Una settimana da James Goldstein

1 Aprile 2009 di Stefano Olivari

Come nelle migliori tradizioni avevamo puntato sul cavallo sbagliato, cioé Pittsburgh, ammirati dal fisico di DeJuan Blair, dalla personalità di Levance Fields e dalla forma di Sam Young, gli inevitabili ‘big three’ della situazione (esisterà qualche squadra senza big three? Forse il CMB di coach Gurioli), ma va detto che le Final Four NCAA di Detroit hanno una composizione tutt’altro che imprevedibile. Nella notte italiana fra sabato e domenica Connecticut affronterà infatti Michigan State (a mezzanotte e pochi minuti) e North Carolina cercherà la finale contro Villanova (quando da noi saranno quasi le tre, diretta su Sky e su Espn America). Due numero uno, una numero due e una numero tre delle rispettive parti di tabellone, a riprova della bravura della commissione del Selection Sunday (che l’anno scorso aveva indicato come numero uno quelle che poi sarebbero state le quattro semifinaliste) e del sempre minor numero di sorprese in un college basketball dove nonostante l’ovvio ricambio dei giocatori è difficile scalfire gerarchie consolidate. La risposta al quesito di Nanni Moretti è che in prospettiva NBA, a parte qualche rara eccezione, si viene notati di più da comprimari a North Carolina che da protagonisti a Butler: con evidenti effetti sul reclutamento. Nei prossimi post qualche considerazione di dubbio interesse sulle quattro protagoniste, in una settimana in cui fra quarti di Eurolega (domani garaquattro fra Montepaschi e Pana, dopo il massacro di ieri sera), Final Eight di Eurocup a Torino (con la Benetton), serie A, LegaDue (sabato Varese potrebbe festeggiare la promozione, anche se non matematica), NBA quotidiana (e Sportitalia minaccia di mandare fra poco anche due partite di playoff al giorno), eccetera (nell’eccetera mettiamo il Cras Taranto nella finale di andata di Eurocup, domani sera), bisognerebbe fare gli spettatori di professione. Nella prossima vita saremo James Goldstein, l’incredibile (ma nemmeno tanto, avendo i soldi) appassionato professionista di ‘tutta’ la NBA e del basket in generale, in questa complice le notte ci limitiamo a guardare da lontanissimo tutto il guardabile.

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