Ultimi brividi

20 Agosto 2008 di Stefano Olivari

Uno dei pochi giorni per cui valga la pena di vivere arriva ogni quattro anni: è quello in cui si giocano tutti e quattro i quarti di finale del torneo maschile olimpico di basket. La massima espressione emotiva di questo sport, anche se poi nel quotidiano ognuno ha i suoi gusti. Fedeli allo streaming, che saltava solo ogni tanto, abbiamo riempito gli intervalli con le registrazioni di Bolt e delle batterie di 800 e 5000 (lutto per l’eliminazione di Craig Mottram e per l’assenza di italiani con il minimo), e non abbiamo perso quasi niente di partite che in tre casi su quattro hanno esaltato solo gli scommettitori: il consiglio dato ai fedeli era di giocare la casa su Spagna-Lituania-USA, e poi astenersi da Argentina-Grecia tifando onestamente perché non fosse l’ultimo urrah dell’Albiceleste di Ginobili. Inutile fare la cronaca di partite che magari avete visto, nei primi tre casi uscite al piccolo trotto e nel quarto una esaltante battaglia in bilico fino all’ultimo tiro di Spanoulis, cronaca che comunque è disponibile ovunque. Insopportabile l’atmosfera da sala operatoria in cui si è giocata addirittura anche Lituania-Cina. E’ un po’ un difetto di queste grandi manifestazioni, quello di partite di livello clamoroso come Argentina-Grecia che si giocano in un contesto freddo ed in questo caso anche magari di gente che si è ritrovata in mano il biglietto nel quadro di uno dei tanti pacchetti deluxe da 15mila euro (5mila solo per il viaggio e gli spostamenti a Pechino) e oltre che nella prossima vita potremo permetterci. Venerdì alle 14 ora italiana le semifinali: Spagna-Lituania, ore 16 e 15 USA-Argentina. Fra quattro giorni non avremo più questi brividi: la malinconia avanza, ma ci penseremo a suo tempo.
Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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