Quelli che preferiscono Beccalossi

11 Aprile 2011 di Libeccio

di Libeccio
Le belle sconfitte da rimpiangere, la sofferenza interista, lo stratega Moratti, il sogno Guardiola e l’eccezione Ronaldo.

1. Evaristo Beccalossi viene ricordato da molti tifosi dell’Inter per qualche colpo di classe ma anche per i due rigori sbagliati nella stessa partita. Per molti anni quella è stata l’immagine dell’Inter che respinge la sorte anche quando questa si presenta con abiti benevoli (quella partita comunque l’Inter la vinse). Poi la generazione successiva è vissuta a pane e rigore “nettissimo” di Iuliano contro Ronaldo non decretato da Ceccarini. E molti tifosi dell’Inter hanno spesso pensato che forse è stato meglio così. Volete mettere essere vittime per l’eternità e poterlo ripetere all’infinito?
2. Nei giorni appena trascorsi, in molti hanno pensato a chissà quale dolore deve aver provato il tifoso interista la sera del derby perso con il Milan e poi martedì quando ha letteralmente gettato al vento l’occasione abbastanza facile di andare in semifinale di Champions contro i non irresistibili giocatori dello Schalke 04. Noi non ne saremmo così sicuri. Infatti dopo le due sconfitte è come se il tifoso interista avesse riaperto l’armadio dei ricordi e ne avesse tratto il vestito buono: quello dentro il quale si soffre da matti, ma che in fondo è il meno volgare e quello in cui più ci si sente a posto.
3. Dopo la cinquina con cui lo Schalke 04 lo ha sommerso sotto l’erba di San Siro,
ecco che il tifoso interista medio ritrova tutto sé stesso e la memoria delle vecchie e care abitudini. Arriverà finanche ad (inconsciamente, s’intende) agognare un finale di stagione catastrofico in modo da essere sempre nei titoli e via a sbizzarrirsi con la campagna acquisti per il “nuovo corso o la rifondazione” e il toto allenatore visto che il reprobo Leonardo ha finalmente lasciato intendere che in fondo in fondo è rimasto milanista dentro. Perché fino a quando Moratti era ‘il solito Moratti’ il tifoso interista aveva campo libero con l’immaginazione. Diventato Moratti uno stratega del calcio (le vittorie a testimoniarlo) il tifoso interista ha dovuto chiudere l’immaginazione nel cassetto, silenziarsi e adattarsi a vincere. Scoprendo che i festeggiamenti per una Champions League durano qualche decina di minuti (nel caso di Mourinho  e Milito secondi), mentre il bello del calcio è l’attesa.
4. Il tifoso interista (parliamo sempre della media) raggiunge l’apice del godimento non tanto nelle vittorie, ma nelle sconfitte cocenti e inaspettate. Non tanto nel festeggiare l’ingaggio di un nuovo allenatore, ma nel licenziarlo (magari anticipatamente) e, se pure il nuovo allenatore fosse veramente bravo come Mandrake, magari cullare il sogno di presto passare ad altro (anche quando c’era Mourinho il sogno di Moratti si diceva fosse Pep Guardiola) e comunque il tifoso interista guardando giocare il Barca spesso pensava e sognava. Perché il tifoso interista ha sempre in mente colui che veramente sarebbe da Inter e guarda caso quasi sempre non gioca nell’Inter e non allena l’Inter. Il tifoso interista anche quando vince in modo netto rimugina dentro sé stesso: “però il primo gol nostro è nato da quella azione in cui forse c’era un fallo per gli avversari e io voglio vincere in modo trasparente”.
5. E’ un masochista buono il tifoso interista, soprattutto buono, nel senso che si sente più a suo agio nella sconfitta che nella vittoria: i luoghi comuni hanno sempre un fondamento. A esultare ed essere felici quando si vince son buoni tutti, anche lo juventino o il milanista che ‘Io seguo solo il calcio internazionale’. Si raggiunge un livello quasi letterario, quando riesci a vivere godendo la sconfitta perché quello è amore puro che prescinde dal resto. Il tifoso interista è capace (anche mentre passa da vittoria in vittoria) di pensare contemporaneamente a quel certo giocatore da ingaggiare che culla come fosse un sogno, sicuramente più forte di quelli che ha già. E quando il patron Moratti (che accumula centinaia e centinaia di giocatori senza quasi mai venderne uno, al massimo li trasforma in dirigenti) ne compra un altro è proprio in quel momento che il tifoso interista prova il massimo di godimento. Nella frazione temporale in cui non si capisce ancora se l’acquisto sarà veramente buono oppure si rivelerà cattivo. Perché alla prima sgambata in prima squadra del novello acquisto, il tifoso interista già storce il muso: ”E questo sarebbe un giocatore da Inter?”. Per la cronaca, ma i tifosi interisti lo sanno alla perfezione, ancora deve nascere il giocatore veramente da Inter. Unica eccezione concessa all’unanimità: Luis Nazario de Lima in arte Ronaldo, la cui foto finanche Peppino Prisco portava nel portafoglio in mezzo a quelle del padre e della madre.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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