L’addio di Totti ai cattivi

Francesco Totti ha dato l’addio alla Roma con una conferenza stampa piena di aspetti surreali (su tutti la diretta su Rai Due dal salone d’onore del CONI, quando si dimetterà Mattarella ci sarà meno enfasi) ma anche di passione, dolore, verità. Come ha detto Totti, la Roma non è stata solo detottizzata, ma anche deromanizzata ed il problema vero è questo.

Il grande cattivo, nominato il meno possibile, è Franco Baldini. Reo agli occhi di Totti di non vivere la realtà di Trigoria ma soprattutto di essere l’unica persona che Pallotta ascolti. Fra i buoni Fienga, Ranieri e pochi altri. Poche e fredde parole per Monchi che in teoria avrebbe dovuto insegnargli a fare il direttore tecnico.

Direttore tecnico. È questa la carica che Totti aveva concordato con Rosella Sensi ormai nella notte dei tempi è che presumeva di poter occupare dalla sera alla mattina, forte del suo passato da calciatore. Atteggiamento simile a quello di tante altre bandiere, che però un po’ non hanno studiato e un po’ sono state ritenute troppo ingombranti. Come Totti o il Jonathan E. di Rollerball, volendo esagerare, un altro che non si voleva ritirare. “Tutti passano, le bandiere rimangono” è la frase vagamente minacciosa con cui Totti ha fatto capire che qualsiasi lavoro vada a fare nei prossimi anni, starà lì ad aspettare (“Andrò in curva Sud con De Rossi“, una battuta o forse no) una nuova proprietà che inevitabilmente si presenterà con Totti biglietto da visita. Il Totti buono lascia quindi la Roma ai non romani cattivi? Perché questo è il messaggio passato… Vedremo fra qualche anno con chi si ripresenterà, non è che lo sceicco si commuova ricordando Chierico e Valigi. Qualcuno inizia a sparare il nome di Caltagirone, ma forse si tratta di Mark…

Ad alleggerire tutto un intervento di Enrico Lucci, che molti dei presenti (non solo i tanti embedded) avrebbero voluto prendere a schiaffi, ma questo non toglie che raramente si sia sentito tanto pathos in una conferenza stampa calcistica. “Mi hanno tenuto fuori da tutto”, ha ripetuto più volte Totti, spiegando in maniera anche abbastanza penosa la storia della settimana bianca prima del derby.

Ma al di là delle competenze di Totti, che fra le altre cose ha anche rivelato che l’unico allenatore da lui contattato è stato Conte (che si è comportato alla Conte, questo lo diciamo noi), è evidente che non stiamo facendo un discorso soltanto romano e romanista. Si può anche prescindere dalle bandiere, anzi se sono dannose a volte si deve, ma non deve mancare mai l’interesse personale, il massimo sarebbe il tifo, della proprietà nel far andare bene la squadra al di là di qualche speculazione immobiliare o di trading sui giocatori. Ecco, questo in Italia sta venendo meno club dopo club e non è un caso che la vera differenza della Juventus non sia la squadra (cambiandogli le maglie potrebbe essere il PSG o il Bayern, nessuno se ne accorgerebbe) ma Agnelli. Poi per motivi editoriali possiamo anche fingere che ad un calabrese-statunitense tifoso della Juventus batta il cuore per Firenze, ma la tesi è stravagante. Come del resto lo era per un marchigiano tifoso ed ex consigliere dell’Inter.

2. A proposito di Juventus, anche adesso che Maurizio Sarri è ufficialmente l’allenatore della Juventus, per i prossimi tre anni, ribadiamo il concetto: Sarri non c’entra niente con la storia della Juventus e nemmeno con il suo presente. Non è l’allenatore emergente reso grande dal club bianconero, non è un gestore di campioni e tanto meno di campioni sul viale del tramonto. Questo non è in contraddizione con il nono scudetto consecutivo della Juventus e nemmeno con la vittoria in Champions League: poteva vincerla il Tottenham, che in tutta la scorsa edizione ha giocato bene due secondi tempi, quindi chiunque fra le dieci corazzate la può conquistare a prescindere dal gioco. Anche con Sarri in panchina.

