La vittoria di Eugenio Bersellini

Una bellissima serata a parlare dell’Inter di Eugenio Bersellini insieme ad alcuni giocatori di quella squadra e alle figlie dell’allenatore scomparso un anno fa ha confermato un nostro pregiudizio. La storia del calcio è piena di squadre vincenti, anche perché necessariamente qualcuno che vince ci deve essere sempre, e tutte queste squadre hanno avuto una logica, con giocatori nella stessa direzione o perché intelligenti o perché ben guidati. Quasi nessuna però era o è fatta da amici, nel senso di amici che siano rimasti tali a prescindere dal calcio e dal post-calcio. Ecco, questa Inter era e rimane fatta di amici. Ed è rimasta nel cuore di tanti proprio per questo, pur essendo molto inferiore rispetto a quella degli anni Sessanta, a quella di Trapattoni e a quella di Mancini-Mourinho: squadre che hanno vinto, ma dove con qualche eccezione i rapporti umani non erano al massimo e con l’avanzare dell’età sono addirittura peggiorati.

Al Bootleg di Milano, nella serata ‘L’Inter del sergente di ferro’ organizzata da Alessandro Polenghi,  ci siamo limitati ad animare con qualche domanda l’incontro con Ivano Bordon, Graziano Bini, Alessandro Scanziani ed Evaristo Beccalossi, oltre che con Laura e Barbara Bersellini. Incontro che è partito dal recente libro a più voci L’Inter ha le ali, per poi toccare qualsiasi argomento calcistico e paracalcistico possibile, fra presente e passato. Per noi qualche ora di splendida libera uscita, per loro una consuetudine visto che almeno una volta al mese si ritrovano fisicamente a cena (del gruppo fanno parte anche Oriali, Muraro, Pasinato, Canuti, Baresi e Marini, più Altobelli quando non è in Qatar) e ogni giorno animano una chat che con un eufemismo potremmo definire senza filtro.

Quella squadra, che Bersellini allenò dal 1977 al 1982 vincendo uno scudetto, due Coppe Italia, arrivando alla semifinale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid e comportandosi onorevolmente in un contesto in cui altre squadre italiane, non solo la Juventus, erano più attrezzate, è stata l’ultima tutta italiana a vincere il campionato e questo è chiaro visto che solo nell’estate 1980 sarebbero state riaperte le frontiere. Ma era anche quella che più di tutte le altre puntava su giocatori cresciuti nel vivaio: dei 17 della rosa 1979-80, scesi effettivamente in campo in campionato o in coppa, ben 11 venivano dal settore giovanile dell’Inter. Bordon, Bini, Baresi, Canuti, Occhipinti, Bergomi (il giovanissimo Zio esordì contro la Juventus in Coppa Italia), Pancheri Marini, Oriali, Ambu e Muraro. Cipollini, Mozzini e Beccalossi non erano cresciuti nell’Inter ma sono comunque lombardi, così che gli ‘stranieri’ dell’epoca erano Pasinato, Caso e Altobelli. Sentire Bini che al telefono con Canuti si lamentava del suo pacco (“Te vegnet no?”, in italiano “Ma non vieni?”) ci ha aperto il cuore, anche se non abbiamo mai parlato in dialetto in vita nostra, e fatto sognare un calcio in cui chi va in campo non sia una foca ammaestrata, magari bravissima e miliardaria, ma rappresenti qualcosa.

