Tifosi dell’attentato

8 Agosto 2008 di Stefano Olivari

Con tutto il male che si può dire della Cina, orrendo ibrido fra comunismo totalitario e capitalismo schiavizzante, siamo felici ed eccitati per i Giochi che stanno per iniziare. Sapendo già in anticipo che è impossibile comprimere in sedici giorni il meglio di praticamente qualsiasi disciplina, perché a ben vedere l’assurdità della manifestazione è proprio questa: il non dare la giusta vetrina a discipline che solo ogni quattro anni la potrebbero avere. Perché non diluire il programma, allungandolo di almeno una settimana? Sebastian Coe, l’uomo di Londra 2012, ha già spiegato che l’Olimpiade tiene di fatto una nazione in ostaggio per mille motivi che vanno dalla sicurezza all’accoglienza, ma questo non toglie che con il programma annuale siano alla fine penalizzati un po’ tutti. Il rischio, per non dire la certezza, di Pechino 2008 è che si parli più di politica che di sport con i media di tutto il mondo che sembra quasi che stiano tifando per l’attentato che entri nella storia. Con il pianeta interconnesso di oggi qualcosa tipo il massacro di Monaco 1972 potrebbe essere come effetti moltiplicato per mille, mentre noi siamo qui a studiare gli orari giusti delle gare di Valentina Turisini e Genny Pagliaro.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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