Sarri è chiaramente la seconda scelta di Agnelli e di un ambiente, in cui mettiamo anche i tifosi, che da Cristiano Ronaldo in poi è entrato in un’altra dimensione e giudica con sufficienza, quando non con ostilità, l’arrivo di uno che non è Guardiola ma è un ottimo allenatore, che allena senza essere rigido come vuole il luogo comune. E al Chelsea è stato anche meno rigido che in passato… Poi Guardiola ha ripetutamente detto di no, pubblicamente e privatamente, e giustamente da mesi i vituperati giornalisti sportivi (anche noi, da puri follower dell’onda) scrivono la stessa cosa.

Questo però non giustifica il bullismo dilagante un po’ ovunque, contro chi soltanto ipotizzava una preferenza di Agnelli per Guardiola (cioè la realtà: chi mai preferirebbe Sarri a Guardiola, potendoli ingaggiare entrambi?). Il Chelsea non ne poteva più di Sarri, l’ha praticamente accompagnato alla porta chiedendo una buonuscita che è meno di un quinto di quella pagata l’anno scorso al Napoli. Se per un mese la Juventus è stata senza allenatore non è stato per la difficile liberazione di Sarri ma perché la speranza, non sapremmo come altro definirla, di Agnelli si è saldata con quella di Tirzan.

3. Nella trumpiana periferia Ovest di Milano la conferenza di Totti è stata seguita minuto per minuto, possiamo testimoniarlo. L’amico e maestro Budrieri ha ricordato che Mazzola e Rivera non hanno lasciato ricordi splendidi come dirigenti di Inter e Milan, ma indubbiamente lui ancora non perdona a Mazzola la cattiva gestione del caso Ambu. Mentre gli spacciatori maghrebini del nostro bar si chiedono cosa fare delle loro magliette bianconere con il nome di Guardiola (il famoso merchandising asiatico), Budrieri guarda sconsolato gli avventori italiani del bar, menti acute che saprebbero riformare il CSM in dieci minuti se soltanto non dovessero discutere della posizione migliore per Krunic. Budrieri capisce bene Totti, l’Inter dei cinesi e di Conte non lo rappresenta minimamente ma è in generale il calcio ad avere perso fascino ai suoi occhi. Cosa significano ventidue sconosciuti che corrono dietro a una palla, senza sapere la differenza fra una squadra e l’altra? Meglio disdire tutti gli abbonamenti (Budrieri peraltro non ne ha nessuno, anche se gli arrivano ancora da pagare i bollettini postali di Telepiù Grigio) e riprendere l’attività sessuale, interrotta durante la gestione Chiappella.

(ore 16.00 di lunedì 17 giugno 2019, la rubrica calcistica di Indiscreto dà appuntamento a domani pomeriggio. Le parti in corsivo sono uno scherzo, dobbiamo sempre precisarlo perché l’analfabetismo è dilagante)

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55 commenti

  1. il maestro Budrieri e già si vola altissimi…mancava solo Biro ma sappiamo che è lì dietro le quinte che si commuove

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  2. c

    Il grande merito di Totti è stato quello di portare alla luce la gestione cialtrona-managerese che sta arrivando anche in Italia. Che se lo ficchino tutti in testa, dagli ammerigani ai China agli italoterroni. Qua in Italia non siamo come negli USA dove si riesce a propinare qualsiasi sbobba al tifoso/cliente/consumatore. Se pensano di venire qua a campare o fare affari dalla serie A alla serie Z, volano solo insulti e seggiolini, altro che ringraziamenti per i bilanci in ordine. E se non vendono e si levano dai coglioni, multe a tutto spiano per i comportamenti tenuti dai tifosi (cori, fumogeni, petardi, …), con relativo danno alla società. Stadio vuoto con sede e centro sportivo assediato, questo è quello che si meritano!

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    1. t

      good point.
      Ma l’alternativa quale sarebbe?
      Perché di gente che butta soldi a babbo morto, come eravamo abituati noi, ne vedo sempre meno.

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  3. L

    Beh direi che se non l’ha letto quanto meno condivide la posizione di Cucci sul corsport.

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  4. C

    No Cydella, il tuo discorso non c’entra nulla con l’addio di Totti alla poltrona da “dirigente”.

    Oggi il discorso è tutto su Totti e sulla colossale figura di merda che ha fatto, dimostrandosi definitivamente un bambino viziato e arrogantello, incapace di rendersi conto delle situazioni più banali della vita adulta.