Linguaggio comune e ricordi comuni, più volte riproposti ma per noi sempre originali e interessanti. Dalla durezza dei metodi di Bersellini (“Ma sempre meno di quelli del suo vice Onesti”, come ha osservato Bordon, memore dell’epoca in cui i portieri svolgevano quasi lo stesso allenamento dei giocatori di movimento: situazione oggi inimmaginabile) ai ritiri praticamente perenni, sei giorni alla settimana su sette molto spesso, mandando il capitano Bini a trattare per uno sconto (“Ma Bersellini mi diceva di parlargli di tutto tranne che del ritiro”, ha ricordato il libero). Dalle certe fissazioni di una volta (“Una volta in Norvegia, con un freddo polare, il mister ci impose di giocare senza calzamaglia per far vedere ai norvegesi che eravamo come loro e non avevamo paura – ha ricordato Beccalossi -, ma all’entrata in campo scoprimmo che i norvegesi avevano tutti calzamaglia e guanti”) all’amicizia cementata da tante ore di sana noia senza possibilità di evasioni tecnologiche (“Nel calcio di oggi Bersellini proverebbe a ritirare gli smartphone al mattino – ha osservato Scanziani – per restuituirli la sera, ma non credo glielo lascerebbero fare”). Dalla onesta coscienza di avere una cilindrata inferiore ad altri (“Ma con Platini nel 1980 sarebbe cambiato tutto – ha detto Bini -, e avremmo fatto il salto di qualità definitivo. Addirittura giocammo una partita il cui incasso tutti sapevamo che sarebbe andato a Platini, ma poi per motivi mai chiariti arrivò Prohaska”) all’ammirazione per un allenatore che non vendeva fumo (“Fui felicissimo di ritrovarlo alla Sampdoria”, dice Bordon) e che spesso veniva trattato con sufficienza dalla stampa. In realtà Bersellini era assolutamente all’avanguardia e la sua Inter aveva una consistenza atletica simile alle squadre di oggi, è soltanto che non era stato battezzato come profeta del calcio.

E poi tante altre storie, qualcuna raccontata e altre non raccontabili (nelle trasferte con Roma e Lazio la squadra era ospite fissa di Franco Califano, grande tifoso nerazzurro, con annessi e connessi) nemmeno a decenni di distanza. Ma tornando al discorso dell’amicizia, per conoscenza personale di molti dei protagonisti confermiamo che l’Inter di Bersellini non è nemmeno paragonabile a Inter più forti, dove magari c’erano legami fra due o tre giocatori, o magari clan più allargati, ma non un ambiente unico in cui tutti avevano trovato il loro posto. Discorso che va al di là delle normali antipatie in un posto di lavoro, da Mazzola-Facchetti a Simeone-Ronaldo. Nel presente i media raccontano sempre la favola della famiglia del Mulino Bianco, tutti i gruppi di tutti club sono pieni di amore e di letizia, ma in realtà solo il tempo riesce a dare la dimensione dell’amicizia. La vera vittoria di Bersellini è stata questa Inter di ragazzi sessantenni.

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62 commenti

  1. B

    Ero piccolo e mi ricordo ancora l’esultanza di Bini arrampicato sulle grate a San Siro dopo il gol al Real. Spero di ricordarmi bene.

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  2. s

    Inter di caratura inferiore che naturalmente non vuol dire scarsa, anzi. Su tutti Altobelli, centravanti moderno che farebbe furore anche oggi. Bordon e il Becca dell’epoca su alti livelli. diBini ne abbiamo parlato abbastanza su questi lidi, Malik Oriali e Baresi ottimi portatori d’acqua. Muraro perfetto complemento di spillo e Becca. Ottima squadra.

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  3. E

    Tanto per dare un’idea dei tempi di cui stiamo parlando, Bini e Beccalossi credo abbiano totalizzato entrambi, per motivi indipendenti dal loro valore assoluto, zero presenze in nazionale. Per carità di patria non vado a controllare le presenze in azzurro di De Sciglio.

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  4. D

    Ma davvero all’epoca c’erano così tante squadre più forti nel campionato italiano?! 🤔

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    1. s

      si parla di altre Inter vincenti. all’epoca in A solo i gobbi erano più forti, ma non è che noi fossimo tanto più forti del resto del lotto. A equilibratissima.

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  5. r

    Di Platini all’inter non lo sapevo

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    1. s

      c’è la leggenda del mancato appuntamento causa ignoranza delle lingue, gare in francese confusa con gara. Più prosaicamente credo si tratto un caso Falcao ante litteram (se non ricordi nemmeno questo vuol dire che sei ancora un pischello 🙂 )

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      1. D

        Confermo il pischello per Ricca, non si possono non conoscere quelle due sliding-doors… 😝

        Ps: caso Platini comunque diverso dal caso Falcao… 😉

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        1. pischellissimo…..

