Tuttologia canaglia

18 Agosto 2008 di Stefano Olivari

Pur apprezzando quasi tutti gli sport, parliamo sempre di quei pochi che seguiamo al di fuori dei sedici giorni olimpici: basket, atletica, calcio, tennis, ciclismo. Sarà un limite, ma crediamo che non si possa spiegare una partita di pallanuoto se si guardano dieci partite di pallanuoto (per citare una disciplina stupenda ma di cui si riescono a seguire solo i grandi eventi) all’anno. Ascoltando Italo Cucci che su RaiDue analizzava il metro arbitrale usato per Coppolino negli anelli, ovviamente con i giudici che hanno penalizzato l’italiano (forse in questo caso è vero, stando agli esperti), la nostra convinzione di inadeguatezza si è rafforzata. Anche perché vale soprattutto per gli sport che in teoria seguiamo: non si può conoscere tutto, il cultore di quella particolare squadra o di quel particolare campione sulla sua materia ne saprà sempre più di noi. E allora? Allora ne abbiamo abbastanza della tuttologia opinionistica dilagante ovunque, a cui diamo oltretutto il nostro contributo perchè si sa, le opinioni costano meno fatica e denaro (sul web non si guadagna niente, come è noto) di un servizio basato su esperienze concrete. Ma del resto l’iperspecialista (non che sia un problema della RAI, di solito) ha un’ottusità e una coscienza di far parte della parrocchietta da renderlo in breve saccente ed insopportabile. Insomma, si sbaglia sempre.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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