Torri di guardia

12 Ottobre 2010 di Libeccio

di Libeccio
L’antidoping impotente,  l’amichevole senza senso, la normalità di Cassano e la parente di Materazzi.


1. Le dichiarazioni di Ettore Torri sul doping, nonostante la bufera che hanno suscitato, ai più sono sembrate scontate. Siccome tutti si dopano è giocoforza arrivare al punto di riconoscere a tutti la possibilità di farlo. Quindi secondo Torri se il doping non fosse dannoso per la salute degli atleti una soluzione possibile, per non configurare “ingiustizie” e disparità di trattamento, sarebbe la legalizzazione dell’abuso di farmaci. Ora, facendo i necessari distinguo, è come se essendo noto che in politica moltissimi rubano tanto varrebbe riconoscere a tutti i politici questa opportunità senza che poi abbiano a scattare sanzioni. Oppure, saltando di palo in frasca, sapendo che molti adulterano i prodotti alimentari, tanto varrebbe riconoscere a tutte le aziende alimentari la possibilità di frode senza sanzioni. Avremmo capito le dichiarazioni di Torri se le avesse fatte l’uomo della strada o un opinionista qualunque, magari in vena di provocazioni. E’ inaccettabile che questo ragionamento venga invece effettuato dal Capo della Procura Antidoping del Coni che il doping deve solo combatterlo per funzione e stipendio, magari con sanzioni talmente dure da scoraggiare qualsiasi ricorso alle sostanze proibite. A questo punto sarebbero opportune le dimissioni di Torri. Se è stanco se ne vada in pensione, lui che può farlo.

2. Discutibile l’ipotesi adombrata da Prandelli di organizzare una partita amichevole della Nazionale per far giocare “insieme” Totti e Cassano. La nazionale è cosa seria e quando il suo nome viene utilizzato dovrebbe essere per ragioni di elevato significato generale. Nulla contro Totti e Cassano, ma veramente difficile comprendere il razionale di tale iniziativa. Quando ha dovuto gestirsi, per motivi di età e infortuni, Totti ha privilegiato la Roma. Scelta legittima, ma perchè la Nazionale dovrebbe onorarlo? Cassano invece è appena tornato in azzurro dopo un purgatorio durato qualche anno (tutta la fase Lippi) e con molti distinguo circa i suoi comportamenti: come se fosse un miracolo che un ventottenne si comportasse in maniera diversa da un diciottenne. L’iniziativa dell’amichevole in ogni caso rimane completamente incomprensibile. A quando un’amichevole per festeggiare Gattuso (ci starebbe, eccome) e Nesta il cui addio alla Nazionale ha motivazioni simili a quelle di Totti?

3. A proposito di Cassano, nonostante l’esaltazione mediatica ci sembra però che abbia subito una involuzione tecnica che ne ha di molto ridotto gli effetti sul campo. Per mesi e mesi (soprattutto prima del mondiale del Sudafrica) è stata montata una campagna tesa a riportarlo in Nazionale nonostante Lippi lo vedesse come il fumo agli occhi. Passato Lippi e arrivato al comando Prandelli, Cassano è stato dai più presentato come uno che arrivava per fare sfracelli e polvere di ogni avversario. La realtà lo sta proponendo come un giocatore di sicura classe ma che non cambia mai le sorti di una partita di alto livello. Insomma, al Cassano normale fuori del campo fa da perfetto contraltare quello normale in mezzo al campo.

4. La stessa notizia viene data con tre versioni diverse. Voi direte che non c’è da scandalizzarsi. Noi invece riteniamo, da non giornalisti quali siamo, che i professionisti dovrebbero controllare le fonti.  Su un giornale apprendiamo che la nonna di Marco Materazzi sarebbe stata aggredita brutalmente a scopo di rapina. Su un altro giornale la nonna diventa zia e la rapina viene raccontata con toni soft. Su un terzo giornale la rapina torna ad essere con serie conseguenze traumatiche per le percosse subite, ma la vittima sarebbe una pro-zia del difensore dell’Inter. Nelle pagine economiche o politiche di quegli stessi giornali ci sarà la stessa approssimazione? La risposta è sì.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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