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  6. P

    Dai, direttore, almeno uno screenshot della chat “Inter ’79-’80″…

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  7. A

    La prima Inter che mi ricordo nitidamente di aver visto giocare allo stadio, ovviamente dai ‘popolari’ e sotto la pioggia. Mio idolo dell’epoca Domenico ‘Mimmo’ Caso, buoni piedi e titolare, ma storicamente sottovalutato e poco ricordato rispetto agli altri nomi della squadra scudetto. Mi stava anche simpatico il portiere di riserva Renato Cipollini (in cinque anni solo sette presenze).

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  8. c

    bah, cosa dire..la frase tra noi in quegli anni al liceo era” che figo Bersello!!”…era il nostro guru perchè ci aveva fatto capire come si costruiva una squadra di calcio compatta, costruita mattono dopo mattone un anno dopo l’altro, senza fretta, con tutti i tasseli al posto giusto : la coppia d’attacco con uno stoccatore + un contropiedista, con un centrocampista incursore preso dall’Ascoli, che viente bilanciato sulla stessa zona di campo da un’ala tattica, mezzo scarto della VIola, con una difesa che prendeva sempre gol negli ultimi minuti. puntellata dallo stopper d’esperienza del Torino di Radice che puntualmente ritroviamo sulla linea di porta del Marakana di Belgrado a salvarci dopo un doppio palo, con Carletto “sparalesto” Muraro che ci manda avanti sia lì che anche con un fantastico contropiede in trasferta in Romania qualche mese prima..Beh insomma ci è rimasto nel cuore per la sua semplicita ed il suo pragmatismo ma soprattutto perchè i suoi cambi erano sempre giusti e quindi dimostrava di saper leggere le partita e sul mercato non comprava così, giocatori a casaccio..le trovate tipo Prohaska invece di Platini mica erano sue..erano della società Inter… sempre quella, come quella di oggi, inaffidabile e senza un linea precisa …che fa quasi 6 milioni d’ incasso per una partita ma che ha sempre le pezze al culo…

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    1. A

      Carlo Muraro detto “Jair bianco”, ci fa sapere la sempre puntuale wikipedia

      un po’ meno puntuale quando c’è da sapere da chi però, ne’ quanti bianchini aveva bevuto quella sera…

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  9. r

    No, non ricordo neanche il caso Falcao 😛

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    1. s

      pischello!

      Falcao preso dall’Inter, era già alla Roma, e lasciato dopo che Andreotti fece capire a Fraizzoli che il rinnovo di una sua fornitura statale dipendeva dal suo umore. umore che in caso di partenza del divino non sarebbe stato dei migliori.

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      1. dopo che fraizzoli aveva telefonato a viola per informarlo del passaggio di falcao all’inter
        che poi fu la stessa cosa di quando totti firmò per il milan

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  10. T

    del mancato arrivo di platini all’inter ricordo di aver letto tempo fa questo, e magari è una immane cazzata. la moglie di fraizzoli, fissata con i tarocchi, dopo aver fatto le carte al francese che era andato a milano per fare il contratto, convinse il marito a non firmare il contratto. qualcuno può confermare se sia vero o è una cazzata? certo a pensare che il più grande mai visto dal sottoscritto in italia dopo el diez, non sia andato all’inter per delle carte, fa sinceramente ridere.

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    1. A

      credo che sia leggenda.

      molto più prosaicamente credo che, come con Falcao, un appalto alla mensa della FIAT valesse più di qualunque calciatore…

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      1. Era Pellegrini quello delle mense e arrivo dopo questi casi

        Ma non si può vietare a chi è nato prima del 76 di intervenire in questi post 🙂

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        1. A

          mi ritiro di buon grado con le pive nel sacco!

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        2. s

          se mai a chi è nato dopo 😉

          Platini non venne, versione ufficiale, perchè Beltrami capì fischi per fiaschi e sbagliò il luogo dell’appuntamento per chiudere. Non ci ho mai creduto. Credo che più prosaicamente l’Avvocato abbia fatto come il divo giulio.

