Sbagli giovanili

12 Marzo 2011 di Oscar Eleni

di Oscar Eleni
Il candidato Messina, lo spettacolo del Forum, gli osservati da Pianigiani, il tocco di Diener, i ragazzi che non capiscono, la gente che ci fa la festa, la partita delle presunte stelle, la fuga di Sky e Deron Williams nella settimana del silenzio.

Fiesta mobile per il basket che litiga anche sulle cose da fare insieme. Domani al Forum, a prezzi troppo alti per famiglie e ragazzini, una Nazionale sperimentale affronta quelli che dovrebbero essere i migliori stranieri del campionato. Organizza chi controlla il rosa della vita, il Giro d’Italia, il ciclismo in generale senza preoccuparsi dell’ultima maledizione del Riccò che, come tanti, si sente perseguitato perché qualcuno teme che abbia anche peccato, e allora niente spazio. Un pallino accidenti. Siamo fatti così. Magari neppure una riga. Ci sentiamo più forti per non aver piegato la schiena come direbbe Ettore Messina che adesso non sembra più il candidato unico a montare il leocorno milanese dell’Armani, perché chi gironzola intorno alla Nazionale pensa che anche Pianigiani potrebbe tagtliare il cordone senese per tentare la grande avventura.
Voci che nella fiesta al Forum faranno rimbalzare meglio la palla, anche se l’idea generale è che non sarà proprio un grande spettacolo. Perché? Perché l’Italia messa insieme in queste giornate non potrà fare altro che puntare tutto sulla difesa, avendo poco e niente per illuminare l’attacco, una cosa che contrasta con lo sprito libertino delle partite fra cosiddette stelle. Peterson lascerà liberi i suoi giocatori, questa volta per scelta e non per necessità come gli capita da quando è stato costretto a rivedere la sua opionione sulla squadraccia che l’Armani aveva costruito per andare all’attacco mirato, deciso, dichiarato, dei migliori. Si è scoperto che ci sono altre squadre più belle e fatte certo meglio, partendo da Cantù e qualcuno, magari Roma o la Virtus, potrebbe rivelarsi pure una sorpresa al momento di alzare le fruste.
Pianigiani leggerà la mano ai futuri talenti. Ne ha messi dentro tre interessanti come Gentile, numero uno anche se ha la faccia di quello che non ne può già più di sentirsi osservato quando invece dovrebbe sapere che questo è il destino dei nati campioni, come Moraschini che ha qualcosa di speciale, come Melli che, come dice il suo allenatore, a Pesaro deve fare una lunga strada. Sugli altri verifiche e siamo curiosi di capire quanto l’atletismo di Viggiano potrebbe essere utile con il trio NBA, quando e se ci sarà questo trio, quanto può crescere un Cinciarini come pilota.
Fiesta onorata da gente come Mazzarino, uno dei pochi che si è detto orgoglioso per essere stato scelto, che promette il massimo come il trio di Sassari dove Diener farà vedere che esistono ancora i registi con il tocco magico per far arrivare nelle mani dei voraci tiratori una palla parlante.
Tornando all’inizio della storia vi diciamo che siamo come quell’attore di Gang che rivolgendosi al Keith Carradine sulla scena gli sussurra quello che pensiamo da tanto tempo pur avendo scelto una professione “intellettuale” che sembra stuzzicare molto l’allenatore della Nazionale Pianigiani che avrebbe voluto fare il giornalista per guadagnare quattro tozzi di pane. Dicevamo del film e di questo pensiero profondo che si adatta a tutto e a tutti, al calcio come alla pelota basca: feci uno sbaglio, quando ero ragazzo, i ragazzi non capiscono niente. Avrei dovuto fare il medico, l’avvocato, il commercialista, magari anche il giornalista, rapinare la gente con il cervello e non con la pistola.
Abbiamo pensato a questo lasciando la sala Buzzati del Curierun quando da una BMW un tipo ci ha fatto grandi feste. L’anziano con calo di zuccheri, nostalgia di complimenti mai meritati, si ferma. Ti ricordi? No, ma forse sì. Ecco, apro un ristorante in via Spiga. Guarda qui. Non leggo niente. Che taglia porti? La massima. Eccoti un giubbotto di pelle. No. Sì, perché altrimenti mi offendo. Ecco un cappottino in cachemire, una sacca. Ma no. Mi offendo. Ma dai. Lui, il tipo, scende dall’auto con la scusa di cercare un biglietto da visita. Sussurra che ha bisogno di avere gente che porta gente nel suo ristorante. Abbozzi, hai capito tutto? No, ma ormai devi ballare. Il tipo spiega che la Maserati si è rotta e la BMW che vedo manca di benzina. Vuole soldi. Offro 20 euro. Ne vuole 100. Finalmente la reazione. Lascio la sacca e me ne vado insultato ospite. Capito che truffa? La cosa dolorosa è che questi merli devono essere anziani ed entrare nella categoria è seccante. Merlo per cosa? Già. Possibile che si accontentasse di 100 euro?
Ecco, è con questo spirito che andrò, se ci andrò, alla partita delle delle presunte stelle contro una presunta nazionale. Ci offrono di tutto e di più, a patto che noi si porti gente nel locale, nel Forum delle visioni orribili con un tabellone segnapunti da mesozoico, ma li capiamo, i padroni del villaggio, quando aprirono ebbero la promessa di un metrò entro sei mesi. Sono passati 15 anni per averne uno che costa caro e che si collega al palazzo con un ponte dondolante e inadatto a chi non ama le gite in mare.
Andare al Forum per vedere come la Lega ha legato gli ultimi rimasti adesso che quelli di SKY fingono di filarsela all’inglese scaricando ogni responsabilità sulla esosità dei legaioli. Personalmente siamo scettici sul futuro in TV del basket di serie A. Non sarà mai più bello come adesso. Aspettiamo altra gente che ci fermi e ci regali cappotti e giacconi. Chi ama ingannare ha studiato meglio del nostro criminale.
P.S: Abbiamo attaccato il Chiabo rosa per l’intervistona a Deron Williams, lui ha reagito bene, come giusto dicendo che almeno nella Gazza orgasmica di basket si è parlato nella settimana del silenzio mentre molti altri passavano la rubrica nel varie ed eventuali. Vero, ma la colpa è del solito bajon e poi non avevamo dubbi sul silenzio degli altri sportivi. La cultura del sistema è questa è quella che ha tolto a Sahin la finale di coppa Italia perché non aveva convinto nella direzione della partita che gli era stata affidata. Convinto chi?

Oscar Eleni

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