Novo Nordisk

    Copenaghen, 29 luglio 2025 – Novo Nordisk, il colosso farmaceutico danese leader nel mercato dei farmaci GLP-1 per il diabete e l’obesità, ha scosso il mercato con l’annuncio di dati preliminari per la trimestrale del secondo trimestre 2025 e un drastico taglio delle previsioni di crescita per l’intero anno. La società, nota per i suoi […]