Valentino Rossi alla scoperta del calcio maleducato

26 Settembre 2003 di Erminio Ottone

di Erminio Ottone
Il grande campione di motociclismo era ansioso di conoscere un giocatore famoso, ma la sua cordialità non è stata ricambiata. Cose che capitano nella simpatica cittadella del (non) divertimento…

Milano scatenata (si fa per dire). Feste da tutte le parti. L’Inter che incide un disco e si catapulta in massa al Casablanca di Corso Como, Vieri e Maldini che presentano al Light la loro linea di abbigliamento. Sono sempre loro a farla da padroni: i calciatori. E dopo i loro ‘impegni’ mondani, alcuni tornano a casa, altri rimangono in zona per passare qualche ora in mezzo al loro stuolo di giornalisti adulanti, amici tirapiedi, gnocche interessate. Vieri passa il mercoledì notte alla serata Pervert dell’Hollywood (tranquilli interisti: alle 2 se ne era già andato a casa), in compagnìa di Yuri Chechi e Paola Barale. Ma nella serata del giovedì spicca un unico personaggio positivo, unica voce fuori dal coro in mezzo agli ‘sboroni’ del calcio: Valentino Rossi. Romagnolo, simpatico, non montato; aria da ragazzino, niente camicia con collettoni rigidi a strisce o a quadretti (tipicamente milanese)… Jeans, maglietta e visiera sulla fronte (ovviamente sponsorizzata, ma simpatica). Un pesce fuor d’acqua tra light e toqueville. Grazie a lui, e ad un episodio curioso, capiamo la differenza di statura che ci può essere tra un campione montato ed uno non montato. Vale arriva a Milano in macchina insieme ad un amico. Si dice desideroso di conoscere un grande giocatore (sta a voi indovinare chi). Lo vede, glielo presentano, i suoi occhi si illuminano… Ma a quel punto, il calciatore stringe mollemente la mano di Rossi, nemmeno lo guarda e se ne va. Notare: Rossi è stato 4 volte campione del mondo, il grande giocatore non ha vinto quasi niente. Vale non ci rimane molto bene, ma essendo più intelligente del suo interlocutore ci ride su e si unisce al resto della festa. Non sappiamo se il buon Valentino Rossi si sia divertito. Sappiamo però che ad un certo punto se ne è andato, perché il suo amico il mattino successivo si sarebbe alzato presto… Lui? Lui aveva tutto il tempo per spendere la notte e alzarsi la sera seguente, ma tant’è: un amico non si lascia mai da solo. Bravo Rossi! Pollice verso, ancora una volta, per i protagonisti del pallone. Grandi figure sul prato verde, piccole sagome nel buio della notte milanese. Poco dopo, al Toqueville, spiccava un noto dirigente calcistico alle prese con avvenenti avventrici… Potremmo dire che a una certa età non si fa più il tacchino con ragazze e ragazzine; ma siccome metteremmo la firma per fare ancora il tacchino a quell’età, evitiamo ogni morale. A presto!

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