La fine del lavoro in banca

Per le banche italiane 70.000 lavoratori, di differente livello, e 7.000 filiali in meno nei prossimi cinque anni. È questa la notizia più scioccante di un report di una società di consulenza, la Oliver Wyman, il cui link abbiamo trovato sul Sole 24 Ore e che si colloca a metà fra la previsione e il consiglio operativo. Davvero il lavoro in banca, anche il lavoro in banca, ha smesso di essere sicuro?

L’osservazione empirica dice che le filiali dei vari istituti di credito, a Milano e non in zone depresse, stanno chiudendo ad un ritmo che ci ricorda tristemente quello delle edicole (da poco abbiamo salutato anche quella di Piazza Amendola). Solo che la gente sta senza dubbio smettendo di leggere i giornali, mentre non ha smesso di usare (e chiedere) soldi per la sua vita e le sue attività quotidiane.

Ma al di là delle filiali chiuse, le rare volte in cui ormai entriamo in quelle aperte ci colpisce il basso numero di addetti rispetto non alla preistoria ma anche solo a 5 anni fa. Di sei casse aperta solo una, come se ci fosse un’epidemia, ma senza code. Anzi, proprio senza nessuno in coda. Cosa sta succedendo, al di là dell’ovvia considerazione che l’home banking e la digitalizzazione rendono necessarie meno persone fisiche?

Intanto i tassi di interesse così bassi ammazzano le banche dal lato degli impieghi: perché fare un mutuo all’1%, con alto rischio di insolvenza e/o di bolla immobiliare? Certo con qualche controllata si possono spennare le persone grazie al credito al consumo, ma non si va comunque lontano. Quanto agli imprenditori, quei pochi veri che rimangono si vedono chiedere garanzie reali tali da porsi la fatidica domanda: perché, visto anche che mio figlio si droga e studia scienze della comunicazione, non vendo tutto e vado alle Canarie?

La strada dell’aumento delle commissioni, per le operazioni che tutti facciamo, può essere percorsa ma non ha grande futuro: già adesso i ricavi da commissione sono il 40% del margine di intermediazione (il cuore del bilancio, la prima cosa da guardare) delle banche italiane, il più alto fra i paesi civili: in Gran Bretagna è il 24, per dire. E quindi? Senza banche efficienti l’economia reale viene strozzata, ma è anche vero il contrario: senza imprenditori e quindi a cascata consumatori anche le migliori banche possono giusto vivacchiare.

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10 commenti

  1. Più che altro il lavoro di sportello ormai lo fanno i clienti. Che sia da casa o all’ATM siamo noi che operiamo al terminale laddove prima lo facevano i bancari.

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  2. Onestamente, il bancario medio italiano che competenze ha in più del correntista medio?

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  3. È dagli anni Trenta che la classe media in Europa non subisce una decimazione simile… il proletariato è culturalmente attrezzato per sopportare qualsiasi situazione, ma nessuno di noi (anche non bancari) ha mai davvero avuto il problema di sopravvivere… sì, invece della Maserati abbiamo comprato la Punto, ma un problema vero di sopravvivenza non lo abbiamo mai avuto… È una fase nuova, può succedere di tutto.

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  4. Comprate terra. Anche un piccolo terreno, ma comprate spazi

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  5. Ahahahah tu non hai idea di cosa sia il cliente medio!

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    1. mi immagino ‘na roba così…

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  6. jeremy: comprate terreni perche’ il signore non ne fara’ altri….ma non so quanto la gente voglia vendere. Io sto iniziando a dare un’occhiata a delle villette. Prezzi totalmente senza senso considerato lo stipendio medio, per costruzioni vecchie e maltenute, case invendute per anni, ecc

    Sempre con la paura che il PD fra vent’anni piazzi una tassa per risarcire le vittime del colonialismo, tipo 30% del valore dell’immobile.

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  7. @ Direttore: il richiamo agli anni 30 è significativo purtroppo…

    @ transumante: ogni tanto li fa, Fontvieille 😉

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  8. Mi avete giusto fatto ricordare che devo abbandonare fineco.
    La sua modifica unilaterale del contratto che porta i costi mensili a 3.95 EUR se la puo’ mettere nel…

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