Calcio

Gli edicolanti degli altri

Stefano Olivari 03/07/2009

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Pierini e il Pampa Sosa sono usciti relativamente bene dalla vicenda scommesse grazie al patteggiamento: quattro mesi di reclusione, con pena sospesa (Udine è pur sempre in Italia), spiccioli di multa e qualche danno in più per l’amico-edicolante Armando Zamparo, solo ononimo della Tania Miss Italia di Sky. A ottobre saranno invece processati i vari Jankulovski, Di Michele, Margiotta e Pinzi, come si è letto sul Messaggero Veneto e sul Gazzettino. L’Udinese di qualche anno fa non era ovviamente la centrale mondiale del betting,per questo dal punto di vista sportivo la vicenda è stata volutamente tenuta bassa. Perchè non siamo di fronte al solito totonero con camorra, mafia, eccetera, ma ad uno schema che è molto diffuso in tutta Italia dal momento che i tesserati non possono scommettere nemmeno su partite che non li riguardano direttamente. Insomma, una stangata sportiva avrebbe innescato il meccanismo ‘E allora perché loro no?’ molto più che in altre materie: con grande facilità nel fare nomi e cognomi degli intermediari. Semplicemente Zamparo giocava per conto dei suoi ‘ragazzi’, non solo dell’Udinese, con la complicità di una funzionaria di Eurobet che in un modo che sinceramente non abbiamo capito faceva poi sparire dal sistema le tracce delle giocate. Evidentemente non tutte. Illegalità mista a stupidità, quando anche il più ignorante dei clienti di una banca sa che ogni assegno o bonifico è tracciabile. Molti sono usciti a suo tempo dall’inchiesta con scuse risibili (Iaquinta disse di avere versato mille euro a Zamparo, ma solo per il videopoker: che senso ha nascondere le partite a videopoker?), ma in generale il calcio non ha molta voglia di affrontare l’argomento. Quanti ‘edicolanti’ ci sono? E quanti papà che ricevono cinquanta sms al giorno dai figli?

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