Recoba e quel tiro alla Holly

Nemmeno chi lo ha sempre criticato potrebbe negare il fatto che Alvaro Recoba sia stato un grande kicker. Tanti i gol su palla da fermo realizzati dal suo magico mancino, capace di esaltare chi di calcio non vive solo di risultati, ma anche di gesti talentuosi. Quei gesti riservati a pochi, capaci di rompere la noia che spesso regna sui campi nonostante le urla dei telecronisti.

Uno dei kick più clamorosi di Recoba fu quello che scagliò contro la porta del Bologna l’8 marzo 2003 al nono minuto del primo tempo, allo stadio Renato Dall’Ara. Un calcio di punizione tutto da raccontare. La palla è a circa 25 metri dalla porta difesa da Gianluca Pagliuca, il Chino prende la rincorsa e colpisce la sfera che assume una traiettoria a giro, rientra improvvisamente, scalfisce il palo e rimbalza in rete. Roba che nemmeno l’Oliver ‘Holly’ Hutton, quello tratto dai disegni di Yōichi Takahashi, da rivedere più volte al rallentatore per rendersi conto dell’impossibile che diventa possibile.

Ma non solo, agli smemorati che lo accusano di non essere mai stato decisivo, ricordiamo che all’85esimo minuto Recoba segna anche il gol della vittoria per l’Inter – ferma sull’1-1 dopo il pareggio di Cruz – con un altro gioiello del suo repertorio, il tiro dalla distanza in pallonetto sul portiere avanzato. Una doppietta importante, che rese molto felici noi insieme a un Massimo Moratti giustamente esultante sugli spalti al fianco di Facchetti, ma un po’ meno chi non ce la faceva (e non ce la fa ancora oggi) ad esaltarsi per le gesta dell’allora giovane uruguagio.

Il grande numero di commenti di questa rubrica conferma l’esistenza del nervo scoperto: se Recoba risultasse indifferente nessuno perderebbe minuti della propria preziosa vita per leggere gli articoli di Indiscreto. A noi Recoba piace e quindi siamo giustificati nel dedicargli tempo, anche a beneficio dei tanti che la pensano come noi. Ma chi lo detesta perché è qui?

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57 commenti

  1. Non detesto Recoba ma la narrazione che si fa di Recoba
    Come detto settimana scorsa se si facesse la stessa narrazione di Chiorri (giocatore ancor piu talentuoso e persona che adoravo) direi le stesse cose

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  2. E la punizione di Roberto Carlos contro la Francia muta!!!

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  3. E non dico Mihajlovic, ma anche Chilavert ha segnato più gol su punizione

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  4. Ecco non avevo visto i gol
    Direi che sono l’emblema del perche questa rubrica viene pesantemente attaccata
    Una punizione normalissima (calciata bene perche e vero che aveva un bellissimo calcio) con puttanata di Pagliuca spacciata per capolavoro.
    Uscita avventata del portiere con palla recapitata sui piedi di recoba,che tira alzando la traiettoria (perche era l’unica cosa che poteva fare)spacciata come il gol di savicevic in finale ad Atene
    Game Set Match

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  5. https://youtu.be/9dOiPCBxqb0

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    1. Male Benji però qua…

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      1. Meno uno Benji l’avrebbe presa col cappello…

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  6. Nessuno detesta Recoba, detestiamo la narrazione dei suoi lovers che distribuiscono menzogne per raccontare un giocatore che non esiste, quindi siamo qui per prenderne per il culo la protervia. Ma ci tengo a ribaltare la domanda: se Recoba è così grande, perché i suoi aedi sono così attenti alle opinioni ed ai commenti dei detrattori tanto da scrivere ormai quasi solo per loro e modificare per loro ogni pezzo con riferimenti, risposte indirette e frecciate con cui far finta di non capire il problema?!

    Ma vedo che i giapponesi si sono già nascosti nella foresta dell’isola del Pacifico: la bravura come kicker, decisivo contro il Bologna, ecc.

    Nel frattempo c’è stata gente che con le proprie punizioni e i propri tiri ha deciso finali di Intercontinentali e di Supercoppa (Italiana ed Europea) senza però far nascere schiere di lovers affette da priapismo isterico.
    Certo, una rubrica su Alberigo Evani fa molto meno Comuna Bayres ed ha meno fascino esotico (eeehhh ma gli esterofili della musica…).

