Economia

ETF Bitcoin, investire sul future

Indiscreto 20/10/2021

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Finalmente un ETF sui Bitcoin, che esenta gli interessati alla materia dall’entrare nel ginepraio tecnico per acquistare e vendere la criptovaluta più famosa del mondo, di cui abbiamo più volte parlato e di cui conosciamo tanti cultori, alcuni con toni da adepti di una setta. Il ProShares Bitcoin Strategy ETF ha esordito oggi alla Borsa di New York, con grande successo per quanto riguarda i volumi scambiati: 981 milioni di dollari, insomma un miliardo.

Va subito detto che l’ETF di ProShares (BITO se lo cercate sul web), azienda che ha sede a Bethesda, Maryland, non investe direttamente in bitcoin ma in future sui bitcoin stessi. Questo trattare i future ha una prima grande implicazione, quella di eliminare qualsiasi problema per quanto riguarda la custodia fisica del Bitcoin, da quelli strettamente tecnici alle frodi. Ed una seconda, meno intuitiva, che è quella di non avere una correlazione esatta con il prezzo del Bitcoin: la differenza è la stessa che c’è fra la previsione del prezzo di un bene e l’effettivo prezzo del bene nel momento con cui il contratto deve essere onorato.

I future sono infatti, in poche parole, contratti a termine di acquisto e vendita ad un prezzo prefissato, che come sottostante possono avere beni fisici (esempio: il grano) ma anche indicatori finanziari, come valute o indici di Borsa. L’ETF lanciato da ProShares non significa quindi che il fondo si metterà ad acquistare e vendere direttamente Bitcoin ma soltanto che tratterà contratti derivati legati ai Bitcoin. Non è una differenza da poco, perché l’effetto leva può amplificare i guadagni come azzerare il valore del nostro ETF. Sempre meglio, per la nostra salute mentale, che trattare i future con leva in prima persona.

Ma al di là di questi ragionamentini da inizio millennio, quando si compravano le Giacomelli e le Freedomland, la portata di questo esordio è epocale perché aprendo la porta la SEC ha di fatto reso mainstream le criptovalute. Se un exchange di criptovalute è respingente anche per noi che siamo interessati alla materia, non si può dire altrettanto di un ETF acquistabile tramite il nostro normale homebanking. Certo potremmo perdere tutto, ma nessuno ci metterebbe mai più del 10% del proprio capitale. Comprendiamo quindi chi al BITO preferisce il bitto.

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