    Chi mette i soldi nella Roma non ti ritiene all’altezza di gestire la società e nemmeno un pezzetto di essa?
    Caro Francesco, a 42 anni prendi e porti a casa. E se vuoi prenderti la tua rivincita ti metti a fare – in silenzio – il front man di una cordata di imprenditori e comprate la baracca di Pallotta.

    Sennò te ne stai buono a goderti la fama e i miliardi legittimamente guadagnati, continuando a fare Francescototti per sempre.
    Non è certo una vita di merda…anzi, sarebbe una vita meravigliosa…ma per capirlo bisogna anche avere accanto qualche buon amico che ti parla a cuore aperto e una donna che sa guardarti dritto negli occhi…da soli con le proprie false certezze è tutto più difficile, a volte addirittura ridicolo.

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    1. c

      Tutto legittimo, ma allora gli Ammerigani non usino Totti come parafulmini per coprire la loro ridicola “squadra da progetto”. Se non ritengono Totti in grado di fare niente, allora manco lo assumono e, al limite, lo licenziano. Invece, gli danno incarichi e pretendono che faccia il burattino alla Zanetti. Capita la situazione, Totti si è dimesso, con Pallotta che si è messo a supplicarlo di restare perché adesso il bluff è svelato. L’uomo Totti ne è uscito come un gigante, quindi traiamo le conclusioni su chi gestisce la Roma.

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      1. L

        Più uno

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  5. R

    Esattamente quello che ha fatto, ha preso e portato a casa, anzi, ha preso e se ne è annato a casa. Specificando come era suo sacrosanto diritto le (sue) ragioni e togliendosi qualche macigno dalle scarpe. Non gli stava bene di fare il pupazzo parafulmine per tenere buono il popolino inferocito contro l’ammeregano, senza contare di fatto una sega, operativamente parlando. Un altro con meno orgoglio se ne sarebbe sbattuto, accontentandosi del ruolino di facciata e preoccupandosi unicamente di passare all’incasso (di fatto era un vitalizio assicurato). E non facciamo nomi, che se semo capiti.

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  6. j

    Aldilà del Totti odierno, er pupone tira un argomento non da poco: come fa ad eclissarsi per sempre quello che era il Sole?

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  7. A

    uno dei Totti più condivisibili di sempre, al massimo lo si può accusare di ingenuità perché non è che Pallotta ha cambiato i piani in corsa, sono anni che fa le cose così e continuerà a farle così (anche se magari a lui aveva fatto qualche promessa diversa), certo al primo mercato sbagliato tipo l’estate scorsa, fra N’Zonzi e Pastore, fra Kulivert junior e il portiere pippa, rischia di saltare tutta la mascherata del progggetto
    e allora fa bene ad andarsene, tanto Totti resta Totti pure senza ruolo dirigenziale e la convenienza che stesse lì era tutta di Pallotta

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  8. r

    Azz… rispostina della Roma

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  9. R

    Altro che stracci, qui volano roncole e alabarde spaziali…

    Riguardo ai ripetuti riferimenti al suo possibile ritorno con l’insediamento di una nuova proprietà, in aggiunta alle informazioni raccolte da lui stesso in tutto il mondo circa soggetti interessati al Club, ci auguriamo che questa non sia un’anticipazione inopportuna di un tentativo di acquisizione: scenario che potrebbe essere molto delicato in considerazione del fatto che l’AS Roma è una società quotata in borsa.

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  10. C

    Aldo, Axel
    Non prendiamoci in giro, il piagnisteo di Totti non è stato certo una denuncia contro il progetto “americano” o contro il suo ruolo di “parafulmini”.

    Totti voleva solo contare (legittimo) e non lo facevano contare come voleva lui (altrettanto legittimo). Totti ha smesso di giocare da re e da re pretendeva la prima scrivania, senza aver capito che servivano altre qualità per primeggiare in giacca e cravatta.

    La gestione di questa Roma l’aveva vista dal campo per sette anni. E quando gli hanno offerto il ruolo di dirigente poteva tranquillamente rifiutare se quel ambiente poco romano e troppo affarista non era di suo gradimento.
    Ma l’umiltà – che qualcuno può anche scambiare per mancanza di orgoglio (il riferimento era a Bruno Conti?) – non si compra e tanto meno l’intelligenza.

