Perché la NBA fa schifo

Perché non ci piace più la NBA? Diciamo pure che ultimamente ci fa schifo, da cambiare canale dopo 5 minuti. Proprio adesso che è piena di giocatori europei, addirittura italiani poi… Una possibile spiegazione ce l’ha data Kirk Goldsberry, analista del gioco per ESPN ed in passato studioso di tendenze per la nazionale statunitense e i San Antonio Spurs.

Goldsberry ha pubblicato la mappa di tiro della NBA nelle stagioni 2001-2002 e in quella attuale, con risultati che qualsiasi appassionato di almeno 30 anni di età poteva facilmente prevedere. In sostanza è sparito il tiro dalla media distanza, sia frontale sia dagli angoli, con le principali due opzioni per gli attacchi che sono il tiro di tre e quello da sotto, ma veramente sotto (la ormai proverbiale schiacciata con il difensore più vicino a tre metri).

Insomma, niente che già non fosse chiaro guardando le partite, soprattutto di stagione regolare, senza gettare la croce sui soli Harden e D’Antoni, comunque icone dell’antibasket (nemmeno vincente, oltretutto). Interessante sarebbe capire perché, con regole quasi uguali e cambiate, in quei pochi casi, in direzione favorevole agli attacchi (al di là del passo zero, si pensi soltanto alla lotta all’hand-checking, iniziata nel 2004: senza le mani addosso del difensore Jordan avrebbe avuto una media in carriera di 60 punti a partita?), il gioco sia cambiato in maniera così radicale.

Facendo disamorare gli amanti della pallacanestro, anche per arbitraggi sempre meno tecnici, e attirando un nuovo pubblico più di bocca buona, che mentre aspetta la maglietta sparata da un proletario sottopagato capisce solo un tiro scagliato da 8 metri o una schiacciata demente seguita da taunting. Essendo però la NBA un’azienda l’unica domanda che conta è questa: i conti tornano?

La risposta è sì. Anche se gli ascolti televisivi della stagione regolare sono in netto calo: quelli delle Finals ai picchi della rivalità Warriors-Cavs erano due terzi di quelli di fine anni Novanta e inferiori rispetto all’era Bird-Magic. Biglietti e indotto delle partite dal vivo, per non parlare del marketing, fanno sì che il salary cap attuale sia di 109,140 milioni di dollari, mentre nel 2001-2002 era di 42,5. Insomma, una lega che piace sempre di meno al pubblico generalista (quello delle Finals) e agli appassionati del gioco, ma che ha una fanbase molto motivata e disposta a spendere cifre importanti in stupidaggini.

Per noi che nel 1981 ci siamo azzuffati per un gagliardetto dei Kansas City Kings (il nostro mito di cresciuti con Superbasket era Scott Wedman, che all’epoca avevamo visto giocare per un totale di un minuto) un dolore immenso, che potrebbe sparire con l’abolizione del tiro da tre punti e quella contemporanea dei tre secondi difensivi, che renderebbero ugualmente importanti le varie zone del campo. Favorendo i giocatori veri, non i tamarri da campetto o i campioni di tiro al piattello.

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21 commenti

  1. una considerazione simile la fece Coach Pop nemmeno tanto tempo fa…

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  2. Ma non piovevano gli articoli sui treni della storia che passavano quando si vedeva giocare Golden State etc? Golden State eponimo di questa Merda che si vede ora? Cambio di linea editoriale? I treni a vap[ore di Fiorella Mannoia si sono fermati?

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  3. la cosa è grave perché se n’era accorto anche un profano come me che domenica è capitato per caso su Cielo a guardare Minnesota-Houston, questi ultimi guidati da Harden che regolarmente metteva il tiro dagli 8 metri e che appena hanno accelerato un attimo sono andati sopra di 30, gli altri un’accozzaglia di giocatori senza capo né coda il cui unico schema sembrava far tirare da 3 tutti, pure il più lungagnone ne ha provati 4 o 5 (ne fosse entrato uno…), insomma tutto quello già descritto da lei Direttore, aggiungerei anche la miriade di contropiedi con lancio da football americano e schiaccione finale
    ci vedo pure una similitudine con la situazione del calcio dove ormai tutti vogliono passare per guardiolisti e via a impostare l’azione partendo dal portiere, non so l’ultima volta che ne ho visto uno lanciare lungo col centravanti che la spizza di testa

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  4. L’impatto negativo del tiro da 3 sul gioco è dato dall’evidente vantaggio statistico che non può far altro che polarizzare il gioco stesso. Se nel calcio di decidesse che il gol di testa o i gol dai 30 metri valgono 1,5 vedremmo in breve tempo partite basate solo sui cross o sulle “sabongie urticanti” (cit.) dalla distanza.