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  7. In realtà la rubrica su Recoba é interessante da leggere ed a suo modo “riuscita” proprio perché ci sono i non allineati. Sennò sai che palle leggere i commenti entusiasti di morati, marcopress e doc sportello che si danno il cinque alto ricordando i due gol al Bologna…dopo 2 settimane sarebbe già stata chiusa.

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    1. Infatti c’è la ressa di commenti pro recoba.

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    2. Mastro, hai capito una cippa

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  8. Sto concetto secondo cui dovrebbero essere autorizzati a leggere e commentare solo i lovers genuflessi fa sbellicare. Per il resto sì, è vero, kicker formidabile con una facilità di calcio (nel vero senso della parola) prodigiosa. Punto. Ha sbagliato sport, doveva provare con l’altro football, quello stars and stripes, anche se dubito che gli avrebbero bonificato l’equivalente delle prebende morattiane dell’epoca.

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    1. Ma infatti, la rubrica ormai è rivolta ai detrattori, non ai lovers.
      Ogni articolo trasuda un intento da “adesso gliela faccio vedere io a quelli là!”, e più ci si impegna più “quelli là” sghignazzano (per dire, alla terza puntata si era già smesso di parlare di calcio e lo si è fatto notare, in tutta risposta arriva la doppietta al Bologna, me’ cojoni!…).
      Già detto, l’inserto umoristico di Indiscreto…

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  9. visto che si cita Holly & Benji: ma voi vi ricordate un gol su punizione in tutto H&B? Io no…

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    1. Si contro la Germania, senza barriera. Unico calcio di rigore, semifinale Flynet vs Muppet con Ed Warner che entra para e rilancia su Lenders per il vittoria della Muppet. Poi i calci di rigore nella semifinale Francia Giappone.

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      1. Correggo: fu l’unica punizione vista, di gol mai visti

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        1. di punizione ne ricordo una quando già giocavano in Europa, durante l’ultimo minuto di Amburgo – Bayern, sull’1-1 mi pare (comunque punteggio in parità)

          Benji (portiere dell’amburgo) si mette a camurria per batterla, ma prende la barriera e Schneider ribatte verso la porta sguarnita segnando il gol che vale il meisterschale per i bavaresi!

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      2. Momento più ingiusto di tutto Holly e benji. Nessuno meritava la finale più di Philip…

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  10. si ecco la citata punizia di roberto carlos era proprio un’altro sport

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  11. Roberto Carlos non è di culto. Notare il cartellone salumi sotto l’ascella destra del chino. Vanno di saga agiografica e poi mi cadono su questi dettagli. Stalin l’avrebbe fatta sparire. Lebbasi.

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    1. Chi?! Quello scartato dall’inter?

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  12. ” anche di gesti talentuosi” non di talento trattasi, quando si parla del Chino solo gesti di puro genio DOC

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  13. allora, le annotazioni di jeremy e andrea sono esatte in quanto vengono da un anime che, pur essendo di altissomo livello, presenta per molti aspetti un´aderenza al “calcio reale” molto bassa (questo specialmente nelle prime serie).
    Le punizioni, ma le infrazioni del regolamento in generale (con l arbitro che potrebbe quasi non esistere), sono un esempio di cio. Altro esempio sono i cartellini: il primo giallo avviene durante un Newteam-Muppet a seguito di un contrasto Denver-Lenders con ammonizione del difensore della Newteam con la sua estrazione che crea una suspence e un pathos equivalente al rigore in una finale di coppa del mondo e col pubblico basito come se l´arbitro avvesse tirato fuori una foto dell imperatrice nuda; ed infatti il titolo di quell episodio era appunto “cartellino giallo”

    ps;approvo la mozione Leo su la finale per il buon Philip che infatti é nel podio (secondo) dei miei personaggi dell anime

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    1. visto che hai citato l’episodio, ma ricordo male o il commentatore dice che “Se dovesse prendere altri due gialli per lui sarebbe espulsione”?

      questa cosa dell’espulsione al terzo giallo m’è rimasta in testa, come il fatto che le partite delle giovanili duravano solo 60’…

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      1. L’espulsione è quella di Ralph Peterson sempre nella semifinale Francia Giappone. Impresa giapponese contro un arbitro chiaramente casalingo