    E farsi bello a reti unificate, tra l’altro sulla pelle della sua amata AS Roma, è stato solo un gesto di stizza un po’ meschino.

    P. S.
    Ironia del destino, proprio oggi Nesta ufficiale come allenatore del Frosinone. Un giocatore straordinario, stimatissimo ovunque, che ha avuto una carriera, sul piano strettamente tecnico, non inferiore a quella di Totti.
    E per costruirsi la sua strada da adulto che cosa sta facendo? Ha iniziato con intelligenza e umiltà dalla periferia, una periferia calcistica glamour come Miami e poi la periferia vera, formativa come Perugia e Frosinone. Niente pretese, solo voglia di lavorare, di imparare, voglia di provarci.
    La differenza la fanno sempre le persone.

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  11. m

    Totti surreale come al solito quando non gioca .
    Un po’ triste, nell’occasione.
    Interessanti le velate minacce di tornare a ricomprarsi la Roma con un gruppo di imprenditori che sa tanto anni 70

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  12. K

    A me sembra che i giudizi sull’affaire Totti siano condizionati, come spesso succede, dalle simpatie ed antipatie; abbiamo un grandissimo giocatore che si ritira; di spendibile come dirigente ha poco; non conosce le lingue, non ha competenze specifiche o doti particolari, non ha nemmeno questo grande carisma all’interno dello spogliatoio; ha una caratteristica, è un simbolo e per quello la società l’assume; legittimamente dopo un po’ chiede di fare qualcosa di più che la bandiera al vento, legittimamente la società decide che ha altre figure più indicate a fare ciò, legittimamente lui decide di andarsene sbattendo la porta; niente di tanto diverso di quanto successo a Torino con Del Piero; solo che lì c’è un’altra società e c’è un altro tipo di ambiente e la cosa passa inosservata o quasi, qui siamo a Roma e succede il finimondo.

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    1. C

      Del Piero è stato messo alla porta prima di diventare un problema.
      Non si è messo fuori da solo.

      Totti ha condizionato 20 anni di vita giallorossa ( gli ultimi 7/8 da giocatore in negativo) e aveva piani per i prossimi 20 senza avere basi di alcun tipo al di là dell’essere l’ottavo Re de Roma ed avere probabilmente una moglie molto ambiziosa.

      Nè Del Piero nè Totti sono paragonabili a Ssssanetti che era umanamente un soprammobile anche da capitano ed adesso continua a occuparsi di prender polvere.

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      1. K

        “Del Piero è stato messo alla porta prima di diventare un problema.”

        Anche De Rossi è stato messo alla porta prima di diventare un problema (o un problema peggiore); a Roma è successo un macello mentre a Torino dopo una settimana i tifosi parlavano già d’altro. Sarò cinico o anche fuori dal mondo ma chi dice che la Roma va de-romanizzata ha ragione da vendere perchè la provincializzazione dell’ambiente è da sempre la vera palla al piede.

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        1. C

          Il tifoso romanista raziocinante sa che Totti e DeRossi sono stati un enorme freno.
          Ma il tifoso romanista raziocinante è abbastanza isolato.

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  13. Totti che se non ho sentto male ha dichiarato che l’occhio per i giocatori pensa di averlo. Quindi avrebbe dovuto cominciare da osservatore e poi scalare le posizioni. Però se tieni Totti in società e non gli dai un ruolo importante il mugugno è costante (e probabilmente lui pensa che basti l’amore e la stima dei tifosi per per essere buoni dirigenti). Troppo ingombrante la sua figura per la Roma. L’unico ruolo che Totti potrà ricoprire in società sarà quello del presidente con pieni poteri , non ce ne sono altri.

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    1. z

      Anche Cassano pensa di poter diventare un bravo dirigente

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  14. U

    A me ha dato la solita impressione
    La tottese viene prima della roma.

    Poi avra anche ragione sul fatto che gli ammeregani sono dei cialtroni dediti al player trading

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  15. b

    Il Perugia di Nesta ha giocato a pallone, con idee chiare e propositive.
    La sta prendendo larga, ma insomma la strada per Formello l’ha imboccata giusta.
    Su Totti, il solito difetto, non rilascia interviste tipo “ci aspettano 11 finali, devo lavorare duro per farmi trovare, il mister ci chiede sempre grande impegno”.

