Un pacco per Allegri

1 Settembre 2021 di Stefano Olivari

Un calciomercato senza soldi ha fatto sì che le sette migliori squadre della Serie A siano tutte indebolite rispetto alle loro versioni 2020-2021, però qualcuno si è indebolito più di altri ed ovviamente ci riferiamo alla Juventus post Paratici, che ha stradeluso Allegri. Consapevole, e contento, di essere il gestore dell’addio di Cristiano Ronaldo, ma che aveva chiesto un creatore di gioco anche bolso (di qui i tentativi per riprendersi Pjanic, contando su un Barcellona alla canna del gas) ed una punta emergente, facile dire Vlahovic. Invece ha avuto Locatelli, che almeno è stato un affare, ed uno decisamente sgradito come Kean, al quale avrebbe preferito anche un Icardi d’occasione.

2. Fra chi ha fatto un mercato credibile per i mezzi a disposizione, con qualche idea interessante, mettiamo l’Inter (cosa non facile essendo i cinesi oltre la canna del gas) ormai totalmente di Marotta e l’Atalanta anche se ha perso Romero, non male l’Empoli. Leggiamo grandi elogi al Milan, del resto il marketing giornalistico non l’hanno inventato oggi, che è stato zavorrato dai colossali errori fatti con Donnarumma e Calhanoglu (come valuterà Elliott dirigenti che hanno portato a 100 milioni di mancato guadagno?) e che rispetto all’anno scorso è più profondo, ma a livello di primi undici non migliore. Per i rossoneri tante storie (Messias) e scommesse (Pellegri non può essersi perso così) interessanti, con Giroud al posto giusto, ma non abbastanza per sognare lo scudetto.

3. Il Napoli è rimasto uguale, quindi forte, ma con situazioni contrattuali esplosive, mentre Roma e Lazio si sono nascoste dietro Mourinho e Sarri. La Fiorentina ha scommesso (bene) soldi veri su Nico Gonzalez, il Bologna vivacchia, mentre ha combinato poco il Torino (lo dice Juric, segnaliamolo a chi segue solo i media di Cairo), osceni Genoa e Verona, male la Sampdoria, lo Spezia è già da considerarsi in B: quest’anno come non mai è un peccato che a retrocedere siano solo in tre. E lo scudetto dei bilanci, il mitico scudetto dei bilanci che frega soltanto ai giornalisti economisti CEPU? Lo ha vinto l’Inter come le megacessioni di Lukaku e Hakimi, seconda l’Udinese dando via Musso e De Paul.

4. Da scommettitori ci piace scrivere le cose prima e banneremo chi sostiene che bisogna aspettare per giudicare (magari in base alla classifica finale?), quindi in questo momento pensiamo che le mosse al ribasso di Agnelli e Cherubini abbiano riavvicinato la Juventus all’Inter: per lo scudetto loro due ed un Napoli senza ammutinamenti, Milan e Atalanta per il quarto posto, Roma e Lazio in Europa e Conference League. In Serie B Spezia, Verona e Genoa.

5. Chi già a 28 anni aveva come obbiettivo quello di diventare presidente del CONI? Giovanni Malagò. Lo ha detto l’ex compagna, e madre delle sue figlie, Lucrezia Lante della Rovere al Corriere della Sera. E, chissà perché, le crediamo.

6. La risonanza del caso Banfi-Canà-Porca puttena-Moige-Timvision dice quanto L’Allenatore nel pallone sia entrato nella cultura popolare. Stiamo parlando di un film di Serie B, che nella sua epoca non ebbe successo né di critica (ovviamente) né di pubblico, cosa che con Banfi era una rarità. Però parlava del suo presente, per questo rimane interessante al di là di noi che facciamo di tutto un culto.

7. Ci dicono che il maestro Budrieri sia così schifato dall’ultimo mercato da non avere niente da dire di calcistico e del resto per lui l’ultima operazione davvero convincente dell’Inter è stata l’acquisto di Matteoli dalla Sampdoria. Fra l’altro l’ex colonna dell’ATM ha altro a cui pensare: pare che la Lamorgese lo abbia identificato come ideologo dei No Vax e No Green Pass, e che Budrieri attraverso proclami sul dark web abbia minacciato un giornalista dell’Intrepido ed una cronista di Lancio Story (versione incellofanata con polvere esterna ed interna). Vere o false che siano queste accuse, gli è stata sospesa la pensione e non potrà quindi abbonarsi a DAZN. Ma tanto lui ha già visto tutto.

(13.07 di mercoledì 1 settembre 2021, la rubrica forse continua domani)

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