Uno su dieci ce la fa

1 Marzo 2011 di Libeccio

di Libeccio
Il rigore dello scudetto, Ibrahimovic come Sneijder, la prudenza di Leonardo, Sneijder normale, la novità di Pescante e gli Agnelli da cambiare.

1. Il Milan vince nettamente lo scontro diretto con il Napoli pur godendo di un rigore che 9 arbitri su 10 non avrebbero concesso. Quiesto non toglie che la differenza fra le due squadre sia sembrata netta, con quella di Mazzarri incapace di produrre gioco. A questo punto lo scontro diventa tutto Milan-Inter, più a livello psicologico che aritmetico. Almeno per un mese, fino al derby, si potrà parlare di qualcosa di diverso dal calciomercato e dai fantomatici ‘progetti’.
2. Dopo Sneijder anche Ibrahimovic dichiara che per Josè Mourinho avrebbe ucciso, più o meno metaforicamente. In passato in casi del genere si diceva al massimo: “Per lui mi sarei gettato nel fuoco”. Oggi invece si è passati al più tragico e violento dei proclami. Anche questo un segno dei tempi? Resta comunque valido il concetto: in un calcio dove tutti sanno tutto, un grande motivatore vale più di un professorino.
3. Il sesto scudetto consecutivo dell’Inter non sembra probabile, ancor meno lo è il passaggio ai quarti di Champions
anche se un’andata con il Bayern che sarebbe potuta finire 4 a 4 rende valida qualsiasi previsione. Troppo prudente Leonardo, che visti i segnali di risveglio di Pandev avrebbe potuto inventarsi qualcosa di meglio di una squadra piena di centrocampisti. E’ il classico senno di poi, ma del resto non si possono giudicare partite che non si sono ancora giocate.
4. Sempre sull’Inter, sarebbe il caso di dire che con Mourinho ogni giocatore rendeva per tre, mentre lui partito ce ne sono alcuni che non rendono neanche per uno.
Uno di questi è Sneijder, che da troppo tempo è tornato ad essere un giocatore normale che raramente sposta le sorti di una partita: vale anche dopo il gol alla Sampdoria. E l’Inter in quella zona di campo è tornata ad essere scarsa e largamente prevedibile. Si aggiunga anche che Cambiasso quest’anno non è mai stato il grande giocatore conosciuto in passato ed in particolare l’anno scorso. Questioni di forma, affaticamento, il passare degli anni ed anche le motivazioni che scemano. La società dovrebbe cominciare a programmare il ricambio, se non vuole rischiare un crollo improvviso e d’insieme. In un campionato scadente come il nostro bisogna impegnarsi per non arrivare nelle prime tre, ma la stagione scorsa ha alzato (forse troppo) il livello delle ambizioni.
5. Per il comitato riguardante la candidatura olimpica di Roma nel 2020 dopo le defezioni di Montezemolo e Veltroni è stato scelto un nome nuovissimo e anche non poco originale. Segno che i tempi mutano, che vi è ricambio nella classe dirigente sportiva di questo paese e che i giovani possono anche coltivare ambizioni di crescita perché le occasioni non mancano. Il candidato che si è affrettato ad accettare è lo sconosciuto Mario Pescante. Tranne l’inesperienza, ne dicono tutti un gran bene.
6. La Juve perde incredibilmente in casa con il Bologna (sfregiando il richiamo di Andrea Agnelli a vincere tutte le gare rimanenti) e con l’ennesima sconfitta affiorano tutti gli errori, le inadeguatezze, l’incapacità a riconquistare non diciamo un profilo di leadership, ma almeno qualcosa che possa lontanamente ricordarlo. Eppure le hanno tentate tutte. A questo punto forse sarebbe il caso di provare a cambiare proprietà, che è l’unica cosa rimasta sempre uguale. In alternativa c’è il solito linciaggio dell’allenatore, che da parte sua sta facendo peggio di tutti i suoi predecessori.


Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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