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  16. U

    Boemico
    Il difetto e che si professa tifoso della roma e poi sgancia la bomba

    “Speriamo che fonseca trovi un ambiente tranquillo”

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  17. C

    Comunque ieri l’ho visto invecchiatissimo, pure la pettinatura da Circolo Canottieri Aniene…

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  18. b

    Ah ecco, l’ambiente l’ha rovinato Totti che ha sganciato la bomba.
    Non sai o non ricordi che, solo relativamente agli ultimi mesi, nell’ordine sia successo:
    – che la squadra abbia fallito malamente la stagione
    – che i conti siano un disastro e quindi bisogna vendere vendere vendere
    – che la Roma sia senza direttore sportivo da marzo
    – che mezza dirigenza sia stata sostituita (ma non rimpiazzata), ri/de-mansionata
    – che Ranieri sia andato con parole amare e premonitrici
    – che De Rossi abbia lasciato come ha lasciato
    – che il rapporto tra Pallotta e la città, se mai c’è stato, è ai minimi storici
    Però la colpa è di Totti che ha sganciato la bomba per tutelare se stesso.

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  19. D

    Io la penso come Krug, ognuno ha portato avanti legittimamente la propria posizione.
    Totti si sentiva inutile e non aveva voglia di fare la figurina, la proprietà non fidandosi delle sue capacità non ha ritenuto di dargli altro ruolo.
    Teniamo presente anche che a Totti era stata fatta una promessa che lui voleva fosse mantenuta ma la promessa fu fatta da una proprietà precedente e quella nuova ha diritto a non condividerla e non renderla troppo operativa.
    Semplici divergenze solo che è Roma e allora vien fuori la baracconata da comari di cortile, Rivera si fece da parte con più eleganza quando capì che non era il caso (deliranti i paragoni di ieri di alcuni milanisti lecco-berlusconiani…).

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  20. U

    “Ah ecco, l’ambiente l’ha rovinato Totti che ha sganciato la bomba.”

    boemico hai problemi con l’italiano

    Non ho detto che totti ha rovinato l’ambiente
    Ho detto che si professa tifoso e ha fatto una dichiarazione che non aiuta il nuovo allenatore della squadra di cui si professa tifoso

    La roma ha mille problemi e lui ne aggiunge altri

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  21. r

    La penso come Gobbo… le singole accuse di Totti probabilmente sono quasi tutte giuste, ma tutta l’intervista (luogo, diretta televisiva, lunghezza, toni apocalittici, minaccette varie ecc ecc) è una roba di uno che antepone se stesso al club… la Tottese appunto.
    Che poi è sempre stato il suo problema… più che uno sfascia-spogliatoi o roba del genere è stato uno che si è sempre e solo occupato di farsi i cazzi suoi, a prescindere che incidentalmente potessero combaciare o meno con quelli della Roma.
    Insomma, ne escono male tutti e le premesse della stagione sono pessime

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  22. b

    Gobbo, io l’italiano lo capisco, a te invece ogni tanto piace far finta di non capire.
    La conferenza di Totti ha solo dato ufficialità a una situazione nota a chiunque dentro e fuori il raccordo, cioè che Totti – direttore tecnico – in realtà faceva lo Zanetti.
    Manco 15 giorni fa c’erano gli striscioni in tutto il mondo contro Pallotta e però mi devo bere la storia che è lui a minare i ponti e inquinare le falde per Fonseca?
    La conferenza di Totti almeno un punto l’ha messo, e se ne sentiva ampiamente il bisogno.

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  23. U

    “Gobbo, io l’italiano lo capisco”

    Boemico
    Se te ne esci con “ah ecco l’ambiente l’ha rovinato Totti” vuol dire che non hai capito quello che ho scritto
    Ripeto per la seconda volta . La Roma ha mille problemi e lui ha sganciato un’ulteriore bomba.

    Come dice Ricca si è sempre occupato di farsi i cazzi suoi.

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    1. K

      “La Roma ha mille problemi e lui ha sganciato un’ulteriore bomba.”

