Spalletti in modalità Totti

1 Aprile 2019 di Stefano Olivari

Luciano Spalletti è entrato in modalità Totti, anche se le differenze fra un ventiseienne ormai poco amato dalla piazza (ma le ultimissime ci dicono che con la Curva Nord abbia ricostruito un rapporto almeno di non ostilità) e un quarantenne bollito ma adorato dai tifosi sono evidenti. La vicenda cambia direzione minuto per minuto e mentre scriviamo queste righe pare che Icardi possa essere almeno in panchina a Genova: personalmente pensiamo che sia il meno colpevole in tutta la vicenda, ma certo far dire dall’avvocato parole che dovrebbe dire lui non è un bel comportamento. Ma tornando a Spalletti, la curiosità è per il tipo di allenatore che l’Inter sceglierà per il suo futuro. La cui figura sarà importante non tanto a livello tattico (De Zerbi sa di calcio come Spalletti, Guardiola, Conte, l’assistente della Cavese e tanti altri) quando per il cambio di immagine che saprà trasmettere all’Inter. La notizia è che sarebbe stato fatto un sondaggio fra i principali sponsor dell’Inter, non perché i cinesi siano diventati democratici ma perché i suddetti sponsor potrebbero far scattare un contributo finanziario speciale. In vetta alle preferenze di chi mette e metterà soldi nell’Inter c’è José Mourinho, non esattamente la prima idea di Marotta.

Prima abbiamo citato Totti, che dal caos della Roma esce ovviamente rafforzato visto che nella costruzione di questa squadra non ha colpe, pur avendo un discreto rapporto di cortesia con Monchi. Da qualche settimana, diciamo da Ranieri in poi, sta parlando da dirigente ed è logico pensare che questo sia il suo futuro dopo due stagioni da tagliatore di nastri e figurina di prestigio. L’ironia della vita potrebbe quindi portarlo ad accompagnare alla porta De Rossi, 36 anni ma condizioni fisiche precarie e un ruolo che non consente, come nel caso di Totti, di vivere di qualche lampo. Chi lo conosce bene assicura invece che il suo sogno sia quello di giocarsi subito il bonus da allenatore, anche se in questa fase storica sarebbe un regalo alla strana coppia Pallotta-Baldini, cioè quelli che hanno deciso tutto ma che nessuno mette in discussione: uno perché è il padrone, l’altro perché non ha cariche operative. Nostra scommessa? Totti calmato con qualche minimo potere in più, anche in sede di mercato, con gli ammerregani che così potranno tirare in lungo un’altra stagione questa pantomima dello stadio, in attesa dell’arabo. Bene ha fatto Rosella Sensi a ricordare che la sua famiglia per la Roma si è (relativamente, perché nessuno muore di fame) rovinata.

Le recenti parole di Gattuso sul suo (non) futuro al Milan hanno destato l’attenzione degli addetti ai livori, visto che nessuno dei grandi allenatori in circolazione è in parola con il Milan: al di là dei casini legali Conte non è in parola con nessuno, se non contiamo vaghe promesse ai suoi estimatori in questa o quella squadra, gli altri sarebbero un ripiego. Allora perché Gattuso parla con l’amarezza di uno che si sente al capolinea, nonostante sia in zona Champions e con buone possibilità di alzare la Coppa Italia? Chi è che proprio non lo vede come allenatore di un ipotetico futuro grande Milan? Come nostra sensazione, usiamo questa formula, più Maldini di un Leonardo che a suo tempo farà la parte del cattivo. Contratto comunque fino al 2021, come del resto Spalletti. E curiosità più per il ‘come’ che per il ‘se’.

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