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          1. P

            Platini definito dal Berse “sedere da sposa e piedi piatti” quando fu portato a visitare Appiano da Mazzola, narra anche un’altra leggenda dell’epoca.

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    2. R

      Quello era Pellegrini, il giocatore scartato fu Balbo, che sarebbe stato perfetto in accoppiata con Bergkamp.

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  11. Spike è vero dopo
    Il rischio che si corre e che scrivano i dementi senili 🙂

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    1. s

      😀

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  12. r

    Menouno mi fa piacere che ti rode il culo che io non ho ancora quarant’anni e tu li hai superati da un pezzo…

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  13. t

    Quella Inter era da Inter (Budrieri cit.)

    Bellissimo l’aneddoto della Norvegia 😂

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  14. M

    Eppure non erano tutte rose e fiori nello spogliatoio di quell’Inter del sergente, se ci basiamo su questo pregnante dialogo tratto da un docufilm dell’epoca:
    “Senti una roba, ma come mai il Beccalossi è andato in polemica col mister?”
    “Eh, perché gli ha detto mister del cazzo, no?”

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  15. M

    Agevoliamo
    http://m.youtube.com/watch?v=ZY-FXMCvsoM
    Al minuto 2:30

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  16. K

    “Ma davvero all’epoca c’erano così tante squadre più forti nel campionato italiano?!”

    Boh, per me all’epoca c’era una situazione molto simile ad ora; la Juve era almeno una spanna e mezza sopra le altre ma grazie al cagasottismo del Trap e alla testa alla Coppa Campioni (sì, lo so, ora mi arriveranno le pernacchie dei non juventini ma per Boniperti la coppa delle grandi orecchie è stata un’ossessione…) circa un campionato su due poteva essere conquistato da qualche altra (ottima) squadra; considerato che all’epoca si poteva ritoccare una squadra anno per anno e non si era costretti a fare ed a disfare riuscivano a spuntarla anche squadre ben allenate e di buona tecnica anche se inferiori alla Giuve; penso al Milan di Liedholm (che se leggi i nomi ti chiedi come caspita abbia fatto a vincere lo scudetto della stella), all’Inter di Bersellini, alla Roma dello stesso Liedholm ed al Verona di Bagnoli.

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  17. U

    “Boh, per me all’epoca c’era una situazione molto simile ad ora; la Juve era almeno una spanna e mezza sopra le altre”

    La juve era superiore ok,ma non cosi tanto come lo e ora.
    Adesso la cosa imbarazzante e la differenza tra le prime e le altre. Adesso se giochi al 50% vinci lo stesso con almeno 12-13 squadre.
    Una volta andavi ad avellino o ad ascoli e dovevi metterti di impegno. Lasciavi molti punti in giro se non stavi attento.

    C’erano squadre di 11 titolari …2 riserve principali e il resto mancia. Questo valeva per tutti e la qualita era piu diffusa.

    Oggi la giuve lascia in panchina benatia emre can cuadrado douglas costa per dirne 4.

    E,qua concordo con krug,le squadre venivano costruite anno per anno : nello speciale su falcao ricordava come le basi per lo scudetto vennero gettate il primo anno in cui arrivo,poi piano piano la squadra venne puntellata fino ad arrivare dove e arrivata.
    Questo valeva per la roma…per il toro…per l’inter…in parte la fiorentina. Idem il verona che promosso nel 81-82 fece subito un bel campionato,calo l’anno dopo perdendo la finale di coppa italia con la giuve …puntello la squadra fino all’acquisto di briegel ed elkjaer.

    Altri tempi purtoppo

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    1. K

      “La juve era superiore ok,ma non cosi tanto come lo e ora.
      Adesso la cosa imbarazzante e la differenza tra le prime e le altre. Adesso se giochi al 50% vinci lo stesso con almeno 12-13 squadre.
      Una volta andavi ad avellino o ad ascoli e dovevi metterti di impegno. Lasciavi molti punti in giro se non stavi attento.”

      Io parlavo della differenza fra la juve e le rivali nella corsa scudetto; indubbiamente a suo tempo, e concordo quindi pienamente con Gobbo, ad Avellino, Ascoli, Pisa, Cremona non andavi a passeggiare come succede oggi con almeno metà delle squadre del campionato.