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        1. peterson che, dal momento del rosso a fine gara, é rimasto murato vivo negli spogliatoi a struggersi per l espulsione; con poi i compagni che, subito dopo il fischio finale, corrono negli spogliatoi per comunicare al compagno (e festeggiare con lui) di averlo messo in quel posto ai mangiarane

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          1. Un’infanzia costruita su tutto questo. E su kenshiro che fa esplodere teste. Ma che ne sanno i 2000

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            1. eh si, e Tsubasa e Ken sono solo la punta dell iceberg con tutto il resto del movimento anime giappo sotto…

              ps;visto che hai nominato Ken
              julian ross = toki
              lenders = Raul

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              1. Chiaramente. Credo sia uno schema della cultura giappa. Eroe, antagonista ma non troppo, sfigato con tutto per essere l’eroe, figa di legno. Dragon ball non si discosta molto infatti.

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          2. Peterson (chiamato in quel torneo Reynolds peraltro) che misteriosamente gioca anche la finale contro i crucchi, nonostante il rosso in semifinale.

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            1. Il potere della Federcalcio nipponica 😃

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      2. qua, nel finale del video, c´e´ l episodio citato, purtroppo mancano gli ultimi secondi (ma anche secondo me, provando a ricordare, il telcronista dice qualcosa del genere)

        https://www.youtube.com/watch?v=WxkioJ7R6O8

        ps;meraviglioso Mark, lui portava la fisicita all 100% nel gioco e poteva fare le peggio cose peró se qualcuno provava a restergli, con successo, sul piano fisico lui sbroccava 😀 ah i bei tempi quando non aveva ancora perso la sua fierezza per diventare, come nello schema classico dell anime giappo, un amichetto dell insopportabile holly

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        1. Capisce che il solo Mellow/Patroclo non puo bastargli come assistman. E per vincere la classifica marcatori del mondiale si inchina ad essere un Immobile qualunque

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          1. e nonostante la Newteam della seconda serie fosse piu debole di quella della prima cause partenze (per motivi vari) di: price, becker, morris e il resto del gruppo (addirittura 4 giocatori) alla Otomo. Infatti, anche lo scenggiatore capisce che, in queste condizioni, sarebbe perfino troppo eccessiva un ulteriore vittoria di holly (tra l altro fisicamente a pezzi) e opta per una finale chiusa in pareggio

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            1. Una vergogna quella finale in pareggio per non far vincere la Toho. Toppa peggio del buco, almeno abbiate il coraggio di far vincere la New Team con gol di testa su calcio d’angolo di quel cesso di Mason.

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  14. Splendido!

    Chiedo l’ high five a morati, marcopress e doc sportello

    “haters gonna hate”

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  15. Domanda al pubblico competente. Ma oggi un Tommy stella dei Giants, il cartone animato piu devastante psicologicamente che io conosca, quanti bimbiminkia manderebbe in analisi per una ventina di anni?

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    1. Jer: e Mimí Ayuhara allora?

      Violenza, non solo psicologica, su delle ragazzine a livelli oggi impensabili.

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      1. le realta (le vittoria giappo nel volley donne a tokyo 64) ha addirittura superato la fantasia (l anime)

        https://stereotypemag.com/2020/05/18/streghe-oriente-garofani-rosa-giappone-sport-femminile-donne/

        in pratica si puo dire che mimi é praticamente basato su una storia vera

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      2. Mimì che per caso in questi giorni ho rivisto di sfuggita su Italia2 verso ora di pranzo.

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    2. il padre di tommy personaggione enorme, il vincitore del premio padre dell anno a vita 😀
      e comunque trovare un protagonista con una storia familiare normale negli anime é facile come trovare la neve nel sahara
      secondo me ai bimbiminkia per farli andare in tilt basterebbe, ad esempio, solo la puntata finale di rocky joe

      anime giappo che sono fantastici nell infilare morti (ma morti vere) anche negli anime che sembrano pucciosi o comunque sdolcinati, e infatti gia ai nostri tempi riuscivamo a vederli sulle tv locali i quanto, quando passavano su quelle nazionali venivano distrutti dalla censura (immagino cosa potrebbe avvenire ora)

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  16. Cartoni giapponesi pieni di orfani o di abbandonati da uno o più genitori.

