Uruguay

10 Giugno 2010 di Stefano Olivari

di Stefano Olivari
Con l’Uruguay il primo rischio è quello di riproporre sbobba del passato, copiata dallo ‘Speciale Mondiali’ di quattro anni prima perchè tanto in una fase finale la Celeste non combina qualcosa di buono dal 1970.
Dal passato sembrano venire Oscar Washington Tabarez, c.t. anche a Italia Novanta (eliminazione agli ottavi per opera degli azzurri di Vicini, forse l’ultima nazionale capace di unire tutti gli italiani), i mille agganci storici che in un paese piccolo riescono più facili (tipo Forlan padre a Germania 1974) o lo stesso schema di gioco: un 3-5-2 che nella versione pura (quella ‘tedesca’) sono ormai in pochi a proporre. Il presente dice che questa squadra non parte battuta e che fare gioco contro il suo centrocampo, guidato dal napoletano Gargano e con altra gente interessante (Lodeiro, che ha debuttato nel play-off contro il Costarica e l’anno scorso era capitano nel Mondiale Under 20, ha molte qualità) sarà difficile. Nel luogo comune dell’uruguagio grintoso rientra forse solo Diego Perez, mentre in attacco la coppia Forlan-Cavani se la sognerebbero tante nazionali sedicenti da titolo. Ma Cavani è probabile rimanga in panchina perchè nella considerazione di Tabarez è superato dall’altro uomo Ajax della rosa oltre al già citato Lodeiro: c’è infatti chi scommette su Luis Suarez capocannoniere del torneo 150. Secondo noi non è un pazzo.

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