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  18. U

    Krug
    Tra la juve e il napoli di ora per me c’e piu differenza tra la juve di allora e la roma o la fiorentina di quel tempo per dire 2 squadre con cui ci siamo giocati lo scudetto in quegli anni

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  19. D

    Ragazzi, ma siete sicuri che il caso Falcao fu quando era già alla Roma?! Io ricordo che risaliva a prima ancora, con la Roma che lo stava trattando e l’Inter la superò a destra. Di qui la telefonata di Andreotti (sapete che mestiere faceva Fraizzoli?). Boh…
    Il caso Platini è più prosaico, la storia della moglie di Fraizzoli fissata coi tarocchi è vera come quella dell’appuntamento mancato “après la gare” (cit.) ma una trattativa non salta per ste cazzate, siamo seri. Più semplicemente l’Inter bloccò Platini perché girava voce sull’apertura agli stranieri che però tardava ad arrivare per cui non se ne fece nulla. Platini si impegnò col Saint Etienne e l’Inter all’apertura dello straniero andò su altri nomi. Poi il francese trovò col S.Etienne l’accordo per partire di fronte all’occasione della vita e ricontattò l’Inter che però tentennava su Platini perché di nuovo aveva già bloccato uno straniero e la FIGC non si decideva ad aprire al secondo straniero, quindi tirò un po’ per le lunghe finché perse il treno (un po’ come per Cruz col Milan o come successe alla Juve per Bergkamp…).
    Poi anche lì il complottismo ha condito il tutto con vari scenari, del tipo che l’Inter tentennava mentre la Juve andò decisa perché già sapeva in anteprima dell’apertura al secondo straniero, etc.

    Krug, per me quell’Inter e quella Roma erano superiori a quel Verona e soprattutto quel Milan…🤔

    Ricca, confermo: rosico di brutto! 😝

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    1. R

      Caso Falcao post scudetto, accordo trovato con Mazzola, poi il gobbo più dritto d’Italia con il conseuto stile tra il mellifluo e l’allusivo telefonò al Fraizza (ramo tessile) chiedendogli se forniva ancora divise all’Esercito. Ovviamente sfumò tutto in un battibaleno.

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  20. In un calcio autarchico la Juventus era in proporzione molto più forte rispetto alla Juventus di oggi, figlia anche dell’incompetenza altrui e di alcune situazioni societarie: aveva quasi tutti i giocatori titolari della Nazionale e non si potevano prendere stranieri, cosa volere di più? Solo la scarsezza di Trapattoni riusciva a rimescolare ogni tanto le carte. Ma quell’Inter 1979-80 non era come somma dei singoli valori superiore alla Roma e al Torino, forse nemmeno al Milan.

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    1. D

      No, dai, il Milan era proprio scarso…..poi per me la Roma era bella forte, più del Toro, anche se temo di confondermi con l’anno dello scudetto….ci vorrebbe un wikipediano che mi postasse tutte le formazioni…
      La penso come Gobbo, oggi la Juve corre da sola mentre allora la vittoria se la doveva andare a prendere…

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  21. U

    “Erano superiori a quel Verona”

    Concordo. Quel verona vinse,meritatamente, approfittando di una situazione particolare.
    La giuve punto decisa sulla coppa campioni e all’inizio pago una serie di infortuni.
    La roma pago il cambio liedholm-eriksson ,l’addio di di bartolomei e l’infortunio di falcao.
    Rummenigge gioco poco ,maradona era appena arrivato a napoli,la fiorentina si affloscio anche perche non seppe inserire socrates.
    Fu il Torino di junior a tenere testa piu a lungo al verona.