      Gobbo abbi pazienza ma cosa avrebbe dovuto fare?
      Rimanere lì a fare il pupazzetto a fare il tiro al bersaglio che si scatenerà ad agosto quando dopo aver venduto i pezzi buoni la piazza esploderà?
      Dire semplicemente “Me ne vado” senza dire altro? Secondo te questa non sarebbe stata comunque un’ulteriore bomba?

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  24. R

    Coffee, c’è un equivoco di fondo. Totti non ha detto me ne vado gne gne perchè non fate come dico io. Totti va via perché sono stati traditi precisi impegni presi da Pallotta che prevedevano, dopo la dipartita di Monchi, un suo pieno coinvolgimento operativo nell’area tecnica (“dove penso di capirci qualcosa”). Cioè, prima gli offrono la direzione tecnica e poi lo convocano a Londra (ma è il Tottenham o la Roma ?) per suggellare una decisione tecnica fondamentale (l’allenatore) già presa in altre sedi. Capito di essere al cospetto di una evidente presa per il culo si è chiamato giustamente fuori, non volendo apporre il suo nome e la sua faccia ai desiderata altrui, levando quindi l’ultima foglia di fico a una gestione discutibile che non ha ancora vinto un trofeo, preoccupata più da plusvalenze e discorso stadio che dalle priorità prettamente sportive. Ai tempi grami di Rosella, per dire, con difficoltà gestionali e ambientali persino superiori, una coppetta rica una tantum almeno la portavano a casa. Non sono neppure d’accordo sul prendi, sta zitto e porta a casa. Dopo 30 anni alla Roma, giustamente Totti ha deciso di rendere pubblica la sua versione, era doveroso, anzichè piegarsi ai soliti patti di riservatezza ipocriti e prezzolati. Per quanto mi riguarda stavolta ha ragione su tutta linea.

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  25. R

    “La Roma ha mille problemi e lui ha sganciato un’ulteriore bomba.”

    Bomba sganciata e mirata sul primo e più importante dei mille problemi…

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  26. C

    Il discorso sugli impegni traditi può anche essere accettabile come movente. Ma resta una cosa molto personale, direi quasi privata fra lui e Pallotta e come tale avrebbe dovuto essere risolta.

    Alla fine della fiera tutti i sassolini che si è tolto dalle scarpe sono cose che lo riguardano sul piano strettamente personale. Uno sfogo, né più né meno.
    Di bombe sganciate contro la “gestione americana” non c’è traccia.

    “il presidente è lontano e si fa raccontare le cose”

    “le bandiere restano, tutto il resto passa”

    “Pastore non era un acquisto giusto”

    “io e Baldini siamo incompatibili”

    Forse sarebbe stato davvero meglio che avesse preparato a quattro mani con un consigliere fidato una lettera circostanziata per criticare in modo aperto la struttura organizzativa, i programmi tecnici e soprattutto la figura del presidente. Avrebbe avuto l’autorevolezza per farlo, lui che conosce ogni centimetro di Roma e della Roma.

    E invece così sono sembrati solo cazzi suoi.

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  27. R

    “il presidente è lontano e si fa raccontare le cose”

    Vero.

    “le bandiere restano, tutto il resto passa”

    Vero. E i tifosi.

    “Pastore non era un acquisto giusto”

    Verissimo. Ci arrivai persino io in tempi non sospetti, sottolineandone anche l’incompatibilità tattica con lo spartito prediletto dall’allenatore.

    “io e Baldini siamo incompatibili

    Vero. Poi un giorno qualcuno mi spiegherà a cosa si deve il successo di Baldini.

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    1. K

      Tutto bellissimo ma non è che quando Totti è stato fatto dirigente Pallotta risiedesse alla Garbatella e Totti e Baldini erano già ai ferri corti quando Totti giocava (visto che già a suo tempo ha accusato Baldini di essere stato lui a costringerlo a smettere di giocare).

      Quindi che se ne esca fuori adesso fa un pochino sorridere.

      Che Pastore non fosse l’acquisto giusto (ma nemmeno Schick con un integralista del modulo come Di Francesco) l’abbiamo pensato tutti, ci può anche stare però che una società del 2019 reputi che un giocatore di classe possa essere utile in un’altra posizione e che chieda all’allenatore di trovargli altra collocazione; non penso sarebbe il primo caso, no?

