Sante o puttane

21 Agosto 2008 di Stefano Olivari

In attesa della proibitiva semifinale del volley maschile con il Brasile, si può già dire che l’Italia degli sport di squadra sia uscita a pezzi da questa Olimpiade. Mentre l’Italia in generale come medaglie pesanti (nel senso di impatto nel resto del mondo), senza offesa per nessuno è ferma all’oro della Pellegrini e all’argento della Filippi, con tutto il rispetto per Elisa Rigaudo, Tagliariol, eccetera. Poi ci sono grandi quotidiani mandano in giro gente che scrive, parlando del volley femminile, che le ragazze italiane non sanno fare squadra: peccato che l’anno scorso la nazionale di Barbolini sia diventata campione d’Europa, che nel 2006 sia arrivata quarta ai Mondiali, e senza stare a citare i tanti buoni piazzamenti nel 2002 i Mondiali (con Bonitta in panchina) li abbia vinti davvero. Insomma, volendo trovare un pretesto per attaccare le donne litigiose e nervose si poteva trovare di meglio di una squadra strafavorita che nei quarti di finale si è suicidata senza alcun motivo evidente. L’estremo opposto è raccontare i Giochi come ‘i Giochi delle donne’, creando nello spettatore un meccanismo di giudizio del genere ‘i viziati uomini perdono, le sottovalutate donne grazie al loro spirito di sacrificio no’. E vai con la mammina che si alza alle 5 del mattino, o la campionessa impegnata nel sociale e nelle beneficenza rumorosa. Puttane o sante, in definitiva. Cose che si potevano scrivere anche dal bar sotto casa, esibendo una nota spese più modesta.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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