Rimarrà la meno peggio

18 Gennaio 2011 di Libeccio

di Libeccio
La pulizia di Lotito, il Leonardo segreto, il termine per Ibrahimovic, i due garantismi brasiliani e l’illuminato Marchionne.

1. Oramai si è capito che questo campionato lo vincerà la meno peggio. E’ quanto emerge dal quadro abbastanza desolante di quello che si vede in campo. Desolante è stata la partita del Milan, che pure aveva la possibilità di ribadire supremazia e leadership in una gara non proprio proibitiva. Grazie al solito Ibra ha portato a casa un punto, ma non potrà capitare sempre se non recupera un po’ di spirito di sacrificio e di gioco. La vera sorpresa di questo campionato è comunque la Lazio: in netto calo di forma ma comunque a più 17 rispetto allo scorso anno, che fu anche quello in cui Lotito riuscì a fare pulizia intorno e dentro l’ambiente.

2- Dopo le orride prestazioni in campionato di fine 2010 l’Inter procede adesso tranquilla come se la allenasse ancora Mourinho: è già stato scritto, noi copiamo.
E’ alla quarta vittoria consecutiva ed anche Ernesto Paolillo parla di Leonardo come fosse il quarto segreto di Fatima: “Leonardo ha nascosto a tutti le grandi doti di cui è provvisto. Anche tatticamente è un fenomeno e ha inventato un gioco che all’Inter non avevamo mai visto”. Chissà cosa dirà Paolillo quando Leonardo ne perderà due di seguito. Più banalmente Leonardo ha preso in mano una squadra che con Benitez giocava col freno a mano tirato e non solo. Nel senso che anche il tecnico spagnolo ci ha messo di suo con un atteggiamento spocchioso e distante che ha molto irritato coloro che nella squadra pesano maggiormente. Zanetti e Cambiasso su tutti: e non stiamo parlando dei classici vecchi dello spogliatoio, ma di gente che all’occorrenza sa essere umile e correre per i nuovi arrivati.

3. E’ il caso di usare per Zlatan Ibrahimovic il termine di fuoriclasse, che purtroppo nel giornalismo sportivo (quanti Palloni d’Oro negati…) non si nega ad alcuno?
Noi pensiamo di sì, se almeno vogliamo considerare le doti esclusivamente tecniche del giocatore. Il gol di domenica sera è cosa che sui campi di calcio raramente è vista, la sua capacità di creare situazioni pericolose in squadre con poche soluzioni di gioco (la Juve di Capello, l’Inter di Mancini, lo stesso attuale Milan) è clamorosa. E’ vero che certe volte stona, è vero che certe volte si perde dentro partite importanti (ma gli capita più con la Svezia che con i club, anche l’anno scorso a Barcellona ne ha sbagliate pochissime), sarà vero tutto, ma certe cose al mondo le sa fare solo lui.

4. In Brasile il capo della polizia ha emanato una circolare in base alla quale ne viene modificata una precedente, che in sostanza premiava chi uccideva più delinquenti.
Adesso il premio (aumentato) va a chi ne uccide meno a parità di casi risolti o sventati. E’ la politica inaugurata dal governo brasiliano in vista di Mondiali e Olimpiadi. Al di là della necessità di incrementare il turismo e proteggere i giornalisti (che poi scriveranno che tutto è tranquillo e tutti ballano, sono stati capaci di farlo anche in Sudafrica), una strategia discutibile. Ricordando il caso Battisti, si può dire che in Brasile ci sia un garantismo a due velocità.

5. Nella settimana del referendum a Mirafiori la Juve torna finalmente a vincere una gara che non si poteva perdere, pena l’uscita di scena anche di Del Neri e Marotta.
Un referendum è una questione di libertà che presuppone parti in campo con eguali diritti. Manchevoli in quello in questione, fatto sotto le forche caudine del “se prevalgono i no investiremo all’estero chiudendo Mirafiori”. Gli operai (dove esistono ancora) sono fondamentali ai fini della produzione pur guadagnando miserie. A quegli operai la Fiat ha imposto meno spazi di libertà individuale (meno ferie, meno malattia tutelata, meno riposi, turni più faticosi, meno pause, pausa pranzo esclusivamente a fine turno) chiamando tutto questo flessibilità. In un coro di approvazioni da stadio, soprattutto di giornali posseduti direttamente o controllati attraverso la pubblicità. Marchionne, pur assicurando il peggior risultato di vendita alla Fiat a livello mondiale relativamente all’ultimo semestre, continua a essere considerato un manager illuminato. E’ quasi meglio Marotta.

Libeccio

(in esclusiva per Indiscreto)

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