Solo se Van Basten fosse stupido

14 Giugno 2008 di Stefano Olivari


L’Europeo dell’Italia è terminato su quel pallonetto che con un Thierry Henry normale, non diciamo nemmeno il miglior Thierry Henry, si sarebbe trasformato in gol dando il meritato pareggio (per quello che si era visto fino a quel momento, al netto del rigore non dato) e magari l’entusiasmo per andare ad inseguire la vittoria. Già è iniziata la grandinata di editoriali sull’onestà dell’Olanda, su Svezia-Danimarca, su Van Basten che dovrebbe aiutare l’Italia (magari come indennizzo per le decine di miliardi nascosti al fisco, con la ovvia connivenza di chi lo pagava), eccetera: peccato che questa riscoperta dell’etica sportiva si scontri con una considerazione anch’essa molto sportiva. L’Olanda non è una squadra demotivata che deve essere incentivata ad impegnarsi per strappare almeno il pareggio alla Romania, ma una delle favorite alla vittoria finale che come onesta strategia dovrebbe avere quella di eliminare il prima possibile due serie concorrenti come Italia e Francia. Adesso moribonde, ma che non sarebbe fantacalcio veder prevalere in un quarto di finale contro la Spagna per ritrovarle magari gasate in semifinale. Dove la formula cervellotica riproporrebbe Olanda-Italia (o Francia), visto il tabellone esattamente spezzato in due fino alla finale che ha funestato (come interesse generale, ma anche favorendo i tarocchi) molte grandi manifestazioni: fra l’altro anche la nostra amata Spagna 1982. Insomma, se Van Basten non mettesse in campo le riserve con l’ordine di essere morbide renderebbe all’Olanda solo un cattivo servizio. Si è messo lui nelle condizioni di scegliere ed è stato bravo a farlo, ci siamo messi noi nelle condizioni di subire le decisioni di altri come quattro anni fa.

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