Supplicando per entrare nel paradiso dei campioni

10 Ottobre 2003 di Erminio Ottone

di Erminio Ottone
Un’altra serata di ordinario non divertimento raccontata da Erminio Ottone, tentando di entrare al Tocqueville durante la domenica organizzata dal Pineta. Ma quando ci sono i calciatori bisogna aspettare. E ancora aspettare…

Cari amici…C’è cliente e cliente, c’è locale e locale. C’è il cliente che a volte paga, e il cliente che scrocca o addirittura viene pagato (il VIP). E c’è chi tratta il secondo meglio del primo. Toqueville, domenica sera. Purtroppo la serata quest’anno è affidata allo staff del Pineta di Milano Marittima. Il vostro Ottone se ne accorge solo davanti al locale, in cui deve fare un salto soltanto per salutare un’amica romana di passaggio a Milano… Alla vista della scritta ‘Pineta’, un brivido mi corre lungo la schiena: in me riaffiorano sinistre memorie (vedere l’articolo “Sarà marittima, ma è pur sempre Milano”). Ero in dubbio se limitarmi ad una comparsata o fermarmi almeno un’oretta: la sinistra insegna risolve i miei tormenti. Meglio un toccata e fuga! Ovviamente in discoteca, ormai, la gente si è stufata di spendere e, tanto per intenderci, su 100 clienti soltanto 10 pagheranno l’ingresso. Non apprezzando per nulla la domenica del Toqueville non mi sono mai preoccupato di procurarmi ‘agganci’ influenti per entrare, ma qualche conoscenza ce l’ho… Purtroppo. E’ una PR. Il suo lavoro è quello di far entrare i clienti di sua conoscenza, ma nella serata firmata Pineta la ragazza si trasforma. La chiamo sul cellulare chiedendole lumi per entrare. Risposta: “Senti, qui è pieno di calciatori, devo lavorare”. Mi riattacca in faccia. Richiamo spiegandole che darmi istruzioni per entrare è ‘lavorare’, ma evidentemente ci sono clienti di serie A e di serie B. La ragazza è stata poi vista ronzare attorno ad Adriano, Coco, Pinga e così via, ovviamente facenti parte della clientela di serie A (anche se i conti tornano grazie alla serie B). Ottone non è nemmeno entrato perché la folla di gente supplicante un ingresso era di proporzioni imbarazzanti. Sono tornato a casa coi miei interrogativi: perché tutto questo mito attorno al Toqueville? Ci saranno i calciatori, è vero. Ma la musica è la stessa da 6 anni, l’ingresso (se lo paghi) costa, e le gnocca non te la regalano. Certo, puoi pagare anche quella, ma farlo significherebbe ammettere di essere ridotti male. E noi ancora non lo siamo.

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