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  28. A

    il corredo da The Decision all’italiana è indifendibile e avete ragione anche quando parlate di Tottese, resta il fatto che, magari per i motivi sbagliati, ha detto delle cose giuste
    Pallotta vuole fare come Zhang Jindong cioè starsene in un altro continente a fare cose più importanti, ok, poi però il dirigente massimo non può stare a 2.000 km di distanza, da noi c’han provato con Sabatini ma Tobacco Man dopo poco si è stufato e ha salutato pure lui
    perché Totti sarà pure incapace come dirigente ma non è che l’hanno licenziato e allora lui si è vendicato sputtanando tutti, è uno che ha spiegato i motivi delle sue dimissioni e basta
    boh, io da interista quando vedo un dirigente che si dimette mi commuovo quasi, da noi c’è gente che ha visto passare 3 proprietari, 15 allenatori e 150 giocatori

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  29. C

    Mica ho detto che non fossero vere…ma che sono state buttate lì solo per tirare acqua al proprio mulino.

    Il presidente si fa raccontare le cose ma poi l’ultima parola chi ce l’ha? La Roma del player trading l’ha progettata Pallotta, in attesa dello stadio. Pallotta è quello che ha dato la scrivania a Totti…

    Le bandiere restano ma una Roma forte non la fanno le bandiere…ammesso che a Totti interessi una Roma tanto forte da oscurare quella del 2001…

    Pastore sarà stato sbagliato, Alisson, Salah, Marquinhos, Nainggolan leggermente meno…

    Baldini incompetente o leccaculo? Perché “incompatibile con me” non mi pare una critica solida…

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    1. R

      Acqua al suo mulino…avesse detto cazzate calunniose capirei. Invece ha detto cose vere, levandosi inevitabilmente qualche sassolino dalla scarpa. Dopo 30 anni chiusi con una emerita presa per i fondelli un minimo di reazione de panza penso fosse ineluttabile. Dopo tutto non stiamo certo parlando di Metternich…

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  30. R

    E comunque io insisto sulla riunione tecnica a Londra che penso dica tutto, chiudendo la questione. Ci sarà stato pure il rito del bacio della pantofola immagino…

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  31. A

    ogni volta che parlate dell’incompetenza di Totti aggiungete un’aggravante non a Totti ma a Pallotta, che come dirigente se lo sarebbe tenuto all’infinito, evidentemente perché gli interessavano altre cose di Totti
    dei nomi fatti Alisson è l’acquisto più recente e risale al 2016 (perché gli acquisti buoni li faceva Sabatini), nel frattempo però ci sono stati due anni disastrosi di Monchi, magari Totti pensa di poter fare meglio di chi ha azzeccato un’operazione (Zaniolo) ogni 10 fatte

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  32. C

    Vorrei trollare dicendo che secondo me il bacio della pantofola lo vedremo a breve in quel di Zagabria:)

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  33. c

    Totti voleva fare il DT perché gli hanno proposto di fare il DT, mica si era barricato nella sede legandosi alla scrivania. Quando ha capito che era un ruolo solo di facciata per tenere buoni i tifosi perché “se rimane Totti, figurati se ci mette la faccia per una squadra non all’altezza”, si è dimesso spiegando urbi et orbi le motivazioni e il suo “ruolo”. Ha fatto strabene, fottendosene di fare il paraculo per evitare di passare da piantagrane. Pallotta vuole fare una squadra di merda? Perfetto, si accomodi, ma ci metta la faccia. Tutto molto semplice.

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  34. R

    Fumo di Londra.

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  35. L

    Svelato il piano di Rocco.
    Totti e Antognoni a lanciare bati e Montella…

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  36. r

    “Vero. Poi un giorno qualcuno mi spiegherà a cosa si deve il successo di Baldini.”
    Risposta: la famosa intervista con la dandini di una quindicina d’anni fa

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  37. b

    La tottese di preciso che benefici avrebbe avuto dal fatto che il suo unico socio e amministratore si è dimesso?
    Da oggi quello (Totti, non Mario Rossi) non può più entrare a Trigoria e si dovrà pagare l’abbonamento in curva se vuole vedere l’Olimpico.
    Cordate per comprare la società? Non ne risultano, e se pure fosse Pallotta finchè non definisce la questione stadio non vende.

