Schwazer guadagna più di Wade

12 Aprile 2012 di Stefano Olivari

di Stefano Olivari

Dopo due Giochi Olimpici, quelli disastrosi sotto la guida di Larry Brown e quelli d’oro con Coach K, la super-generazione del draft 2003 per Londra vorrebbe, incredibile, essere pagata. Il pensiero di (quasi) tutti è stato espresso da Dwyane Wade, che non ha parlato di ingaggi ma solo di revenue sharing riguardanti la vendita delle magliette della squadra olimpica: niente di particolarmente eversivo, anche se a leggere i commenti sui vari siti sembra che ai Giochi partecipino solo dilettanti. Quando c’è gente stipendiata dallo Stato per tirare di fioretto o lanciare il martello, la morale viene fatta ai giocatori NBA, che sarebbe l’unica lega di basket al mondo che non ha bisogno dei mitici patron disposti a sopportare un rosso perenne nei bilanci.
Ma visto che Londra 2012 si avvicina, già sono pronti i temini contri i calciatori che non comprendono lo spirito olimpico, evidentemente non compreso nemmeno da chi fa il carabiniere per finta e poi vede con il binocolo anche il minimo B. L’aspetto curioso di queste vicende è che in ogni caso e in ogni sport siamo di fronte a TUTTI professionisti. Alcuni guadagnano decine di milioni di euro, altri quanto un impiegato di buon livello, ma tutti hanno pari dignità (non è che il calcio sia ‘meglio’ della Bmx) e soprattutto lo sport come attività lavorativa primaria. Per noi i Giochi e il loro mito sono il massimo dell’esistenza, per pagarci i biglietti di Londra 2012 (basket, atletica, tennis) abbiamo investito quasi tutto l’investibile e guarderemo con rabbia (certo non invidia) le famiglie scroccone di tanti dirigenti, ma non sopportiamo le gradazioni di purezza fatte in base ai guadagni. Tanto per stare sui campioni, in proporzione al reddito generato e all’indotto Alex Schwazer (che, da uomo DDS, ci è nel cuore) guadagna molto di più di Wade. E non seguendo il judo, non ci sentiamo in colpa se sentiamo il nome di un judoka ogni quattro anni.
Twitter @StefanoOlivari, 12 aprile 2012

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