Tutto esaurito anche per i disabili

2 Settembre 2008 di Stefano Olivari

Siamo reduci dall’ascolto del decimo commento sul trasferimento di Milito al Genoa con spettacolare consegna del contratto in extremis e siamo soprattutto in piena crisi di astinenza da Giochi, tanto che leggiamo con discreto interesse anche gli articoli di avvicinamento ai Paralimpici per i quali Pechino userà sostanzialmente le stesse strutture (Nido d’Uccello, Cubo d’Acqua, eccetera) e la stessa organizzazione della manifestazione originale: del resto gli atleti, circa 4mila, quasi la metà di quelli dell’Olimpiade, per non parlare di accompagnatori o giù di lì. Tutto perfetto, come fino a qualche giorno fa è stato sottolineato fino allo sfinimento da inviati in piena sindrome di Stoccolma, prigionieri di divieti che non avrebbero accettato a Birmingham o a Marsiglia, che hanno scambiato l’efficienza con l’autoritarismo totalitario. I famosi treni che arrivano in orario, con le hostess sorridenti e la gente inevitabilmente ‘dignitosa’ (altro che quei debosciati in giro a Roma o Milano), contrapposti a paesi in declino pieni di ignoranti che si oppongono a tutto, dalla TAV ai rigassificatori. Grande efficienza cinese, dunque. Anche troppo, se è vero come è vero che tre quarti del milione e 650mila biglietti sono stati già venduti. Saremo sgradevoli, ma se la maggior parte dei tornei per normodotati (tolti i soliti calcio, basket, atletica, e giornate particolari degli altri sport) si sono disputati quasi sempre davanti a tribune semivuote, come è possibile che lo sport per disabili abbia acceso questo entusiasmo nel popolo cinese? Qui siamo oltre i biglietti omaggio, che sicuramente saranno stati prodotti a centinaia di migliaia, qui siamo in piena zona figuranti. Quegli stessi che ‘volontariamente’ ed imparzialmente (nel senso che avevano ordine di sembrare a seconda della situazione bulgari, italiani, peruviani, piuttosto che cinesi quali erano) erano lungo il percorso della marcia o della prova ciclistica su strada, per non dire il tiro a volo o il beach volley. Questa è spazzatura: per due settimane ha fatto funzionare il giochino che ci fa sognare, adesso farà funzionare un’iniziativa di cui non si può parlare male, ma spazzatura rimane.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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