Secondo sport d’Italia per sempre

13 Ottobre 2011 di Stefano Olivari

La serie B del calcio esulta per il boom di pubblico di questo inizio di stagione, 6.502 spettatori di media a partita che però andando avanti e dopo le partite farlocche di primavera dovrebbero avvicinarsi ai 5mila di media dello scorso torneo. Siccome la serie A del basket ha nel 2010-11 sfiorato le 4mila presenze medie nonostante palazzetti spesso inadeguati (per l’omologazione basta una capienza di 3.500), questo significa che le due realtà sono come successo di pubblico molto simili. Ecco, secondo voi su giornali e televisioni la serie B ha ‘solo’ il 25% in più di spazio rispetto alla A del basket?
Per non parlare dei diritti televisivi e dello spazio: su Sky una diretta basket del massimo campionato non andrebbe peggio di Padova e Grosseto nel calcio. Parliamo di freddi numeri, non del nostro sport per quattro gatti che deve essere pompato solo perché a noi piace così. E’ logico che gli appassionati di scherma vorrebbero più scherma e quelli di tamburello più tamburello, ma una televisione deve fare i suoi calcoli a meno che non abbia finalità educative. Che non ha più nemmeno la Rai, dove il maestro Manzi è solo un ricordo da trasmissione di Carlo Conti… E poi nelle redazioni giornalisti culturalmente inadeguati, capaci di dire quattro banalità sul calcio e di occuparsi di nuoto solo se la Pellegrini lascia Marin, non sono più giustificabili. La bella notizia è che stanno quasi tutti andando in pensione, quella brutta è che saranno sostituiti da un esercito di precari pagati 5 euro a pezzo o con l’immortale ‘da cosa nasce cosa’. Tornando alla vituperata serie A, rivalutata almeno in parte dalla visione delle partite ACB sulla benemerita Sportitalia (ieri sera Barcellona con l’Estudiantes, stasera alle 20 e 30 il Real), anche nel 2011 non è strampalato dire che il basket è il secondo sport d’Italia. Solo grazie al suo radicamento. Senza bisogno di risultati internazionali e nemmeno di ingaggi stellari con orizzonti di quindici giorni. A proposito: Gallinari e Bryant per poche partite sono una puttanata (lo pensiamo anche noi, fra l’altro), mentre Beckham e adesso forse Eto’o in affitto sono diventati una mossa intelligente.

Twitter @StefanoOlivari
(13 ottobre 2011) 

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