Calcio

Il lavoro spiegato da Ibrahimovic

Marco Lombardo 12/04/2011

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di Marco Lombardo
E’ ormai passato il concetto che a un vip puoi rompere le scatole a prescindere e che se Striscia la Notizia deve consegnare il Tapiro non ci sono giustificazioni di sorta: o lo ritiri o sei un cretino…

Premessa: non crediamo che le tre giornate a Ibrahimovic dopo Milan-Bari fossero poche, né che le successive tre dopo Fiorentina-Milan siano frutto di un abbaglio. Ibra le meritava allora, perché colpire con un pugno è gioco violento e la forza non c’entra nulla (solo la solita disciplinare poteva trovare un appiglio per ridurre la squalifica a due turni: o era uno o erano tre), così come adesso la storiella che stava vaffando se stesso è una barzelletta messa in circolo dai soliti vittimisti in servizio effettivo. 
Detto questo, però ormai è passato il concetto che a un vip puoi rompere le scatole a prescindere e che se Striscia deve consegnare il Tapiro non ci sono giustificazioni di sorta: o lo ritiri o sei un cretino. Nel caso specifico il (solito) prode Staffelli ha tampinato Zlatan riuscendo nell’obbiettivo di farsi malmenare dal di lui body-guard. Cosa che fa audience e che fa gridare allo scandalo. Siccome però la tv dev’essere verità alla fine Staffelli ha finalmente raggiunto Ibrahimovic, il quale – assolutamente tranquillo e dunque non meritevole di tanta confusione – ha ritirato il premio, rilasciato l’intervista e salutato educatamente. E ha pure risposto per il comportamento del suo gorilla, dicendo a Staffelli qualcosa che probabilmente  oggigiorno risulta curioso ai più: “E’ quello il suo lavoro”. 
marcopietro.lombardo@ilgiornale.it

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