Intellivision, il grande ritorno della semplicità

La nostra console di videogiochi preferita è stata il Sega Mega Drive, come abbiamo scritto in uno dei nostri coraggiosi articoli di denuncia, ma sentimentalmente siamo legati anche all’Intellivision che all’inizio degli anni Ottanta ha allietato molte adolescenze di un mondo protetto. Veniamo al punto: fra poco più di un mese, il 20 ottobre, alla Portland Retro Gaming Expo il nuovo Intellivision sarà presentato da Tommy Tallarico. Certo non stiamo parlando delle masse dell’iPhone e certo Tallarico non è Tim Cook, ma la nuova-vecchia console desta comunque molta curiosità fra noi appassionati di retrogaming.

Probabile che lo chassis richiami quello del vecchio Intellivision prodotto dalla Mattel dal 1979, arrivato in Italia nel 1982 e che consumammo a forza di NASL Soccer, Frogger e Donkey Kong, mentre già annunciato che il nuovo controller sarà moderno ma semplice come l’originale. Probabile che rimanga la storica rotella, per qualcuno ispiratrice di quella dell’iPod (del resto Steve Jobs ha sempre rielaborato idee di altri). A Portland, mentre noi saremo impegnati con argomenti futili come la prima crisi del Chelsea di Sarri o l’esonero di Simone Inzaghi, ci sarà anche un dibattito con i vecchi programmatori Intellivision e con i principali esponenti di quel mondo vettoriale che non è da rimpiangere (noi siamo arrivati fino alla PS3, prima di dire basta all’ingiocabilità) ma che era e rimane intuitivo per chi a un gioco chiede solo di essere un gioco, senza per forza che ci trasformi in in qualcun altro.

Tornando al nuovo Intellivision, Tallarico da un lato gioca sull’operazione nostalgia, del resto il retrogaming questo è, ma dall’altro prova anche a cogliere lo spirito del tempo, che è un po’ quello di una lenta fuga dalle console per tornare a giochi magari sofisticatissimi, però con comandi e obbiettivi semplici. Il vero concorrente, secondo noi, non sono quindi PS4 e Xbox, ma gli emulatori degli stessi giochi Intellivision scaricabili su tablet e normali computer, per non dire dei giochini da smartphone. La vera domanda: chi ha realmente voglia di mettersi a collegare una console vintage al televisore? Forse più persone di quante si creda.

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7 commenti

  1. P

    …per chi ci ha giocato la voglia di collegare alla TV qualcosa di retro c’è eccome… giocabilità, rapidità, assenza di un master in fisica nucleare per giocare, come già detto proprio come ai vecchi tempi fascino della perdita delle 200 lire escluso purtroppo… date un occhio a questa che è una meraviglia… http://www.syntonia.org/cruel/

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  2. t

    La mia console preferita è quella che aveva il mio gioco preferito, Street Fighter. Grande console il Super Nintendo. Cmq mi viene in mente un episodio della mia adolescenza. Un amico si era inscritto a una competizione di video giochi e il gioco era Fifa. Io non giocavo già più a quei tempi, l’appassionato era rimasto lui. Questo amico non poteva più andarci e obbligò me a partecipare… il premio era una Play Station che noi avremmo dovuto mettere in palio a una gara di freestyle, perché facevamo rap e avevamo organizzato un concerto che si svolgeva qualche settimana dopo. Fatto sta che partecipai al suo posto e vinsi… Finii sul giornalino con la mia faccia e il suo nome… Ricordo che in quell’occasione incontrai anche un amico di famiglia di quel mio amico, e pensava che fossi io veramente… “Come sta tua sorella?” Bene, bene…

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  3. D

    Quindi il tuo amico aveva la sorella gnocca…

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  4. t

    Era già andata a vivere da sola, l’avremo vista una o due volte di sfuggita. Bella era la mamma, sembrava Talia Shire, l’Adriana di Rocky, ma ancora più bella. C’era una foto da giovane su un muro che dicevamo sempre al papà “ma come avevi fatto a conquistarla?”

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  5. D

    È già un indizio…

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  6. A

    La sfida era con il VCS della Atari, vero dominatore del mercato fino alla grande crisi dei videogiochi. L’Intellivision aveva dalla sua una grafica migliore ma un catalogo più ridotto il che non significava però inferiore come qualità, con punti di forza come le simulazioni sportive per l’epoca veramente realistiche. Il modo di pensare era diverso così come i ritmi e la capacità di immaginare qualcosa. Esisteva una distinzione netta tra reale e virtuale. Oggi i ragazzi quando guardano una vera partita di calcio si aspettano che sia come un match di Fifa e in campo si comportano come se qualcuno premesse i pulsanti…

    In ogni caso di recente hanno lanciato il nuovo Atari VCS e pare che stia andando a ruba…

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