Basket

Il grande Lebowski

Oscar Eleni 06/12/2009

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di Oscar Eleni
Lento, in vestaglia, resistente alla folle velocità di oggi. Jeff Bridges, l’interprete del grande Lebowski dei fratelli Cohen, pellicola di culto, vede così il suo personaggio, la stessa cosa che capita a noi pensando al Dino Meneghin assediato e circondato dalla burocrazia federale, tirato per la giacchetta, l’ultimo bottone considerando le altezze di certi dirigenti e del nostro campione diventato presidente.
Non c’è pace fra i canestri perché i “so tutto” federali avevano cercato di minimizzare lo scandalo degli arbitri pilotati in serie C, fingendo che fosse un fatto episodico, locale, ben sapendo, come urlano da tempo tutti i frequentatori dei “ campionati minori” che il suggerimento a favorire qualcuno contro altri esiste ancora,esisterà sempre: per la pagnotta, per un pranzo gratuito, per codardia, per voglia di comandare che, secondo alcuni, sembra meglio del fottere. La stessa sensazione che hanno avuto in America leggendo le note sul libro mai uscito dell’arbitro corrotto. Ci voleva poco per non farsi prendere al laccio da chi trascura tutto del basket italiano, ma non certo la possibilità di cavalcare uno scandalo.
Meneghin Lebowski e il suo tappeto, adesso che deve finalmente dirci se sarà davvero Simone Pianigiani, e chi altrimenti?, il nuovo allenatore della Nazionale, ma lo dovrà urlare sottovoce perché si prevede un logico contratto a metà tempo. Perché logico? Perché Pianigiani ha un accordo fino al 2011 con Siena, perché la Nazionale tornerà ad interessarci soltanto in estate, perché l’allenatore viandante che fa lezione perde il passo, il ritmo, anche se vedendo la crisi di Tanjevic all’Ulker sembra che stare nel club, guidando anche la Nazionale, porti via troppe energie nervose. Dipende dall’età, dal viaggio professionale, ma non veniteci a dire che si preferisce il part-time perché saldare i conti con Recalcati è costato moltissimo. Strano. I golpisti che portarono al commissariamento avevano fatto girare la voce su un accordo dannoso soltanto per il cittì uscente.
In questo clima non riusciamo a capire l’amarezza di Pino Sacripanti che sognava davvero di salire dalla under 20 alla Nazionale maggiore, ma forse il nostro caro Pino non aveva ancora previsto che nel posto giusto, con gli uomini adatti, sarebbe toccato a lui mettersi proprio di traverso alla corsa di Siena e del Pianigiani. Lo dice Trinchieri che oggi con la NGC va a trovarlo sul campo a Castel Morrone che un tempo s’inventò il cavalier Maggiò. Lo dice e non esagera. Caserta è bella, bellissima e per questo non ci dovrebbero essere rimpianti azzurri, meglio andare avanti dove ti amano. La stessa cosa potrebbe dire Pillastrini oggi questa sera a Pianigiani: tienti stretta la Mens Sana, se non ne puoi più comincia a distribuire pane e pesce anche agli altri, anche se è davvero impossibile pensare che possa farlo oggi contro una Cimberio che ha Galanda stressato dalle coliche, ah l’età, e Childress con una mano ferita.

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