Unicità di Maradona

10 Maggio 2011 di Libeccio

di Libeccio
La dimensione di Messi, gli scudetti secondo Capello, il ritorno del Berlusconi calcistico, la differenza fra Totti e Baggio, lo stile di Gattuso.

1. Abbiamo una certa difficoltà a capire se Lionel Messi sia un giocatore di calcio oppure un marziano arrivato da una galassia lontana. Gli anni passano, ormai sono sei che è ai massimi livelli mondiali, ma lui sembra sempre più forte e veloce: anche chi è abituato a seguire le partite del Barcellona riesce ogni volta a stupirsi. Inevitabile il paragone con Maradona, per ravvivare telecronache in cui si rischia di dire sempre le stesse cose sulla squadra di Guardiola e su Messi stesso. Con tutto il rispetto per Messi e i paragoni tecnici che ci fanno tutti sentire dalla parte del giusto, di non discutibile pensiamo ci sia la personalità. Quella di Maradona era e rimarrà insuperabile, vincere contro il mondo è diverso che essere un fenomeno nella squadra più forte.
2. E così giunse Don Fabio Capello, dall’alto della sua infinita sapienza, a dettare il verbo che finalmente fa luce su alcuni anni tristi e amari dell’italico calcio. Le vittorie dell’Inter di questi ultimi anni sono zero, considerato che “il primo scudetto degno di tal nome (dopo Calciopoli) è quello che sta vincendo il Milan”. Una fonte autorevole, davvero. Non era Capello alla guida della Juventus quando Calciopoli esplose? E non era sempre Capello che neanche erano stati elencati tutti i capi di imputazione che prese e scappò da Torino? E non era sempre Don Fabio che prima di planare a Torino era fuggito di notte da Roma dove aveva passato quasi tutto il suo tempo a dire che la Juve vinceva solo in un certo modo? Con questo metro, qualsiasi scudetto è privo di valore visto che se uno è più forte ci deve essere necessariamente qualcun altro di più debole che gli arrivi dietro in classifica.
3. Silvio Berlusconi vorrebbe che lo stadio di Milano fosse intitolato a suo nome. A parte che Berlusconi non è morto, crediamo che intendesse comunque uno stadio nuovo, in particolare il nuovo stadio del Milan. Se di questo si tratta, non vediamo problemi di alcun genere, considerato che lo stadio di proprietà ognuno lo titola come meglio crede, ma non è questo il punto. Erano anni che non esternava con così tanta frequenza in materia calcistica, forse perché mai come nel 2011 un punto percentuale in più o in meno può fare la differenza per il suo futuro politico e anche personale. 
4. Totti ha raggiunto e superato Baggio per numero di gol in campionato. Grandi complimenti da parte di tutti, compresi quelli di Baggio a Totti. Ma quello che vorremmo porre in maggiore evidenza è che non esistono al mondo due campioni più diversi di Totti e Baggio. Uniti soltanto dal numero di gol segnati e da null’altro. Poi per comdoità statistica e storica appiattiamo tutto: tutti grandi campioni, tutti grandi uomini. 
5 . A seguito dei festeggiamenti per il diciottesimo scudetto alcuni giocatori del Milan, in particolare Gattuso, si sono resi protagonisti di alcune espressioni odiose nei confronti di Leonardo (definito uomo di merda per il solo fatto di essersi comportato da professionista: non come quei centrocampisti sfiatati che si inventano offerte esotiche per spuntare l’ultimo contratto). Avevamo anticipato che qualcosa del genere poteva accadere e forse è anche comprensibile che accada (in quei frangenti). Che poi questa volta sia stata una singola persona a farne le spese è cosa che dispiace perché se lo sfottò (anche pesante) esce dalla genericità e identifica un nemico diventa un’altra cosa.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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