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    1. K

      Oddio, gira voce che potrebbe esserci una cordata…

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  38. b

    Ultimi appunti.
    Si può criticare la forma (conferenza stampa al CONI), ma anche qui: quanti dirigenti ci mettono la faccia e parlano chiaro davanti al mondo invece di far trapelare una notiziola al giorno ai giornalisti amici finchè – qui si, veramente – l’ambiente si corrode?
    Avrebbe dovuto andare via in punta di piedi? Totti a Roma? Ma seriamente?
    Il problema di fondo è un altro e molto semplice: Totti dopo l’exploit dello scorso anno credeva e sperava che ci fossero le basi per fare grande la Roma, invece ha capito troppo tardi (errore grave) che fin quando non arriva lo stadio di crescere non se ne parla (e pure allora, chissà) e ci si barcamena tra stagioni buone e altre meno.
    Voleva affondare mettendoci la faccia, invece gli hanno chiesto di fare il bersaglio (avete idea di cosa si è scatenato in città contro di lui dopo la storia di De Rossi?).
    Ha alzato i tacchi ed è andato, perdendoci in prima persona.
    Avrà mille difetti (non ultimo aver ignorato chi gli consigliava di stare fermo almeno un anno dopo aver sesso di giocare), ma per me questa scelta si traduce in dignità, affetto sincero verso i colori e i tifosi, rabbia da amante tradito.

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  39. C

    Beh beh…adesso pure la città contro Totti…l’esilio da Trigoria…il biglietto da acquistare per entrare in Monte Mario (sarebbe l’unico a farlo dal 1960)…

    Dai toni concilianti di Pallotta mi sembra che ci sia tutto fuorché ostracismo nei suoi confronti, anzi…

    Non gli si può certo negare la dignità di lasciare sul piatto un po’ di soldi…quello no…ma forse, a far bene i conti, si scoprirà che il contratto da dirigente valeva una frazione degli ingaggi multimilionari che ha incassato giocando da fermo negli ultimi cinque-sei anni di carriera…

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  40. U

    krug
    “Gobbo abbi pazienza ma cosa avrebbe dovuto fare?
    Rimanere lì a fare il pupazzetto a fare il tiro al bersaglio che si scatenerà ad agosto quando dopo aver venduto i pezzi buoni la piazza esploderà?
    Dire semplicemente “Me ne vado” senza dire altro? Secondo te questa non sarebbe stata comunque un’ulteriore bomba?”

    Mica ho detto che doveva restare a fare da parafulmine
    Ha ritirato fuori la storia che l’han fatto smettere di giocare..la battutina sull’ambiente per fonseca..ecc…ecc
    tutto qua

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    1. K

      Che si sia tirato via qualche sassolino dalla scarpa lo abbiamo detto tutti, posso anche concordare che si sia sempre occupato di farsi i cazzi suoi ma questa volta lo erano anche visto che si parlava del suo ruolo in societa; inoltre avesse anche solamente detto “Signori, me ne vado, ringrazio la società per avermi offerto il ruolo di direttore tecnico ma non ci sono le condizioni per continuare, in ogni caso Forza Roma” la bomba ci sarebbe stata comunque perchè è l’ambiente in sè stesso (ed ultimamente all’inverosimile) ad essere esplosivo.

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  41. t

    A me sembra si parli del Real Madrid invece che della Roma.

    Per vincere uno scudetto sono praticamente falliti, non vedo perche’ Pallotta dovrebbe ripetere l’errore e in che modo dovrebbe fare una corazzata senza buttare centinaia di milioni di euro. I risultati sono consoni alla Roma, una stagione seconda/terza, un’altra quinta, ecc. Durante l’era Totti la Roma ha vinto meno della Lazio, ma di che stiamo parlando?

    Dire che hanno ingannato la piazza e’ come dire che i bambini sono ingannati quando scoprono che Babbo Natale non esiste. Magari Totti ci credeva veramente, crede di essere un grande dirigente, tutto e’ possibile.

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  42. U

    Riflessione molto interessante di Luca Di Bartolomei ,figlio di Agostino Di Bartolomei, sul caso Totti

    https://www.ilromanista.eu/amp/rubriche/commenti/17426/la-generosita-che-serve?__twitter_impression=true

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  43. R

    Ah ho capito, non doveva provare a convincere il troppo impegnativo Andonio, meglio puntare sul target Ammazzalorso.

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