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  5. 2 di testa
    3 di ginocchio
    4 in semirovesciata
    5 di tacco

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  6. Abolire gli orridi 3sec difensivi.
    L’hand checking.
    Rendere meno vantaggioso il tiro da 3.
    Assumere degli arbitri.

    Il problema è che anche l’Eurolega sta andando in questa direzione.

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    1. fischiare passi, aggiungerei
      c’è gente che pensa di essere in un campo di football americano

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  7. “attirando un nuovo pubblico più di bocca buona, che mentre aspetta la maglietta sparata da un proletario sottopagato capisce solo un tiro scagliato da 8 metri o una schiacciata demente seguita da taunting”
    Applausi.

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  8. Non sono d’accordo con voi su quasi tutto, ma forse è solo un problema mio.
    Volevo solo dire: siete sicuri che togliendo gli “orridi” 3 secondi difensivi ci sarebbe qualcuno che tirerebbe dal mid-range?
    Secondo me sparirebbero tanti tiri al ferro spostandoli dietro l’arco, diventando ancora di più un tiro a segno.

    Ci sono dei giocatori, tipo CP3, che pascolano nel mid-range quando le difese vogliono togliere il tiro da 3, il problema è avere giocatori che hanno percentuali ottime dai buchi lasciati dalle difese. Non è mai una questione di “religione” cestistica, bisogna essere bravi a sfruttare quello che lasciano le difese.

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  9. Pezzo impeccabile. Ma la chiave della schifezza, molto più dell’arco, sono i passi. Non ricordo di averne mai parlato. Impedendo all’Orr…ehm, all’attaccante, di prendere un vantaggio da pallamano in entrata, sarebbe inevitabile il ritorno del tiro in sospensione e del fadeaway. E la si potrebbe richiamare pallacanestro.

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  10. fatta la premessa che il basket lo conosco solo dagli highlights e dalle top10…sarebbe proprio improponibile introdurre un sistema a set come nella pallavolo? Il 99% delle partite viene decisa negli ultimi minuti se non negli ultimi secondi , rendendo l’interesse dei primi quarti pari a 0…una partita di calcio può essere decisa nei primi secondi così come negli ultimi, la prima mezz’ora del basket è buona giusto per le statistiche

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    1. Non é in questione questo aspetto del gioco però. Considerà però che é parzialmente vero. Se inizi una partita con un parziale di 20 – 0 é sempre dura recuperarlo. 🙂

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    2. Non può essere come il “pim-pum-pam”.
      Li per vincere il set non puoi smettere di giocare, nel basket se sei avanti di 20 puoi mettere in campo i Mario Governa del caso e vinci lo stesso il quarto.

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  11. Nessuno lo dice ma non può essere un caso il fatto che ci sia stato un maggiore approdo di giocatori europei e che si sia arrivati a questo schifo.
    La presenza di giocatori europei ha reso il gioco molto più soft.

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    1. Ah…signora mia che belli i tempi delle risse in campo e sugli spalti….

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  12. cacca pipì

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  13. Ah le belle risse degli anni ’80: Kevin McHale Clotheslines Kurt Rambis

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    1. Non so nemmeno se ha preso un tecnico….

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      1. Pero dai che meraviglia quella resterà a vita la piu bella Lega dell’universo, anche per Lambeer e Barkley che si prendono a mazzate. Oggi una rissa del genere sarebbe la fine della carriera di Rambis e di un monumento del basket come McHale.

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    2. notare che Rambis viene aiutato a rialzarsi da Bird, che secondo quanto racconta McHale è quello che aveva visto i compagni troppo molli e li aveva “invitati” a mostrare i propri attributi… 🙂

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      1. Se non sricordo male Bird durante un’intervista dopo una socnfitta coi Lakers disse che avavevano giocato come signorine (pussy) e che si doveva cambiare atteggiamento.
        McHale lo prese in parola.

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