Ragazze della notte, sotto il trucco il due di picche

23 Gennaio 2003 di Erminio Ottone

di Erminio Ottone
Il nostro calciatore misterioso (poco calciatore e molto misterioso) ci regala un’analisi, come al solito amara, della fauna maschile e femminile della notte, nella città che traina l’economia italiana. Da pseudo-uomini clonati in camicia a quadri e collettone a donne particolarmente attratte dalla carta di credito…

Ho dato tregua a Milano per darle modo e tempo di farmi cambiare idea…Inutile. Mi ritrovo a condannarne, ancora una volta, i locali, la vita notturna e soprattutto il popolo della notte. I nottambuli milanesi altro non sono che un esercito di figure clonate. Ricordate i paninari? Allora vestivano con gli stessi indumenti delle stesse marche. Oggi ognuno sceglie la sua marca, ma in fondo non è cambiato molto. Basta ‘girare’ un paio di locali ‘fighetti’ per fare un identikit del milanese notturno: camicie a quadri o righe con collettone. Scarpe (in tinta

col giubbotto) simil-ginnastica. Un tempo, ed era assurdo, nelle discoteche

ti schifavano se ti presentavi all’ingresso con scarpe gommate. Ora che

anche Paciotti ecc. producono scarpe da ginnastica, indossarle rende figo e

degno di accedere ai paradisi della notte meneghina.

Ma proseguiamo nel nostro identikit. Il milanese fico non va a ballare così,

tanto per ballare, come uno sfigato qualsiasi: prende il tavolo! La

discoteca è una vetrina imperdibile per mettere in mostra fascino e classe

(!), e allora è obbligatorio munirsi di tavolo, bottiglie (100/150 euro

l’una), e gnoccolone fornite dal gestore del locale. Queste sono pagate per

farsi vedere divertite e ridanciane, ma soprattutto per fregare il loro

‘cliente’ e spingerlo ad offrirle un drink dietro l’altro. In sintesi, a

fine serata, escono dalla discoteca tre tipologie ben distinte di persone:

le gnoccolone arricchite dalla serata di ‘lavoro’; il gestore arricchito

dalle tante bottiglie vendute a peso d’oro; il cliente derubato ma contento,

perché tutti lo guardavano con invidia in mezzo a fighe che mai gliela

daranno… L’importante è che anche una sola persona, nell’arco della

serata, abbia pensato “guarda quello lì che gnocche che si fa”!

Ma passiamo alle gnocche. Vanno spesso a ballare in gruppi di 2/4. Prima di buttarsi nella mischia dei

locali più alla moda, passano ore in bagno e davanti allo specchio. Quando

escono, la metamorfosi è compiuta. Da come sono agghindate sembrano volerti

dire “sbranami, sono una porca”. Chi ha due belle tette le mette in mostra,

chi un bel culo mette il pantalone giusto. Se c’è un tatuaggio sull’inguine,

pantalone a vita bassa. Schiene nude, minigonne inguinali, cosmetici in

quantità industriale. Ma l’inganno è dietro l’angolo…

Poche sono davvero carine, molte riescono a sembrarlo. Ebbene, se provi ad

avvicinarle, 9 volte su 10 ti lanciano un’occhiataccia, come per dirti “come

ti permetti? Mi hai forse presa per una troia? Ho l’aria di una che ci

sta?”. In realtà, sanno benissimo di avere ‘quell’aria’, ma le ridicole

regole della città più bigotta del mondo impongono di comportarsi come se

sedurre fosse peccato. Quindi, lungi dalle ragazze l’ammettere di essere nel

locale per attirare sguardi o corteggiamenti.

Ma c’è un argomento di fronte al quale queste simpaticissime donnine

lasciano cadere ogni inibizione e ipocrisia: la carta di credito. Provate

anche voi: prendete un tavolo, spendete soldi per le bottiglie, e invitate

ad unirvi a voi (ovviamente a scrocco) tutte le fighette di passaggio…

Saranno sorridenti e disponibili, magari ci staranno anche. Ma non

sorprendetevi se quella che ci sta sarà la stessa che la settimana prima vi

aveva mandato a quel paese. In quell’occasione non avevate tavolo né Visa…

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