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    1. E di vedove anche.

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  17. Il maestro si è mai soffermato tatticamente su Holly e Benji? Certo, su quei campi aeroportuali, chilometrici, la vedo tosta provvedere alla pivotalissima schermatura della linea dei passaggi.

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    1. La fai con raffiche di ak47 o la fai bagnando l’erba per agevolare le scivolate, unica opzione difensiva insiema alla violenza fisica. Ricordo la partita tra mambo e new team dove gli scaltri capitolini apolicavano il fuorigioco tra lo stupore degli astanti. Un po come Olanda Uruguay del 74.

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  18. Eleggerei l’uomo tigre come quello che più ha saputo coniugare successo di pubblico e vette artistiche indiscusse.

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  19. Di quale uomo tigre parliamo? No, precisiamo, perché c è stato anche un uomo tigre contender dell’uomo gatto a sarabanda.

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    1. Uomo tigre di sarabanda che in realtà era un figurante cui passavano le risposte per fare incazzare l’uomo gatto

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  20. Il Padre di tommy la stella dei giants palesemente il modello di ispirazione di richard williams e mick bollettieri, nella categoria orfani menzione d’onore per judo boy
    Ps: paolo morati e direttore, a quando un’analisi dei gruppi che producevano le sigle dei cartoni animati pre-cristina d’avena? Erano veramente tanta roba

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    1. il cantante dei Rocking Horse, Douglas Meakin, è di Liverpool e a scuola cantava con Ringo Starr.

      Però solo uno dei due è entrato nella leggenda cantando “Una canna piena di magia” nella sigla di Sampei.

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  21. A proposito di scene oggi non più pensabili: ma vi ricordate la sparata di quell’avvinazzato di Jeff Turner (l’uomo che inseguiva i suoi calciatori con un bastone nodoso! E che per allenamento faceva bombardare i distributori automatici per fottergli la birra!) quando accusò il suo miglior giocatore di essere diventato una femminuccia e di aver perso la fame che lo contraddistingueva?

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  22. senza dimenticare l’esordio (con gol decisivo!) di Mark in un Juve-Reggina d’annata. Notate il “benvenuto” che gli da il difensore calabrese e lui che nemmeno batte ciglio (nella partita successiva si trascina per 30m Thuram e Cannavaro attaccati alla maglia)

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  23. Da Recoba agli anime, un caso?! Io onestamente non crete…

    Jeremy, Uomo Gatto che sulle pagine del Nestiforum ci regalò pagine memorabili, da far invidia a Tyu Tyu…

    Redbejelit, io ho nel cassetto un saggio sulle sigle dell’epoca, a partire dai testi fascistoidi…

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  24. Fra gli anime di culto non è stato citato, seppur più recente rispetto agli altri, quella pietra miliare che risponde al nome di Slam Dunk. Aiutata qui in Italia anche da un favoloso doppiaggio ai tempi della messa in onda su MTV.

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    1. Molto bello. Con i personaggi ispirati ai giocatori NBA.

      Ma appartiene giá ad una generazione successiva rispetto a quelli citati in precedenza.

      Anche lo stile é molto piú scanzonato, l’elemento drammatico é solo sfiorato.

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      1. be’, già H&B (e Mila e Shiro o Tutti in campo con Lotti ecc) faceva parte della seconda generazione di spoken manga, dove il dramma non era più così estremo come ne “I Superboys” o in “Rocky Joe” perché il Giappone (e quindi i suoi autori) non era nemmeno più quello che si ritrovava nuclearizzato all’indomani della sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale.

        Come succede ovunque, quando cambia il contesto, cambiano anche gli uomini formatisi in quel contesto e le opere che scrivono: Rocky Joe era un ragazzo orfano della guerra che doveva conquistarsi il futuro con la dura lotta e i sacrifici fino al tragico epilogo; Holly invece è un ragazzino della borghesia ormai benestante che può dedicarsi al calcio per quello che è, uno sport. Perfino Mark Lenders, che pure deve mantenere i suoi numerosi fratelli, non ha più sulle spalle quel senso di sconfitta opprimente che si porta addosso Joe Yabuki.

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  25. E’ sempre una grande settimana quella che si apre con il Genio del Chino.

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