    Per cui..caro meno uno te avrai piu di 40 anni ,ma ricca un campionato cosi non se lo ricorda per cui spernacchialo pure

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  22. K

    “Tra la juve e il napoli di ora per me c’e piu differenza tra la juve di allora e la roma o la fiorentina di quel tempo per dire 2 squadre con cui ci siamo giocati lo scudetto in quegli anni”

    Oddio, può essere, siamo nel campo delle opinioni. Io sinceramente credo che questo Napoli possa dare gran fastidio ad una Juve con la testa alla Champions e se ci crede giocarsela fino in fondo; poi ovviamente lo scudetto lo vince la Juve o meglio lo perde Ancelotti… 😀

    “Krug, per me quell’Inter e quella Roma erano superiori a quel Verona e soprattutto quel Milan…🤔”

    Ri-boh, per me quella Roma era una signora squadra, il Milan una squadra piuttosto “povera” (ok, Baresi, Collovati, Rivera alla raschiatura del barile, buttaci pure Maldera, ma il resto?) con un grande allenatore, fra Inter e Verona non ci vedo troppe differenze di qualità ma magari ricordo male io.

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  23. U

    “aveva quasi tutti i giocatori titolari della Nazionale”

    Pero i non nazionali si chiamavano di bartolomei,maldera,vierchowood,pruzzo (voi giovanotti vi ricordate il vierchowood della samp..i vecchi come krug vi racconteranno il vierchowood 20enne)ecc…ecc…ecc.

    Juve piu forte,soprattutto quando poi arrivarono platini e boniek,ma non cosi tanto piu forte.

    E poi era anche un altro calcio ,dove ai difensori era concesso picchiare di piu,dove il pareggio era una mezza vittoria e dove il centravanti in area aveva uno attaccato al culo (adesso parasossalmente marchiamo a uomo il regista a 70 metri dalla porta e l’attaccante in area lo guardiamo a zona).
    La vittoria te la dovevi sudare di piu

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    1. D

      Esatto! Una cosa che non si considera di quegli anni è che stare fuori dalla nazionale non significava essere scarsi come oggi dove in nazionale arrivano cani e porci.
      Bastava stare nella squadra sbagliata, aver caratteristiche particolari, magari essere uno specialista della zona, etc. e subivi l’ostracismo accademici azzurro. Pecci, Ancelotti, Pruzzo, Di Bartolomei ecc. erano inferiori a Marini, Tardelli, Rossi, Furino ecc.?! Per me assolutamente no…

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  24. s

    Nel giochino proposito da Stefano il Verona non c’è perché successivo all’Inter di betsellini . Toro viola Roma non erano molto inferiori a quell’inter. Tutti erano dietro ai gobbi ma ,a mio avviso, non c’era l’abisso che c’è ora.

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  25. L

    Gobbo i tuoi endorsement alla forza di questa Juventus mi stupiscono sempre più (ma magari stai semplicemente dicendo che il Napoli è scarsissimo e l’Inter inguardabile,un altro modo di vedere le cose), ma esattamente cancello Sandro e Manzu a parte (e forse costa e Betancourt) chi ti piace di questa Juve? No perché è sempre quella che schiera Bonucci Chiellini khedira Dybala cronaldo….

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  26. L

    Capirei insomma stessimo parlando della prima Juve caprina, dove facevi fatica a trovare un giocatore che non ti piaceva,ma questa…

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  27. L

    Premetto che per me la Juve è una delle tre favorite per la Champions ed ha giocatori fortissimi.

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  28. U

    Leo

    Sei serio o devo mandarti affanculo senza nemmeno risponderti?

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    1. L

      Accetto l’antifona (un po’come Sergio Ramos nella finale col Liverpool) e mi ritiro immediatamente a tifare Napoli per stasera. Tra l’altro sognando il ritorno di Cavani

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  29. A

    il discorso dei tutti nazionali va preso con le molle, all’epoca c’era una formazione titolare e giocavano solo quelli, non come oggi che appena uno fa un mese buono (e a volte manco quello) lo chiamano tanto per vedere come va
    il divario quindi non era come oggi che la Juve ha davvero lottato con qualcuno solo il primo anno e poi ha sempre e solo sfidato sè stessa, un anno vincendo con Giovinco titolare, un anno con Zaza quasi titolare, un anno dopo aver venduto 3-4 big tutti insieme, un anno a fare il record di punti, un anno regala Bonucci a un’altra squadra e manco ce ne si è accorti
    che anche se non avesse vinto c’erano appunto solo Roma o Napoli ad approfittarne, allora invece vinsero il Milan, l’Inter, la Roma, il Verona, ci arrivarono vicini la Fiorentina e il Torino, ad alto livello c’era sicuramente più sfida di oggi, ma nettamente proprio

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  30. K

    Ah guarda io sono talmente tanto vecchio che posso dire di aver visto Boninsegna in maglia bianconera e mi viene uno sturbo se penso che Boninsegna ha collezionato 22 presenze in Nazionale ed Eder 26…

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  31. U

    Per dire…zaccarelli mi pare che dopo argentina 78 non gioco piu in nazionale (non ricordo se c’era a euro 80).

    Pero ando avanti a giocare fino a meta anni 80 reinventandosi come libero e giocando ottimi campionati.

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    1. zaccarelli…detto dalla curva granata Profumo

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      1. R

        Claudio Sala…detto dallo spogliatoio granata banana. E non per i cross…

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  32. U

    Leo
    Ah ho capito..volevi fare il cretino come al solito
    Meno male che ho chiesto e mi sono risparmiato un vaffanculo.

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  33. A

    poi dai, una volta le riserve erano Briaschi, Vignola e Marocchino, in questi anni c’è stata una sfida di coppa Italia dove la panchina della Juve valeva quasi il Napoli titolare

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    1. A

      esatto. tra questo avere praticamente due squadre (mentre il napoli solo 11) e i 3 punti a vittoria (che portano molte piccole ad impegnarsi a settimane alterne, quasi facendo due campionati: uno tra le pericolanti e il tana libera tutti contro le grandi) ha portato al fatto che negli ultimi 18 anni solo 3 squadre hanno vinto lo scudetto e che quando una sale sul trono non scende più se non di propria iniziativa per consunzione (Inter nel 2011 giocando contro Benitez per 6 mesi e Milan praticamente l’anno dopo).

      L’anno scorso, per esempio, il Napoli non perse lo scudetto in primavera (quando lo perse solo matematicamente), ma paradossalmente nei 3 mesi in cui andò a tutta facendo tipo 10 vittorie consecutive ma non riuscendo a prendere nemmeno una partita di vantaggio sulla juve.

      In altri tempi si sarebbe ritrovata con almeno 5-6 punti di vantaggio, cosa che le avrebbe consentito di gestire con più calma e meno fiato sul collo il rush finale (un po’ come la Roma scudettata di Capello che finì col fiatone ma grazie al vantaggio accumulato rischiò relativamente il giusto)

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      1. D

        Come sempre le squadre di Capello, eh ma stiamo preparando lo sprint primaverile per la finale di Champions…

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  34. R

    Platini ufficialmente scartato per problemi fisici a frontiere ancora chiuse (per poco), così ripiegarono su Prohaska…l’avvocato arrivò ben dopo, infatti il francese prese il posto di Brady.

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  35. R

    Effettivamente non una grande concorrenza in quella stagione, il Milan post scudetto abbandonato da Rivera e Liedholm implose letteralmente, la Roma era al primo anno col Barone, Radix era reduce dal famigerato incidente di Andora, la Juve a un certo punto scivolò in zone perigliose, ricordo quaterne prese non solo dall’Inter ma persino dall’Ascoli, da lì la necessità di concordare un comodo pareggiotto a Bologna. Fortuna loro che Cruciani non depose…

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  36. Direttore durissimo col Trap , che è vero dormi nei due anni in cui vinsero Milan e Inter , però secondo me raschio più del fondo del barile nei campionati vinti (aiutati) contro Roma e Fiorentina che le erano nella contingenza superiori (il trap giocava con Virdis galderisi marocchino davanti un anno se non erro)
    Bilancio in pari per me

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    1. L

      Leonto giusto ricordare il meglio secondi che ladri

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    2. D

      Virdis e Galderisi che hanno vinto scudetti altrove…

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      1. Dandy
        La storia gli ha reso giustizia infatti però al tempo virdis era in piena saudade e galderisi veniva visto come un fenomeno da circo dai
        Infatti la Juve li sbologno entrambi

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